mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:02

‘Frantoi aperti’ in Umbria: puntare ad un «turismo agricolo». Olio e vino non più separati

Un evento che ha anticipato i tempi e guarda al futuro per disegnare la nuova strategia di marketing territoriale. Le iniziative fino al 25 novembre con il «Risorgimento del Moraiolo»

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Olio in degustazione a Frantoi Aperti (foto Brain.it - Martina Di Tosto)

di Danilo Nardoni

Suggestioni ed emozioni provocate dall’olio umbro che vanno alla ricerca di un «turismo agricolo» legato al territorio. Con la speranza che nasce dai tanti giovani produttori e dal nuovo ed auspicato rapporto con il vino, tutto da rivedere. Si è chiuso anche così, in maniera “riflessiva”, il primo dei quattro weekend di Frantoi Aperti 2018. L’olio extravergine d’oliva sarà ancora protagonista in Umbria fino al 25 novembre. In questa 21/a edizione dell’iniziativa organizzata dall’Associazione Strada dell’Olio e.v.o di Oliva Dop Umbria sono tanti i comuni e i Frantoi che hanno aderito all’iniziativa che, proprio nel periodo della frangitura delle olive, mette al centro dei riflettori l’Umbria rurale, i borghi ad alta vocazione olivicola e le città d’arte, i produttori di olio e l’Olio Extravergine di Oliva Dop Umbria. Le prime iniziative si sono archiviate, ed altre sono pronte a partire, ma l’evento ha offerto anche tanti spunti per guardare al futuro del prodotto olio considerato troppo spesso il fratello povero del vino.

Turismo dell’agricoltura Maurizio Pescari, giornalista enogastronomico che venti anni fa ha tenuto a battesimo Frantoi Aperti, durante la presentazione dell’evento ha voluto esortare gli amministratori della regione a dare maggiore aiuto al mondo dell’olivicoltura. «Mentre ci si è dedicati molto alla promozione del vino ed al turismo ad esso legato – afferma Pescari – poco si fa per l’olio, invece in una regione come l’Umbria si dovrebbe parlare di ‘turismo dell’agricoltura’ non di vino e olio come settori separati». Puntare insomma, per disegnare una strategia futura, ad un «turismo agricolo» e quindi non più ad un turismo dell’olio o un turismo del vino. Pescari racconta come l’enogastronomia umbra sia nata dalla miseria della campagna di 50 anni fa e di come sia stato importante che nel 1997 si sia pensato di dare vita ad un evento come Frantoi Aperti «che ha creato un connubio tra cultura ed enogastronomia e che permette di parlare di turismo legato all’olio durante tutto l’anno». Pescari mette in evidenza anche il parallelismo tra gli ultimi 20 anni che ha passato il vino e quelli che ha passato l’olio, «con quest’ultimo che ha fatto meno passi in avanti». «In Umbria, dove non mancano uliveti abbandonati, l’olivicoltura mantiene sempre un valore agricolo non intensivo. Mentre i vigenti di 20 anni fa non ci sono più, nell’olivicoltura questo sistema di innovazione agricola stenta un po’. Bisogna con l’agroalimentare rispettare la tradizione ma se il legame con il territorio diventa diffidenza verso una innovazione e porta a compromettere il prodotto finito, che non ti permette di stare al passo con gli altri, allora dobbiamo fare qualcosa». Per Pescari «tutto dipende infatti dalla qualità dell’agricoltura che deve essere innovativa e con il produttore informato. Nel vino passi in avanti sono stati fatti, visto che il consumatore ne sceglie uno per ogni cosa che mangia. Nell’olio non è così e spesso, anche per i frantoiani stessi, e specialmente per le vecchie generazioni, l’olio è olio senza tante differenze».

