martedì 11 dicembre - Aggiornato alle 07:45

Le ‘tre stelle’ di Birra Perugia all’European beer star: conquistato un intero podio in Germania

Al più prestigioso concorso al mondo per la scena brassicola, il birrificio umbro si aggiudica ben 3 medaglie: oro, argento e bronzo

Birra Perugia, il momento della premiazione in Germania

di D.N.

«Questo premio è importante per i birrai come la Stella Michelin per i cuochi». A sottolinearlo è il direttore Oliver Dawid del Private Brauereien, l’associazione che organizza il prestigioso concorso dell’European Beer Star. E Birra Perugia quest’anno esce a bottino pieno. Il birrificio umbro quindi è ancora una volta, ed ancora di più, sul tetto del mondo, perché capace di conquistare riconoscimenti internazionali che confermano la realtà umbra tra le più apprezzate sulla scena brassicola mondiale. Sono infatti ben 3 le medaglie conquistate all’European Beer Star 2018, concorso tra i più prestigiosi al mondo che si è tenuto quest’anno in Germania, a Norimberga, durante le giornate della fiera specializzata BrauBeviale.

Concorso prestigioso Quest’anno al concorso si è registrato il record di birre iscritte alla competizione: ben 2.344 provenienti da 51 paesi e giudicate da una selezionata giuria di 144 esperti internazionali (brew master, giornalisti e sommelier giunti da 26 diverse nazioni). La degustazione delle birre si è svolta all’Akademie Doemens di Gräfelfing (vicino Monaco di Baviera).

Oro, argento e bronzo Birra Perugia conquista dunque “Tre Stelle” e un intero podio con Mario tra 20 Anni (Imperial IPA), Calibro 7 (APA, tra le etichette più note e apprezzate della casa) e Perujah (Session IPA), dimostrando un’incredibile dimestichezza con gli stili luppolati e sbaragliando la concorrenza di alcune realtà storiche del settore grazie a birre «di alta qualità, genuine e ricche di carattere». Un trend che si conferma eccellente per questa giovane realtà, capace in poco tempo di diventare un tassello importante nel panorama brassicolo italiano e internazionale. Non vanno infatti dimenticati i premi già ottenuti in Germania e in Belgio negli anni scorsi, tra cui le medaglie piovute nel 2013, nel 2015, nel 2016 e nel 2017; così come l’incredibile riconoscimento di Birrificio dell’Anno 2016 (Unionbirrai).

La storia La premiazione 2018 è avvenuta lo scorso 14 novembre a Norimberga ed è l’ennesimo, prestigioso traguardo per i giovani che hanno rilanciato questo antico marchio cittadino, ormai vero riferimento del settore. Birra Perugia, infatti, non è solo una realtà contemporanea di successo ma vanta anche una storia affascinante. La prima “Fabbrica” vede la luce nel 1875: si tratta dunque di uno dei primi birrifici sorti in Italia, insieme ad altri marchi storici come Wuhrer a Brescia, Forst a Merano, Dreher a Trieste, Peroni a Roma, Paszkowski a Firenze. Un’impresa leggendaria, tra le più importanti della birra italiana della seconda metà dell’Ottocento, culminata con l’acquisizione da parte di un grande gruppo industriale e la relativa cessazione del marchio, alla fine degli anni Venti. La rinascita quasi 90 anni più tardi, nel 2013, grazie al nuovo progetto di impostazione artigianale. Una bella storia che lega orgoglio locale e successo globale.

Il futuro «Ai successi non ci si abitua mai – commentano da Birra Perugia – ed ogni volta è come se fosse la prima. Quando abbiamo iniziato, nemmeno nei nostri sogni più rosei speravamo tanto. Questi sono traguardi inimmaginabili per una piccola realtà come la nostra, risultati che ci danno una carica incredibile, permettendoci di affrontare al meglio le difficoltà quotidiane». E il futuro? «Birra Perugia è progetto che ha trovato una sua dimensione, non ci interessa diventare troppo grandi ma vogliamo ovviamente organizzarci meglio. Per avere i risultati che vogliamo e produrre birre eccellenti i tempi sono fondamentali e la cura maniacale in ogni dettaglio necessaria». Dove si trovano queste birre pluripremiate? «Le bottiglie sono distribuite in tutta Italia e in alcuni paesi del mondo, così come i fusti per le spine. Rimaniamo tuttavia molto legati alla nostra terra e ci piace il rapporto diretto con i clienti, da vero local brewery. E’ per questo che abbiamo un punto di vendita diretta al birrificio. Filiera corta, freschezza, trasparenza. Nella birra, come in molti altri settori, questi sono valori imprescindibili».

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