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venerdì 26 novembre - Aggiornato alle 23:52

Dopo 15.000 anni sono tornati i Bisonti al Trasimeno: etica e tecnologia per un allevamento unico in Italia

Il progetto ‘Carni Pregiate’ di Massimiliano Gatti a Panicale: «L’animale è allevato allo stato brado e rispettato in tutte le fasi della sua vita». Alta qualità della carne

Allevamento di bisonti a Panicale

di Dan. Nar.

«Nel 2015 ho iniziato a studiare questo meraviglioso animale che mi ha stravolto la vita: ho scoperto che la sua carne non ha solo un sapore e una tenerezza eccezionali, ma ha anche delle caratteristiche nutrizionali incredibili che la rendono molto simile al pesce». A parlare è Massimiliano Gatti che con un pieno di coraggio e motivazione, nel 2018, ha dato vita a Panicale al primo allevamento di Bisonti in Italia che con grande entusiasmo cura ogni giorno della sua vita. Intorno al 2013 infatti, e proprio a due passi dal suo allevamento, sono stati rinvenuti i fossili del Bison Priscus, l’antenato del Bisonte che ha popolato le terre del Trasimeno fino a 15.000 anni fa. E quindi, grazie a Gatti, dopo ben 15.000 anni il Bisonte è tornato a vivere e prosperare in Umbria, nella valle del Perugino. Ultimo passo di questa storia il lancio del progetto www.carnipregiate.it.

Rispetto dei capi La splendida mandria vive allo stato brado su pascoli rigogliosi e tranquilli nei pressi di Panicale. L’allevamento di Massimiliano Gatti si basa su 5 principi cardine che garantiscono il rispetto dei capi e l’alta qualità delle carni: alimentazione naturale, riproduzione e svezzamento naturali, vita allo stato brado, assenza della presenza umana e animali sereni. «L’amore che ho nei confronti del Bisonte – spiega Gatti – mi impone un profondo rispetto per questo animale. Rispetto, che è divenuto il primo valore nel delineare la nostra filosofia e la nostra etica. Le nostre scelte, sempre dettate dall’armonia con la natura e dalla bellezza che essa ci offre, sono volte a mantenere intatto il rapporto ancestrale tra uomo e bisonte e a rispettare l’animale in ogni fase della sua esistenza. Per questo tutta la vita dell’animale segue il ritmo che avrebbe in natura. Lo svezzamento dura fino a quando la madre e il cucciolo lo desiderano, anche fino ad un anno. E gli adulti vengono abbattuti intorno ai 40 mesi, non prima, per permettere loro di vivere l’intero ciclo naturale di vita».

Massimiliano Gatti nel suo allevamento di bisonti

Etica e tecnologia Dopo aver studiato per anni storia e fisiologia dei bisonti, Massimiliano Gatti ha creato un allevamento che unisce così etica e tecnologia, in un connubio innovativo e unico nel suo genere. Ogni bisonte porta un collare dotato di microchip che trasmette aggiornamenti quotidiani a una mangiatoia Hi-Tech, permettendo così di monitorare il benessere di questi animali, poco socievoli con l’essere umano e piuttosto territoriali, riducendo al minimo il contatto con l’uomo. I bisonti vivono liberi, si nutrono di erba del pascolo, hanno a disposizione acqua microbiologicamente pura e fieno coltivato entro 30 km. Ogni giorno, la mangiatoia eroga una piccola integrazione di minerali, cereali e semi di lino, ricchi di Omega 3 e 6, dosati in modo personalizzato grazie ai dati raccolti dai microchip. Non è assolutamente previsto l’impiego di antibiotici. L’implementazione di questa tecnologia è stata premiata anche dall’Oscar Green Coldiretti 2019 per la categoria “Impresa4.terra”. Un premio importante perché ha riconosciuto all’allevamento di Gatti la capacità di «creare una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale».

Alta qualità delle carni «Ho pensato di allevare bisonti in Italia – aggiunge Gatti – per offrire al mercato un prodotto buono, tenero e salutare, che contiene più nutrienti, ferro e pochissimi grassi, rispetto alla carne bovina. Ci prendiamo cura degli animali, non li sfruttiamo solo per guadagnare. I bisonti non amano l’uomo, devono vivere liberi e non devono subire lo stress del viaggio in mattatoio. Per questo li abbattiamo in una zona apposita ai margini dell’allevamento. Inoltre, del bisonte non buttiamo via niente, dando dignità ad ogni sua parte. Amiamo e rispettiamo i nostri animali e puntiamo ad un allevamento che sia in armonia con l’ambiente e con gli animali stessi». Quella del bisonte, come sottolinea l’allevatore umbro, è una carne dal gusto unico e incredibili proprietà nutrizionali con circa 105 KCal/100g, il 70% di ferro in più rispetto al manzo, equilibrati livelli di omega-3 e omega-6, solo lo 0,035% di colesterolo, circa l’1,4% di grassi. Inoltre contiene fosforo, rame, zinco, vitamine B6 e B12.

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