Evento unico Paolo Morbidoni, presidente dell’Associazione Strada dell’Olio evo Dop Umbria, spiega come, in questa edizione di Frantoi Aperti più che nelle precedenti, si sia voluta valorizzare la dimensione emozionale dell’olio e dell’olivicoltura più in generale, anche grazie all’immagine usata per il materiale promozionale, che oltre ciò vuole anche sottolineare il cambio generazionale che sta avvenendo nel settore. Molti sono i giovani che stanno investendo per il loro futuro, prendendo le redini delle attività dei nonni, o dei genitori, rinnovando macchinari nei frantoi, dando forza alla promozione del loro prodotto. «Non c’è evento – afferma – in grado di suggestionare e lasciare sedimenti come questo. Col beneficio del tempo, si coglie il calore in ogni cosa. Nell’accoglienza dei frantoiani, che prima di essere imprenditori sono uomini con le radici nella terra e quindi veri. Nei fuochi approntati nelle piazze che offrono all’olio nuovo la migliore delle sorti: l’incontro generoso con la “bruschetta” appena tostata. Nei luoghi riaperti, nei palazzi storici, nel cuore dei borghi, che ospitano mostre di arte contemporanea, concerti, degustazioni, attività per bambini. Nel cibo semplice e condiviso che rinnova ogni anno la tradizione antica della convivialità. Frantoi Aperti è innanzitutto questo. Una suggestione che predispone al bello e al buono. Poi è anche un contenitore ricchissimo di cose da fare e da vedere in Umbria che dura per quasi un mese e che può essere la base per costruirsi un week end indimenticabile». Per Morbidoni poi Frantoi aperti «è un evento unico in Italia e nel mondo, è un patrimonio della regione, nato qui e che molti utilizzano fuori in maniera impropria. Un mese di eventi così non li ha nessuno. Altre nazioni come la Spagna stanno investendo molto e quindi non possiamo permetterci di stare fermi». Un evento che, secondo Mordidoni, per molti aspetti e soprattutto nel marketing territoriale ha anticipato i tempi e tante altre esperienze simili ed interessanti di oggi.

Olio “vetrina” della regione Fernanda Cecchini, assessore all’agricoltura della Regione Umbria, in occasione di Frantoi Aperti ricorda che la nascita della Strada dell’Olio e delle Strade dei vini è stata ed è un’esperienza che è servita per fare rete in tutta la regione e verso il resto del paese. «Stiamo raccogliendo dei frutti di questo lavoro, basti pensare all’iscrizione della fascia olivata Assisi-Spoleto nel registro dei paesaggi storici del Ministero, nel riconoscimento FAO che apre il percorso verso il riconoscimento, della fascia, da parte dell’Unesco. Tutto questo, porta valore aggiunto anche al prodotto, al nostro olio». Come Regione, sottolinea ancora l’assessore Cecchini, «sono stati messi al lavoro esperti per la formulazione del piano olivicolo, le bozze presto verranno condivise con i vari attori e all’interno del piano olivicolo ci sarà sia la manifestazione Frantoi Aperti che l’Associazione Strada dell’Olio Dop Umbria». Per Cecchini l’olio «è uno dei connotati più importanti della regione, una vetrina unica, al di là dei fatturati e per il futuro occorre puntare sulla qualità, su una rete di produzione forte e su un messaggio promozionale che passa anche per Frantoi Aperti».

Eventi Nel primo fine settimana di Frantoi Aperti sono stati protagonisti Assisi con Unto (1-4 novembre) e Spoleto con Sapord’Olio (1-4 novembre), Campello sul Clitunno con la Festa dei Frantoi (4 novembre), Giano dell’Umbria con la Mangiaunta (1-5 novembre), Gualdo Cattaneo con Sapere di Pane Sapore di olio (3-4 novembre) e Trevi con Festivol (3-4 novembre); il secondo weekend vedrà invece alla ribalta Castel Ritaldi con Frantotipico (10-11 novembre), Passignano sul Trasimento con Oliamo 2018 (10-11 novembre) e Arrone con Amor d’Olio (11 novembre); nel terzo weekend sarà la volta di Foligno con Autunno a Foligno – Frantoi Aperti e Miele in Umbria (16-18 novembre), di Magione con Olivagando (17-18 novembre) e di Spello con l’Oro di Spello – 57^ Festa dell’olivo e della bruschetta (16-18 novembre); nel quarto e ultimo fine settimana sarà il turno di Collazzone con Collazzolio (24-25 novembre), Giano dell’Umbria con la Rievocazione della Festa della Frasca (24-25 novembre) e Spoleto con Sapord’Olio (24-25 novembre). Per tutti e quattro i weekend si svolgerà inoltre ad Assisi “Unto nei Castelli e nel Territorio”. In ogni borgo e in ogni città d’arte che aderisce all’evento si tengono degustazioni guidate di olio extravergine d’oliva curate da esperti assaggiatori e ci sarà un servizio navetta che effettua il collegamento tra il centro storico del comune aderente e i frantoi del comune stesso. L’intero territorio verrà poi coinvolto nell’iniziativa “#Chiaveumbra 2018_ Sulla Natura”, progetto di mostra d’arte contemporanea diffusa in ambienti poco noti e accessibili dell’Umbria “minore”, che saranno in via eccezionale aperti ai visitatori e raggiungibili autonomamente oppure prendendo le navette che collegano i comuni ai frantoi e che faranno tappa nei luoghi della mostra (chiesette rurali, vecchi opifici, luoghi inconsueti). Per il programma completo: www.frantoiaperti.net.

