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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 18:54

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, a Perugia: «La gastronomia non è intrattenimento, basta sciocchi in tv»

L’attivista piemontese ha chiuso il Festival delle culture del cibo e dell’ospitalità organizzato dalla Stranieri: «Uno dei primi presidi è stata la Fagiolina del Trasimeno»

Carlo Petrini all'Università per Stranieri di Perugia

di Dan. Nar.

“Basta con questi sciocchi in tv che riducono la gastronomia ad intrattenimento! La gastronomia è etica, è politica, è scienza, è economia, è ecologia. Se un gastronomo non è ecologista è un cretino, perché non saprà mai cosa mette nel piatto dei suoi clienti”. Non le ha mandate a dire Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che venerdì 27 maggio ha chiuso “In Italy 2022”, il Festival delle culture del cibo e dell’ospitalità organizzato dall’Università per Stranieri di Perugia nell’ambito delle attività del corso di laurea “Made in Italy, cibo e ospitalità”, l’innovativa triennale che unisce cibo e turismo.

Fagiolina tra i primi presidi L’attivista piemontese, inserito dal Guardian tra le 50 persone che potrebbero salvare il pianeta, ha parlato della transizione ecologica come “liberazione” e sottolineando come l’Umbria sia una terra ricca di eccellenze, ha ricordato pure che la Fagiolina del Trasimeno è stato uno dei primi presidi Slow Food”. Petrini è intervenuto nell’Aula Magna della Stranieri a Palazzo Gallenga sul tema “Sistemi alimentari, rigenerazione e transizione ecologica”. Ad introdurlo sono stati Giovanni Capecchi, presidente del corso di laurea Made in Italy, cibo e ospitalità, e Gaetano Martino, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia.

Incrementare la qualità “La mia tesi – ha detto Petrini – è che questo sistema alimentare è deficitario e ingiusto, sta mettendo in sofferenza gravissima la nostra terra madre e tutto il sistema ambientale e umano in molte parti del mondo, soprattutto in quelle meno sviluppate. Noi italiani pensiamo che ‘la sostenibilità’ sia sinonimo di sostenere l’ambiente e di un’attività sostenibile finanziariamente. Bene, non è così, ‘sostenibile’ significa ‘durevole’. I nostri prodotti devono ‘durare di più’; si deve non incrementare la crescita del PIL, ma la qualità delle produzioni, la loro etica, una loro giusta politica di prezzo. Le vecchie società contadine avevano nel loro dna il non spreco, il saggio utilizzo delle risorse. Ora siamo giunti alla produzione intensa, dannosa per l’ambiente e per la biodiversità, che è sostenuta da un consumismo nevrotico”.

Transizione ecologica “Siamo – ha proseguito – in una nuova stagione storica, un periodo di transizione, quello della transizione ecologica, che durerà anni, decenni, forse un secolo. Ciò perché tale processo è così indispensabile e rivoluzionario, che implicherà per noi un cambio di stile di vita. Dal profondo. E investirà l’economia, la socialità, i modi di viaggiare, di consumare e di produrre in primis. Voi giovani siete i protagonisti di questo cambiamento, che prima di tutto è etico. Dovete muovervi avendo sempre a mente che le risorse del pianeta sono finite (abbandoniamo l’assioma che ha sostenuto la rivoluzione industriale!) e che la terra – la vostra, la nostra madre terra- è già in grande sofferenza. Il gastronomo deve essere ambientalista e gli ambientalisti che non sono amanti della gastronomia sono tristi. E così non deve essere, perché la gastronomia etica è un cammino verso la liberazione”.

Festival Dopo i tre giorni (dal 4 al 6 maggio) che hanno visto succedersi incontri e tavole rotonde con esperti italiani e internazionali di enogastronomia e di turismo, e dopo la giornata di visita a Scheggino per conoscere di mercato del tartufo, la manifestazione si è chiusa quindi con la “lezione” del fondatore di Slow Food.

Slow Food Petrini si occupa di enogastronomia e agricoltura da quasi mezzo secolo. Ha contribuito alla nascita del periodico “Gambero Rosso” e di “Arcigola”, ha ideato importanti manifestazioni come Cheese, il Salone del Gusto di Torino e la biennale Terra Madre. Ma soprattutto ha fondato Slow Food, l’associazione impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con l’ambiente e con gli ecosistemi, secondo i saperi e le tradizioni di cui sono custodi i territori. Autore di numerosi libri, nel 2020 ha pubblicato il volume “Terrafutura”, che propone un dialogo sull’ecologia integrale con Papa Francesco.

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