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venerdì 27 gennaio - Aggiornato alle 15:28

Concorso Met, trionfa il Pampepato di Serena Chiavolini: «Modificata la ricetta di famiglia»

Sfornato a Piediluco, il dolce tipico del Natale di Terni della 38enne vale la ‘cucchiara di legno’ del bistrot di piazza Tacito

di M.R.

Aspetto da intero, in sezione, al tatto, al coltello; e poi il profumo, il gusto, la percezione del pepe, la preziosità degli ingredienti, il retrogusto e la soddisfazione nell’insieme. È su tutti questi aspetti che sei giurati, tre donne e tre uomini (due giornalisti, un medico enoappassionato, una sommelier rappresentante Ais, una rappresentante ‘Semi del Sapere’ e uno di Slow food) hanno espresso un voto per ciascuno dei 22 Pampepati consegnati al Met bistrot di Terni più il vincitore del concorso di Marmore. La valutazione finale, dopo un secondo assaggio fra i tre finalisti ha premiato il dolce di Serena Chiavolini. È sua la ‘cucchiara di legno dell’edizione 2022/23’ del torneo.

Il Pampepato di Serena Chiavolini Segretaria in uno studio legale, 38 anni, innamorata di Piediluco dove è cresciuta e ha scelto di vivere, Serena giovedì sera è stata colta di sorpresa dal messaggio di Andrea Barbaccia del Met che ha coordinato i lavori del concorso. Non si aspettava di vincere. «Non era la mia prima partecipazione, almeno la seconda se non addirittura la terza – racconta – ma non pensavo che il mio dolce potesse risultare il più apprezzato. Ovviamente mi fa molto molto piacere». Nessun ingrediente segreto, ma tutti quelli che fanno del Pampepato un panetto ricco di tante cose buone ed energetiche. Quello sfornato da Serena è risultato equilibrato nella tostatura della frutta secca, ben amalgamato, ricco di canditi e uvetta, col giusto mix di cioccolata e miele, senza troppa farina, pepato al punto giusto e con una persistenza di bontà che ha convinto i palati della giuria nel testa a testa finale con un altro Pampepato. Serena si è ispirata alla ricetta di famiglia: «Quella utilizzata dalla mia mamma, che a sua volta l’aveva ereditata dalla nonna e chissà in quale generazione affonda le radici. Devo ammettere però che stavolta ho apportato delle modifiche nelle spezie». Evidentemente hanno fatto la differenza. Brava Serena!

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