Novità Brunch e musica tra gli ulivi in luoghi speciali dell’Umbria sono in programma tutti i sabati e le domeniche dell’evento dalle ore 12.30. l brunch saranno una occasione per degustare i prodotti del territorio in abbinamento all’olio Extravergine di Oliva appena franto e per scoprire luoghi unici dell’Umbria minore. In caso di maltempo avranno un’alternativa al chiuso. Altra novità, oltre ai comuni “classici”, è la partecipazione a Frantoi Aperti di Arrone, piccolo borgo della Valnerina non distante dalla cascata delle Marmore, che l’11 novembre organizza “Amor d’Olio” e di Collazzone che a chiusura di Frantoi Aperti propone “Collazzolio” per il 24 e 25 novembre. Spazio anche alla grande musica con l’Oiler room Dj set in Frantoio, evento speciale nel luogo dove nasce l’olio extravergine d’oliva in programma il 10 novembre nel Frantoio Marfuga di Campello sul Clitunno in collaborazione con Dancity Festival e che vedrà la presenza di Dj Ralf. Sul tema della tutela della Fascia Olivata Assisi-Spoleto si terrà a Spello, il comune che ospiterà la tappa umbra di Girolio d’Italia dal 16 al 18 novembre, in concomitanza con la 57° edizione de “L’Oro di Spello – Festa dell’Olivo e della Bruschetta”, un convegno dal titolo ‘Quando l’olio disegna il paesaggio: un motore per il turismo 2.0’, che prenderà spunto dal riconoscimento FAO per indagare argomenti relativi alla tutela del paesaggio disegnato dagli oliveti, considerato come patrimonio culturale e motore di sviluppo turistico e agricolo sostenibile. L’incontro è in calendario sabato 17 novembre alle ore 10.30. Tra le iniziative già archiviate si possono segnalare gli show e laboratori condotti da Giorgione Orto e Cucina che si sono tenuti a Giano dell’Umbria e a Gualdo Cattaneo, il giro dei castelli organizzato dal comune di Gualdo Cattaneo durante “Sapere di Pane Sapore di Olio” tra la valle umbra e il tratto umbro della valle tiberina, il laboratorio “Carta Oliata” a Giano dell’Umbria (aperto a ristoratori provenienti da tutta Italia per creare una carta degli oli) e l’iniziativa di approfondimento e di dibattito sulla tutela del paesaggio olivato e dell’ambiente che si è svolta a Trevi con un convegno su un progetto europeo, coordinato dall’Università degli Studi di Perugia, che si propone di studiare come l’olivicoltura e la produzione di olio possano contribuire a contrastare la desertificazione e mitigare i cambiamenti climatici.

Annata olearia La valutazione dell’annata olearia è affidata infine al Consorzio di Tutela della Dop e al suo presidente Eugenio Ranchino che definisce questa raccolta come il «Risorgimento del Moraiolo». «Dopo anni di produzione normale – spiega Ranchino – il Moraiolo un po’ in tutta l’Umbria presenta una grande carica di frutti che stanno dando oli potenzialmente DOP Umbria veramente eccellenti. Spero vivamente che la riscossa del Moraiolo, che ha sempre unito tutta la regione nel segno del buon olio, sia di buon auspicio per la crescita delle certificazioni di olio DOP Umbria».

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