domenica 29 marzo - Aggiornato alle 16:12

Prima guida alle Enoteche d’Italia del Gambero Rosso: anche l’Umbria ha la sua regina con i ‘Tre cavatappi’

L’Enoteca Giò di Perugia è tra la ristretta cerchia delle 54 premiate per storicità, assortimento e attenzione alla diffusione della cultura enoica

Guida del Gambero Rosso, la premiazione dell'Enoteca Giò Perugia

di Danilo Nardoni

Le enoteche e gli enotecari? Non ce li siamo dimenticati. In questa “new wave” del mondo del vivo che dura da tempo e sembra inarrestabile anche a questi spazi e a lavoratori appassionati è stata ridata finalmente la parola. E pure il Gambero Rosso ha messo tutto sotto i riflettori con la nuova e Prima Guida Enoteche d’Italia. E subito per l’Umbria una bella notizia, che poi una sorpresa non è, ma solo un riconoscimento più che meritato. Con il simbolo dei ‘Tre cavatappi’ è stata infatti premiata, insieme alle 54 prime scelte in tutta Italia, anche l’Enoteca Giò di Perugia.

Guida La presentazione è avvenuta nel corso del convegno del Gambero Rosso “Vino 4.0. Distribuzione, comunicazione, promozione, strategie e protagonisti a confronto” che si è tenuto a Roma lo scorso 17 febbraio. Al termine è stata quindi presentata la prima e unica guida alle migliori enoteche e ai migliori punti vendita tradizionali. Una anticipazione della guida cartacea che verrà poi presentata durante il prossimo Vinitaly: oltre 300 indirizzi su tutto il territorio nazionale, mappando i migliori negozi presso i quali acquistare (ma anche bere) vino, senza tralasciare i migliori corner della GDO, le grandi catene e i wine shop on-line, nella consapevolezza che il 4.0 ha un ruolo crescente nel sistema vino italiano e internazionale. Tra gli esercizi segnalati, sono state premiate quindi alcune eccellenze, attività di spicco per storicità, assortimento e attenzione alla diffusione della cultura enoica: sono 54 i nomi iridati segnalati dai ‘Tre Cavatappi’. Alcuni di questi nomi sono stati premiati proprio il 17 febbraio, tra cui l’Enoteca Giò.

Enoteca Giò «L’Enoteca Giò è una vera e propria istituzione» commenta il perugino Antonio Boco, critico del Gambero Rosso. «Nasce nel 1969, ai piedi del centro – prosegue – e sin dall’inizio dell’avventura imprenditoriale di Antonio Guarducci, fondatore dell’enoteca e uomo capace di interpretare il momento storico, il settore legato ai vini è sempre stato oggetto di cure e ricerca. Oggi tra gli scaffali trovate Massimo Caponi insieme a Sara Boriosi, una delle animatrici più divertenti e competenti del vino in città, oltre che penna deliziosa». E proprio Sara Boriosi è intervenuta a Roma sia per ritirare il premio che per intervenire al convegno portando così la sua esperienza. Un mestiere non facile da affrontare oggi, anche perché la vera sfida degli enotecari è quella di mettere insieme la conoscenza del vino con la capacità di saper raccontare tutto quell’universo che gli gira intorno.

I commenti sono chiusi.