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lunedì 16 maggio - Aggiornato alle 19:16

Birra Perugia si tinge d’argento, con la Golden Jazz, al prestigioso concorso ‘Birra dell’Anno’

All’interno del Cibus di Parma ancora protagonista il birrificio artigianale umbro, a testimonianza della qualità e della costanza di questa realtà

Birra dell'Anno, argento a Birra Perugia

Il Cibus di Parma 2022, fiera agroalimentare di eccezionale valore, è stata anche la sede per uno dei concorsi della birra più attesi: “Birra dell’Anno”, organizzato dall’associazione di categoria Unionbirrai. Un appuntamento di straordinaria portata per la birra artigianale italiana, capace di mettere in luce le migliori produzioni brassicole del Bel Paese. In questa occasione, dopo i numerosi successi del passato, con tanto di titolo assoluto nel 2016, Birra Perugia ha conquistato l’ennesima medaglia della sua storia recente. A salire sul podio è stata questa volta la Golden Jazz, birra originale quanto beverina, ricca di gusto e personalità (al momento prodotta solo in fusto).

Ennesima medaglia Quello di “Birra dell’Anno” è un appuntamento molto atteso, con una giuria composta da numerosi esperti e centinaia di birre in assaggio. “Siamo felicissimi – dicono i ragazzi di Birra Perugia –, le continue conferme a questi livelli, sia in Italia che nel mondo, sono un segnale confortante e inequivocabile del grande lavoro che stiamo portando avanti. Anche se i premi ci emozionano, è tuttavia l’affetto dei tanti amici e partner che ci supportano ogni giorno la vera soddisfazione. Birra Perugia è ormai una realtà identitaria del territorio e questo traguardo dà una carica incredibile”.

Recupero di una tradizione Fabbrica Birra Perugia non è solo una storia contemporanea di successo ma anche il recupero di una lunga tradizione cittadina. La fondazione del birrificio storico risale al 1875, quando aveva sede in alcuni locali di palazzo Silvestri, nella centrale via Baglioni, vicino ai depositi di neve ubicati nei sotterranei della Rocca Paolina e utilizzati all’epoca come primordiali frigoriferi per la maturazione e la conservazione della birra, fatta in appositi fusti di rovere. Il tutto prima di trasferirsi nei più ampi locali di via Oradina (oggi via Bartolo), che furono la sede della fabbrica fino alla fine degli anni ‘20, quando Birra Perugia cessa la sua attività. Un oblio durato per decenni e interrotto di recente, grazie a questo nuovo e avvincente progetto. Una bella storia di riscatto, di imprenditoria e di successi che nasce dal basso e si afferma in maniera sempre più perentoria e decisa.

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