martedì 25 giugno - Aggiornato alle 04:12

Natale 2018: anche l’Umbria tra le regioni italiane dei migliori panettoni artigianali

Un dolce senza confini che appassiona chi lo produce ma pure chi lo consuma: con una degustazione a Perugia, giornalisti, critici ed esperti hanno espresso i loro giudizi

Degustazione di panettoni alla Società Anonima di Perugia

di Dan. Nar.

Il Panettone è ormai un dolce senza confini, almeno sul piano geografico. Ovviamente ci riferiamo all’Italia, simbolo della più pura tradizione natalizia. Ma il fatto è che da Milano e dintorni questo dolce ha trovato casa un po’ ovunque, da Nord a Sud. E molti pasticceri di riferimento del paese si cimentano con questa specialità, diventando delle vere e proprie Christmas Star. Un dolce che appassiona, dunque, chi lo produce e chi lo consuma, oltre alla critica enogastronomica che non manca di esprime i propri giudizi. Anche in Umbria la cosa ha preso piede, sia sul piano produttivo che su quello dell’assaggio.

Testate alcune produzioni Da un paio d’anni, il ritrovo dei fan del panettone è alla Società Anonima, locale innovativo in pieno centro storico a Perugia (ristorante, cocktail e wine bar, luogo d’elezione per bere bene e mangiare prodotti di qualità). Anche quest’anno alcuni giornalisti, esperti e appassionati si sono dati appuntamento per testare le migliori produzioni artigiane del Bel Paese. Nomi blasonati che non hanno bisogno di presentazioni. Dal mitico Iginio Massari a Pietro Macellaro, da Alfonso Pepe a Tiri.

Sorprese umbre Sorprese e conferme non sono mancate, ovviamente. Tra le prime, da segnalare le ottime performance di due piccole realtà umbre, capace di non sfigurare davanti ai mostri sacri del settore. Si tratta della pasticceria Baldinucci di Padule, vicino Gubbio, e Tonka di Terni. La prima, in particolare, ha sfoggiato un panettone di tutto rispetto, molto classico e centrato. La seconda ha offerto ottime impressioni sul fronte della variante al cioccolato. L’Umbria primeggia anche su questo fronte, insomma? A rispondere sono Antonio Boco e Fabio Starnini, i grandi cerimonieri della degustazione: «Diciamo che la strada è quella giusta e che l’arte pasticcera della regione comincia a disegnare la nostra terra in questa speciale e golosa cartina geografica. Del resto, gli altri panettoni “in gara” erano davvero alcuni dei migliori sulla piazza».

Gli stili Oltre agli umbri, ecco invece un piccolo report stilistico dei panettoni di fuori regione. Merlo – Pioltello (MB): sobrio, garbato, armonico. Un vero panettone milanese al top. Macellaro – Piaggine (SA): agripasticceria con canditi e uvetta fatti in casa, proveniente dai frutteti di proprietà. Panettone soffice, umido, esplosivo. Antica corona reale – Cervere (CN): Due Stelle Michelin per il ristorante che lo produce. Si usa moscato d’Asti nell’impasto, canditi e burro di qualità estrema. Un grande panettone. Iginio Massari – Brescia (BS): il maestro della pasticceria italiana e non solo sfoggia un panettone sontuoso, quest’anno davvero di gran classe. Alfonso Pepe – Sant’Egidio del Monte Albino (SA): si conferma sui suoi standard, ovvero nel lotto dei migliori. Possillipo dolce officina – Gabicce Monte (PU): lievitazione stiratissima, canditi dolci, glassa “scrocchiar ella”. Sorpresa ma non troppo. Tiri – Potenza: prodotto nella nuova sede, la Tiri Bakery e Caffè si è spostata da Acerenza a Potenza.72 ore di lievitazione, farine straordinarie e canditi fatti in casa. Il risultato è incredibile. Tra i migliori in Italia.

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