Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 26 settembre - Aggiornato alle 07:06

Cervaro della Sala, il vino umbro di Antinori al vertice di una speciale ‘Top 100’ di bianchi italiani

Secondo il celebre critico James Suckling il primo posto della sua classifica ‘estiva’ è per il vino del Castello della Sala di Orvieto, cantina umbra della Marchesi Antinori

Cervaro della Sala Antinori

di Danilo Nardoni

Lo scorso anno al quarto posto della “Top 100” dei vini di tutto il mondo. Nel 2020 al vertice della “Top 100” dei vini bianchi italiani ideali per l’estate. Per James Suckling, uno dei critici internazionali più seguiti, il Cervaro della Sala 2017 di Antinori è sempre da premiare. Nella sua “Top 100 Italian White Wines for the Summer” (qui tutta la classifica), dedicata ai vini d’Italia ideali per l’estate, alla prima posizione c’è quindi ancora quello che è considerato orami tra i più grandi e longevi bianchi italiani. Un bel risultato quindi, oltre che per Antinori anche per l’Umbria, in un momento in cui l’Italia del vino si sta riscoprendo “bianchista”. Per un vino che si conferma icona dell’enologia italiana anche secondo gusti “stranieri”.

Il giudizio Così scrive Suckling: “Questo complesso chardonnay invecchiato in rovere, con un tocco di grechetto nella miscela, mostra muscolatura e potenza, ma rimane fresco e agile, ideale per l’estate. Il quasi perfetto 2017 è uno dei migliori mai realizzati”.

Castello della Sala Vino bianco, ideale per l’estate 2020 secondo Suckling e che ha battuto gli altri grandi territori bianchisti dell’Italia enoica, che arriva quindi dal Castello della Sala di Orvieto, storica cantina della Marchesi Antinori in Umbria. Il Castello della Sala si trova in Umbria, a poca distanza dal confine con la Toscana, a circa 18 chilometri da Orvieto. È di proprietà della storica Marchesi Antinori con tenute in Italia (Toscana in primis naturalmente) ma anche in Usa e Cile. Famiglia Antinori che si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni ed in tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte innovative e talvolta coraggiose ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio.

Cervaro, Umbria Igt In Umbria così, con il Cervaro della Sala, si produce uno tra i più grandi secchi italiani e tra i più longevi al mondo, storico alfiere dei bianchi da invecchiamento. Ed il territorio sicuramente ha la sua parte di merito. Le terre del Castello, imponente maniero di epoca medievale, si estendono per 500 ettari, di cui 170 ettari piantati a vigna, ad un’altezza di 220-470 metri sul livello del mare, tra le dolci colline che caratterizzano la bella campagna dell’orvietano, altamente vocata alla produzione di bianchi. Il nome Cervaro deriva dalla nobile famiglia proprietaria del Castello della Sala nel corso del XIV secolo: i Monaldeschi della Cervara. Uve Chardonnay unite ad una piccola parte di Grechetto per un vino pensato per affinare nel tempo e rappresentare l’eleganza e la complessità di un luogo unico. Anno in cui Renzo Cotarella, allora enologo del Castello della Sala, produsse la prima annata del Cervaro della Sala. Un vino nato a metà anni ’80 sotto la supervisione dell’orvietano Renzo Cotarella, allora enologo del Castello della Sala, e di Giacomo Tachis, uno dei personaggi dell’enologia mondiale e che è stato soprattutto il padre del Sassicaia.

I commenti sono chiusi.