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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 13:28

Menù di ‘classe’ a meno di 35 euro, ecco i 5 ristoranti premiati dalla guida Michelin in Umbria

E’ possibile mangiare in ristoranti di qualità anche a prezzi contenuti: basta cercare il marchio Bib Gourmant del noto ‘omino’

di M.T.

E’ tempo di ristoranti stellati, di classifiche e di ricercatezza a tavola, ma chi l’ha detto che non si possa mangiare di ‘classe’ anche a prezzi contenuti? Per chi non può permettersi una cifra alta o semplicemente non ha voglia di spenderla, ci sono i bib gourmand. Cioè i ristoranti che offrono una esperienza di qualità, con un menù completo, a meno di 35 euro. Per dirla diversamente potrebbe essere interpretata come la classifica delle migliori soluzioni per il rapporto qualità prezzo. Li premia la nota guida Michelin, in una sezione dedicata ‘Bib Gourmand’. Quando si accede a un ristorante bisogna cercare l’immagine dell’omino Michelin che si lecca i baffi. Allora è chiaro che sei nel posto giusto. Per l’edizione 2022, l’Umbria ha i suoi 5 ristoranti. Sono tutte conferme e sono rappresentativi dell’intero territorio regionale.

 

Perbacco Si parte da Cannara, con ‘Perbacco – Vini e Cucina’, che tra i vari piatti offre una varietà invidiabile di preparazioni a base di cipolla. Non poteva essere diversamente nel perimetro gastronomico della cipolla di Cannara. Il locale è stato anche indicato dalle guide di Repubblica come uno dei 5 ristoranti in cui andare in Italia.

 

L’acquario Si arriva al Trasimeno, esattamente a Castiglione del lago, al ristorante ‘L’acquario’. Un luogo che da 150 anni propone cucina tipica ai suoi numerosi ospiti. Si è specializzati sul manicaretto, rigorosamente di pesce di lago, valorizzando quanto di buono questo territorio lacustre è in grado di esprimere nella sua variegata gastronomia. Questo locale ha ottenuto riconoscimenti anche da Slow food.

 

Tipico Si passa per Montone da ‘Tipico & La locanda del capitano’ che ha fuso due realtà di eccellenza. Qui si fa esperienza della cucina regionale affidata alle cure di chef  Polito che è anche economista, fotografo e albergatore e che pretende una materia prima di assoluta qualità per trasformarla in piatti ricercati, ma fedeli alla tradizione. La locanda è anche tra le migliori dieci esperienze di ospitalità per il ‘The Guardian’.

 

Tempio del gusto Penultima tappa a Spoleto, al ‘Tempio del gusto’. Anche qui e in maniera ancora più incisiva, c’è l’Umbria profonda a tavola, ancorché impreziosita di colori. Risotti al tartufo, agnello, e poi verdure di casa nostra come sedano, cavolo nero e altre ‘gemme preziose’ umbre. Il locale è considerato tra le migliori interpretazioni della tradizione in chiave moderna.

 

Da Gregorio E i premiati umbri chiudono il cerchio a Orvieto con ‘Ristorante da Gregorio’. Dai cappelletti ai funghi porcini, al brasato di cingiale e fino alle pappardelle o al pane e pomodoro. Un orto aziendale, tipicità, ricerca e amore per la cucina. Un locale che conferma il suo premio nazionale di ‘Bib Gourmand’

 

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