mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 19:32

Dal travertino nasce il rosato: la novità della Cantina Cenci è tutta da scoprire come le nuove annate dei vini

Giovanni, giovane ed eclettico vignaiolo, ha presentato in abbinamento con i piatti del Gradale le sue creature moderne che nascono a sua immagine e somiglianza in un territorio antico e vocato

Cantina Cenci presentazione vini 2020 (foto Giugliarelli)

di Danilo Nardoni

Finalmente un ritorno al brindisi e al sorriso. Anche con una novità assoluta, quella di un rosato tutto da scoprire. E farlo con la Cantina Cenci e in compagnia del “vignaiolo eclettico” Giovanni Cenci, come ormai viene definito, ha sempre un fascino particolare. Di questi tempi di ripartenza ancora di più. Ed anche in questo annus horribilis pure per il mondo dell’enologia si è tornati a festeggiare post Covid-19 con un calice in mano. Quest’anno non in cantina con la tradizionale festa di giugno a Vocabolo Anticello di San Biagio, viste ancora le restrizioni, ma in un ristorante alle porte di Perugia, il Gradale, per una accoppiata del gusto vino-cibo che ha esaltato ancora di più i vini in degustazione. Sono state così presentate le nuove annate dei vini di casa Cenci presso il Castello di Monterone, dove ha sede il Gradale, con cena degustazione di 5 portate accompagnate dalle novità della Cantina, introdotte e raccontate dal giovane vignaiolo che si conferma eccellente produttore di vini a sua immagine e somiglianza.

Nuove annate Le bottiglie stappate sono state: Lastre Bianche 2019 (rosato in stile provenzale, fresco e sapido), Alago 2019 (Pinot grigio fresco e floreale), Sanbiagio 2018 (uvaggio di Merlot, Sangiovese e Petit Verdot), Apassito 2019 (muffa nobile a San Biagio), Pas Dosè (trebbiano 2016, metodo classico artigianale), ed infine Anticello 2019 (Grechetto) e Piantata 2018 (Sangiovese), con i due vitigni “padroni di casa”. Perché parlando di vigne umbre da Sangiovese e Grechetto, varietà locali molto diffuse, bisogna in un certo senso partire. Anche se sono uvaggi molto comuni in Umbria sono difficili da tradurre in bottiglia con variabili legate al territorio e a come vengono fatti. E i vini di Cenci che li portano dentro rispettano la tradizione anche se inseguono un gusto sicuramente “contemporaneo”.

Giovanni Cenci presenta i vini 2020 (foto Giugliarelli)

Vignaiolo eclettico In breve tempo Giovanni è entrato di diritto nella nuova generazione di vignaioli sempre più competenti e preparati che fanno recuperare all’Umbria sempre più territorio rispetto ad altre regioni più avanti di noi da tempo. Giovane ma con una famiglia alle spalle che da quattro generazioni produce vino in queste terre e che opera su un territorio antico per le viti. Una terra molto vocata all’agricoltura, zona collinare a sud di Perugia e antico insediamento rurale dove lavoravano i monaci olivetani benedettini, esperti selezionatori di terre vocate alla coltivazione della vite e dell’olivo a San Biagio della Valle nel contado Eburneo. La composizione del terreno è argilloso-sabbioso ricco di calcare per la notevole presenza di lastre di travertino caratteristica che conferisce ai vini notevole sapidità. In tutta l’azienda sono applicati i principi dell’agricoltura biologica e certificata. Il piccolo lago al centro del vigneto crea un microclima speciale e una riserva naturale anche per animali e insetti. Le uve dei vigneti sono raccolte a mano e vinificati con metodi tradizionali. I vini sono spessissimo di gradazione alcolica contenuta. Giovanni e i suoi collaboratori raccolgono infatti in base all’acidità con l’alcol che rimane quindi molto spesso un aspetto secondario. Vini sottili, freschi e non eccessivamente strutturati e tannici. Vini creati a sua immagine e somiglianza e naturalmente con qualche “spigolo”.

Il rosato e gli altri vini Dal Sangiovese rosato 2019 Bio di ispirazione provenzale, con in mente quindi l’idea di quei particolari vini, nasce la novità assoluta di quest’anno ovvero Lastre Bianche: dal vigneto più ricco di travertino e calcare, quello davanti alla Cantina, con vere e proprie Lastre Bianche a 40 cm di profondità. Un vino che si caratterizza quindi per sapidità e mineralità, bella acidità (sinonimo di salute e longevità) e con delicati sentori di frutti rossi. Un’uva raccolta appositamente per fare questo vino e fermentato nel legno. Un rosato, vino moderno e di tendenza, che gli ha consentito come d’abitudine ad esplorare ancora. Non solo Sangiovese e Grechetto poi, ma anche Pinot grigio, che arriva dalla parte di vigna vicino al laghetto e da qui il nome della bottiglia: Alago. Il 2019 si presenta fruttato, dall’ottima sapidità e acidità, pieno e delicato. Anticello è invece il nome del vocabolo (località) dove sorge l’antico monastero e il vigneto. Grechetto a lunga fermentazione, 80% in acciaio e 20% vinificato in botti di legno. Fruttato, sapido, fresco, lievemente tannico morbido e potente allo stesso tempo. Il Sanbiagio poi vuole essere un omaggio al paese umbro sede dell’azienda, con profumi che evocano piccoli frutti rossi e fieno. Un sapore morbido, ampio, vellutato ed equilibrato. Piantata arriva dal il nome della particella di Sangiovese, dove anticamente i frati Olivetani coltivavano la vite maritata al gelso, la cosiddetta “piantata”. Un anno di legno e 8 mesi di acciaio che donano al vino una intensità fine, armonica ed elegante.

Muffa nobile e spumante Altre novità poi sono state messe in vetrina, come Apassito 2019. Un “A-privativo” che nega la passitura per donare quindi non un passito ma una muffa nobile. Pas Dosè Spumante Metodo Classico Trebbiano Millesimato, con bottiglie numerate, è infine il primo spumante completamente artigianale dell’Umbria. Trebbiano dorato 2016 rifermentato naturalmente nel novembre 2017. Sboccato a mano e non dosato. La bottiglia si ricolma con lo stesso spumante senza aggiunta di zuccheri e da qui il nome “Pas Dosé”. Attualmente in commercio il lotto sboccato a marzo con permanenza 30 mesi sui lieviti. Grande trionfo di tecnica in simbiosi con un territorio straordinario. Vignaiolo eclettico dicevamo, con Giovanni Cenci che non si è smentito esponendo anche le sue sculture (saldature su attrezzi agricoli) tradotte poi graficamente in etichette a cui sono abbinati altri vini speciali come l’Apassito (con Chiocciola in etichetta), lo spumante (Impollinazione con fiore e libellula) e il Piantata riserva 2016 (Gufo).

Abbinamento vino-cibo Le novità della Cantina Cenci sono state presentate anche in abbinamento ad alcuni interessanti piatti preparati dal Gradale di Perugia, ristorante all’interno di un Castello medievale, immerso nelle colline umbre e con uno splendido panorama su Perugia. La cucina basata sui sapori della tradizione umbra prevedeva piatti come la Tartare di manzo battuta al coltello e uovo di quaglia, Risotto alle erbe fini del Castello, Tortelli di quinto quarto, crema all’aglio dolce e noci tostate, Cotto e crudo di filetto di manzo, tartufo, salsa al vino rosso Piantata, Spugna al pomodoro Cesarino, con cacio, miele biologico e meringa al pepe.

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