domenica 18 agosto - Aggiornato alle 17:03

Pampepato di Terni, riconoscimento Igp più vicino: arrivano funzionari del ministero

Verifica del disciplinare di produzione, giovedì 27 giugno riunione di pubblico accertamento in Camera di commercio

 

di Mar. Ros.

C’è già l’ok della Regione Umbria all’istanza di riconoscimento Igp per il Pampepato di Terni, avanzata dal comitato dei produttori (guidato da Ivana Fernetti della pasticceria Marchetti e via via salito a quota 40 aziende aderenti), e la richiesta è arrivata sul tavolo del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali che ha finalmente preso in esame la pratica. Lo stesso Mipaaf, proprio d’intesa con Palazzo Donini, ha convocato una riunione di pubblico accertamento per il 27 giugno 2019 alle ore 11 presso la Camera di Commercio di Terni. Quel giorno, sarà data lettura della proposta di disciplinare di produzione elaborata dal comitato, quindi due funzionari del ministero verificheranno la rispondenza del documento ai metodi leali e costanti previsti dal regolamento UE.

Pampepato di Terni Igp Nel disciplinare sono indicati gli ingredienti del dolce tipico natalizio ternano, nonché la forma che deve assumere, specifica di dimensioni ela consistenza e il gusto che deve risultare all’assaggio. C’è inoltre l’area di produzione che sconfina dal Ternano toccando i comuni di Massa Martana, Deruta, Marsciano, Todi e altri della provincia di Perugia. Non manca la parte dedicata al confezionamento e all’etichettatura, ma la parte più curiosa è senza dubbio quella del ‘Legame con il territorio’ in cui si legge che il primo riferimento ad una produzione professionale e su larga scala risale al 1913, come pure che la prima edizione della guida gastronomica d’Italia del Touring club, datata 1931, riporta ‘a Terni da ricordare il Panpepato natalizio’. E ancora storie e riferimenti fino al ricordo del Pampeparo da 112 kg realizzato da alcuni pasticceri ternani in una kermesse pubblica il 10 febbraio del 2002. Cresce il fermento del comitato in vista del 27 giugno e poi dita incrociate per quando dovrà pronunciarsi l’Europa.

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