giovedì 28 maggio - Aggiornato alle 16:36

Covid-19, chef e mondo gastronomia: «Ecco proposte di ‘UmbriamEating’. Fare subito o si chiude»

L’associazione degli operatori della ristorazione alla presidente e alle istituzioni: «La nostra ricetta per l’emergenza e per ripartire»

Paolo Trippini, chef. Responsabile comunicazione Umbriaeating

di Maurizio Troccoli

Questa volta la loro ricetta non finisce nella tavola da pranzo, ma sul tavolo delle istituzioni, nel tentativo di salvare le aziende. Così, attraverso lo smartworking, costretti a spostarsi da dietro ai fornelli a dentro casa, gli chef e gli altri protagonisti della ristorazione e gastronomia dell’Umbria, hanno scritto insieme la ricetta per salvare il settore dell’Umbria del gusto. Sono oltre 150 soggettività e il numero è in crescita, per quella che si annuncia essere una delle organizzazioni di categoria più dinamiche del post Covid-19. Si erano dati appuntamento al ‘Filo d’olio’ per ‘gli stati generali’ degli chef gourmet e, rapidamente, sono diventati un soggetto che vuole rappresentare la categoria dell’eccellenza di questa regione, una delle principali ragioni dei movimenti turistici, tra le prime voci dell’economia regionale e forse la più interessante scommessa per il futuro.

L’associazione dei protagonisti della ristorazione «UmbriamEating – scrivono -, è un’associazione senza scopo di lucro, che riunisce cuochi, camerieri, ristoratori, albergatori ed è aperta a tutti i produttori del settore gastronomico del nostro territorio.
Come professionisti dell’Umbria abbiamo come obiettivo la realizzazione di tutte quelle iniziative che possano favorire la crescita di qualità della nostra gastronomia regionale puntando alla sua affermazione a livello nazionale ed internazionale. Vogliamo valorizzare i prodotti della nostra regione, ricca di tradizioni e riconosciuta in ambito nazionale come ‘luogo del buon cibo».

L’analisi Nel ricordare come insieme agli altri colleghi italiani, si trovino a combattere contro un nemico che rischia di radere al suolo tutte le nostre attività indicano come strada maestra «un serrato confronto con le istituzioni». «Abbiamo bisogno di “incontrarci”, parlare e capire come affrontare il nostro lavoro e come gestire le nostre aziende nell’economia del Corona Virus. Dobbiamo avere la capacità di farlo adattandoci alla realtà attuale senza subirla passivamente; non c’è futuro per le nostre attività se non riusciamo oggi a creare e a dotarci di misure di salvaguardia che rilancino, seppure in relazione al momento, il nostro settore.  Dobbiamo avere la capacità di trasformare un’esperienza drammatica in un’occasione di grande cambiamento e di crescita»

Ed ecco le proposte

AZIONI IMMEDIATE
• Sospensione pagamenti F24 fino a 3 mesi o comunque fino alla chiusura
dell’emergenza Corona Virus;
• Sospensione di tutte le tasse comunali con cancellazione del periodo di
chiusura previsto per le nostre attività;
• Congelamento del pagamento delle rate di mutui e prestiti per imprese e
dipendenti fino riapertura delle attività;
• Ricorso al credito agevolato presso gli istituti finanziari (con garanzie fornite
dallo stato ed interessi fissi non superiori al 2%);
• Blocco sfratto per morosità, maturata nei mesi di fermo obbligatorio delle
attività, a causa del coronavirus;
• Cassa integrazione in deroga senza nessun vincolo temporale del contratto;
• Sospensione del pagamento delle utenze aziendali (luce, gas, telefono), e
cancellazione delle tasse dalle stesse durante il periodo di chiusura obbligata;
• Nessuna segnalazione in Centrale Rischi Finanziari (CRIF o similari) relativa
ad eventuali problematiche finanziarie sorte verso banche o privati durante il
periodo di chiusura obbligata;

NEL 2020 PER LA RIPRESA DEL MERCATO
(da attuare a partire dalla sospensione delle attuali misure di contenimento)

• Abolizione delle tasse comunali per tutto il 2020 su occupazione del suolo
pubblico per utilizzo ad uso somministrazione;
• Revisione tasse, ed eliminazione accise su tutte le utenze (luce, acqua, gas);
• Valorizzazione del Made in Italy e apertura di un tavolo di lavoro con i
distributori e fornitori del comparto ristorazione, in modo da individuare
insieme le migliori strategie per superare le difficoltà economiche;
• Realizzazione di un Progetto Nazionale per la promozione e la valorizzazione
di tutto il territorio italiano volto a incentivare il turismo dall’Italia per l’Italia,
finalizzato ad accellerare la ripresa del turismo su tutto il territorio nazionale;
• Coinvolgimento attivo (da parte delle istituzioni) delle realtà imprenditoriali
locali nelle scelte strategiche per la riqualificazione o espansione urbanistica e
nell’erogazione di sovvenzioni pubbliche;
• Attivazione di specifici sportelli pubblici (anche mediante servizi on line) per
consulenza alle PMI in relazione agli aspetti concreti e operativi di
applicazione delle norme che impattano sul settore;
• Predisposizione di protocolli per la comune interpretazione delle disposizioni,
così da evitare applicazioni non uniformi sul territorio nazionale;
• Apertura tavoli di confronto con tutte le categorie sulle future promozioni e
campagne pubblicitarie condivise con comuni province e regioni.

Conclusioni «Senza un intervento pubblico – conclude UmbriamEating – che faccia arrivare denaro direttamente ai cittadini, perché questi possano continuare a spendere, riteniamo che nessuna ripresa sia effettivamente possibile; laddove non c’è disponibilità a spendere risulta impossibile assistere alla crescita/ripresa del settore produttivo».

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