mercoledì 16 ottobre - Aggiornato alle 19:54

Elisa e le altre ‘tartufaie’, sempre più donne nei boschi a caccia della preziosa trifola

Al via domenica 29: su oltre 2.200 cavatori circa il 20% dei nuovi tesserini rilasciati in Alta Umbria sono ‘rosa’

Elisa Ioni e il suo cane da tartufi

Tartufai in ‘rosa’. Donne col vanghino e il cane al guinzaglio in aumento in Alta Umbria. I dati parlano chiaro: su oltre 2.200 ‘cavatori’, con un incremento del 4 per cento rispetto all’anno precedente, circa il venti per cento dei nuovi tesserini rilasciati da poco da Comunità Montana ed Afor per la ricerca del tartufo appartengono alle donne. Fra le rappresentanti del gentil sesso che domenica 29 settembre saranno nei boschi dell’Alta Umbria, ai nastri di partenza della stagione della ‘trifola’ (il prelibato e profumato tartufo bianco) ci sarà anche Elisa Ioni, 43 anni, una laurea di sociologia in tasca, appassionata di turismo e promozione del territorio e dal 2007 responsabile commerciale della Giuliano Tartufi di Pietralunga, che assieme alla Jimmy Tartufi si colloca fra le aziende più quotate del settore legato alla raccolta, lavorazione e distribuzione di questo prelibato prodotto a livello internazionale.

La tartufaia Con la sua inseparabile cagnolina Birba, una femmina di lagotto, armata di tutto punto, giubbotto, scarponi e divisa d’ordinanza, si sveglierà alle prime luci dell’alba per debuttare in questa inedita veste. Lei sempre col trolley in mano, da uno scalo internazionale all’altro a promuovere e cercare di vendere tartufi e ‘territorio’ in tutto il mondo (la scorsa estate si è aggiudicata il ‘Gulfood innovation awards 2019’, in occasione della competizione per il prodotto più innovativo al World Trade Centre di Dubai), cercherà di sfatare con i fatti una tradizione secolare e rendere più rosa la figura del tartufaio fino a poco tempo fa esclusivamente appannaggio degli uomini in età avanzata. «Sono emozionata – ha dichiarato Ioni –, vivo questi pochi giorni che mi separano dalla prima volta nei boschi a cercar tartufi come una esperienza da provare in primo luogo per passione per l’ambiente e le tradizioni della mia terra, dove in ogni famiglia c’è un vanghino, un cane e si respira e si gusta il tartufo tutto l’anno, e poi dal punto di vista professionale, il desiderio di chiudere il cerchio della filiera di questo prelibato prodotto indossando gli abiti del tartufaio, vero e proprio protagonista di questo settore assieme all’inseparabile cane». «Non sarò certamente sola a cercare la trifola – ha concluso Ioni – ma assieme al mio compagno Giuliano, titolare dell’azienda per cui lavoro dal 2005, e ad altre colleghe. Invito le donne a fare come me, prendere il tesserino, un vanghino e addestrare un cane».

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