lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 05:24

‘Strada del prosciutto di Norcia Igp’: Milano, Roma e Napoli le tappe del viaggio

Presentazione e degustazione di un’eccellenza umbra nell’anno della ‘maturità’: primo pezzo marchiato nel 2000

«Il viaggio è cominciato a Milano lo scorso novembre e sul tracciato di un Freccia rossa oggi passa per la Capitale – ha detto Andrea sisti amministratore unico della Landscape & Food Lab nell’evento organizzato a Eataly Roma –. ‘La strada del prosciutto’ è un progetto pensato anche per toccare diversi luoghi tra i più belli d’Italia perché il messaggio che vogliamo far passare è che un prodotto così buono proviene da una terra straordinaria e assaggiare una fetta di questo prosciutto deve suscitare la voglia di visitare quella fetta d’Umbria da cui proviene per essere appagati due volte, ora nel gusto ora nella vista. Prossima tappa in programma Napoli – ha annunciato – e andremo al Mann, al museo d’archeologia per scoprire le connessioni tra la storia e i prodotti d’eccellenza dell’enogastronomia».

VIDEO

Il sottosegretario Alessandra Pesce Un pullman partito da Spoleto, venerdì mattina ha fatto tappa a Terni per raggiungere uno dei templi del gusto del ‘made in Italy’. Proprio di questo ha avuto modo di parlare il sottosegretario di Stato al ministero dele Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Alessandra Pesce: «Abbiamo vinto, c’è l’ok dell’Onu: nessun bollino alle tipicità della dieta mediterranea sulle malattie, nessuna tassazione su certi prodotti italiani che avrebbe penalizzato la nostra economia nel settore food. È in questa direzione che si muove il governo». Lo ha detto alla presentazione del prosciutto di Norcia Igp raccomandando a produttori e Consorsio di tutela di sfruttare al meglio tutti gli strumenti che l’esecutivo nazionale mette a disposizione anche per la promozione di certi prodotti.

Prosciutto di Norcia IGP A fare gli onori di casa il presidente del Consorzio Pietro Bellini, sindaco di Preci, affiancato dal primo cittadino di Norcia. L’uno ha ripercorso la storia del norcino come l’esperto nella lavorazione delle carni, l’altro ha fatto il punto sulla ricostruzione e ringraziato la popolazione delle terre colpite dal sisma per non aver abbandonato il proprio luogo d’origine: «La scelta più difficile era rimanere». In questo senso è stato messo in evidenza come il Consorzio di tutela del prosciutto Igp di Norcia abbia favorito la ripresa economica garantendo a tutti la possibilità di continuare l’attività. All’evento a Eataly Roma lanciata anche la nuova collaborazione con l’Onas, organizzazione nazionale assaggiatori salumi che valuterà il prosciutto di Norcia degustazione dopo degustazione, fornendo una scheda di caratterizzazione del prodotto a fine anno.

Eataly L’evento di Roma ha rappresentato l’occasione per celebrare la maturità del prosciutto. A seguirne la crescita, sin dalla prima marchiatura, il Parco tecnologico agro-alimentare 3A, ovvero l’ente che vigila sul prodotto in ogni fase della lavorazione. Come ha spiegato Massimiliano Brilli presente a Roma assieme agli agronomi Federico Mariotti e Andrea Catalini «l’Ente ha sede a Pantalla, è una società partecipata della Regione Umbri in house e conta altri soci tra cui l’Università degli studi di Petugia e la Scuola di Agraria di Todi». In un grafico l’amministratore unico del Parco 3A Brilli ha mostrato come la crescita dei prosciutti marchiati sia avvenuta «in modo graduale e sostenibile. Complimenti – ha detto – per aver ottemperato agli obblighi del disciplinare che il Consorzio si è dato in modo diligente e convinto». La filiera produttiva dell’Igp del prosciutto di Norcia annovera 1.500 allevamenti, 20 macelli, tre laboratori di sezionamento, 10 prosciuttifici e 9 affettatori confezionatori.

La strada del prosciutto Tra i relatori Marcella Cipriani, vicepresidente del Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali che ha detto: «È un processo intelligente di recupero quello che passa per la promozione di prodotti tipici. L’identità territoriale è insita nelle comunità e se così non fosse l’Umbria colpita dal sisma si sarebbe svuotata». Intervenuto Alessandro Di Giovanni dell’Accademia Italiana di cucina, istituzione culturale della Repubblica Italiana fondata nel 1953 con l’obiettivo di tutelare la tradizione della culinaria italiana, sul territorio nazionale e all’estero. Quello che cerca di fare ogni giorno all’interno della sua cucina il cuoco Alviero Bigi, presidente dell’Associazione cuochi Umbri Perugia-Terni: «Ho 80 anni di vita e 90 di lavoro».

 

I commenti sono chiusi.