giovedì 23 maggio - Aggiornato alle 10:07

Primo d’Anfora di Argillae presentato al Vinitaly: il vino, dalla terra alla terracotta

Un progetto enologico originale, ambizioso, sostenibile e votato alla qualità: dalla cantina orvietana un vino interamente fermentato e affinato per otto mesi in anfore di terracotta

Argillae, Giulia Di Cosimo

Dall’argilla all’argilla. Dalla terra alla terracotta. Con Primo d’Anfora, ultimo bianco della cantina Argillae, presentato al Vinitaly 2019, la Famiglia Bonollo compie un cerchio perfetto, dando vita ad un progetto enologico originale, ambizioso, sostenibile e votato alla qualità, che incarna in pieno l’identità dell’azienda e del suo terroir.

Argilla e vitigni Come si evince dal suo stesso nome, Primo d’Anfora è il “primo” vino prodotto da Argillae ad essere interamente fermentato e affinato per otto mesi in anfore di terracotta. Anfore che sono plasmate con la stessa argilla di cui è composto il terreno dell’azienda vinicola. Sì, perché la cantina fondata dal Cavaliere del Lavoro Giuseppe Bonollo, presente tra Allerona e Ficulle dagli anni Ottanta, si estende su un’area collinare a nord-ovest di Orvieto caratterizzata dai famosi calanchi. Qui, su un terreno sabbioso-argilloso, vengono coltivati i tre vitigni impiegati per la produzione del Primo d’Anfora: Grechetto, Drupeggio e Malvasia. Tre varietà autoctone che, dopo essere state raccolte a mano e accuratamente selezionate, vengono fatte fermentare nelle anfore.

Terracotta «Gli orci di terracotta – ci spiega Giulia Di Cosimo, proprietaria di Argillae – costituiscono un materiale unico e straordinario per la fermentazione e l’invecchiamento dei vini, poiché, come le botti in legno, presentano un certo livello di porosità che garantisce una lieve ma costante ossigenazione; tuttavia, come le vasche in acciaio, non cedono nulla al vino, esaltandone al massimo l’espressione varietale».

Primo d’Anfora E i caratteri varietali sono ben riconoscibili in Primo d’Anfora. Il vino, di colore giallo intenso, presenta profumi raffinati ed eleganti, che vanno dal sambuco alle note agrumate, per poi cedere il passo a sentori floreali e di sottobosco. Ricco e morbido al palato, con un finale sapido e di fresca acidità, si sposa bene sia ad una cucina raffinata a base di pesce, sia a carni bianche e cacciagione, dimostrandosi un bianco di grande carattere e struttura che non teme la sfida del tempo. Primo d’Anfora, prodotto in quantità limitata con la vendemmia 2016, sarà nuovamente disponibile a partire da settembre 2019 con l’annata 2017. Nel frattempo, per saperne di più e scoprire il prodotto in anteprima, si può visitare www.argillae.eu e prenotare una visita in cantina.

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