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lunedì 8 agosto - Aggiornato alle 21:43

Amaro Viparo compie 110 anni, tradizione con sguardo al futuro: «Sapore di casa»

Da rimedio contro le indigestioni a bevanda tipica a base di erbe e radici: la memoria non è sempre amara

di Maria Giulia Pensosi 

Sapori che ricordano la tradizione, le cene in famiglia, le serate con gli amici. Profumi di un passato che vive nel presente. Il Viparo, tipico amaro ternano, è stato ideato nel 1912 dal farmacista Metello Morganti e nasce come un rimedio per aiutare la digestione per poi prendere sempre più piede come bevanda, ma senza mai abbandonare la ricetta originaria, fatta di erbe e radici. Una storia di momenti, radicata nel territorio, ma che si fa largo nel panorama nazionale degli spirits. Dal passato al futuro verso nuovi orizzonti e progetti, dai cioccolatini artigianali con ‘cuore di Viparo’, ai cocktail con base l’amaro ternano fino a nuove confezioni e ‘sorprese’ in arrivo. Il Viparo compie centodieci anni.

Tradizione e territorio «Il Viparo fa parte della storia cittadina – racconta a Umbria24 Riccardo Mostarda, amministratore unico della società Amaro Viparo srl -. Anni fa gli operai dell’Acciaieria prima di entrare per il loro turno di lavoro passavano in farmacia e bevevano un bicchierino di Viparo per ‘darsi la carica’. Era anche un’usanza poi da parte dei ternani portare una bottiglia di amaro come regalo a qualche parente o amico fuori città. Così il prodotto ha iniziato a viaggiare di casa in casa, di paese in paese ed è arrivato fino ad oggi». La ricetta del prodotto è una tradizione di famiglia, tramandata di generazione in generazione: «Da circa tre anni a questa parte – continua il numero uno della società – la nostra famiglia ha ripreso anche la commercializzazione del prodotto, prima affidata a una parte terza. Abbiamo spinto sull’acceleratore, creato nuove confezioni anche natalizie, bicchieri brandizzati e nuovi packaging». Da due anni a questa parte il prodotto da amaro è diventato anche ‘dolce’: «Durante San Valentino di due anni fa – racconta ancora Mostarda – abbiamo pensato a dei cioccolatini fondenti al Viparo, realizzati dalla pasticceria Evy di Terni. L’idea è partita quasi come un ‘test’, ma dopo il secondo giorno avevamo già terminato tutte le scatole. Così abbiamo deciso di dare un seguito a questa idea ed il mercato ci sta premiando».

Dallo produttore al consumatore Un legame forte con il territorio quello dell’amaro ternano e un progetto che ha obiettivi ambiziosi: «Abbiamo in mente di riportare la produzione a Terni – spiega l’amministratore della
società -. Il prodotto prima veniva fatto a Spoleto, ora abbiamo preso un nuovo stabilimento in città e stiamo ultimando i lavori all’interno. Abbiamo investito su una nuova linea di imbottigliamento e su macchinari di produzione di ultima generazione per rendere il processo produttivo più efficiente possibile. Saremo operativi da settembre 2022 con la nuova e ritrovata produzione a Terni del Viparo. L’amaro nasce a Terni ed è giusto che venga riportato nella sua città». Nel nuovo stabilimento inoltre sarà possibile visitare il processo produttivo attraverso una postazione dalla quale si potranno osservare le diverse fasi di imbottigliamento e produzione dell’amaro.

Viparo tra presente e futuro La tradizione continua negli anni e guarda al futuro, trampolino di lancio la qualità del prodotto e nuove forme di comunicazione: «Abbiamo già creato una carta dei cocktail con il Viparo – riprende Riccardo Mostarda -. Si tratta di diversi classici rivisitati con il nostro amaro ed in questo la collaborazione con Francesco Santocchi di ‘Poscargano cibo e ospitalità’ è stata preziosa. Abbiamo fatto anche una serie di eventi, non solo in Umbria ma su tutto il territorio nazionale che hanno avuto un ottimo successo. Il nostro obiettivo comunque è puntare anche su nuovi prodotti, non conta la quantità, ma la qualità. Per esempio stiamo riproponendo l’imbottigliamento mignon, formato tanto utilizzato negli anni passati e che ora sta tornando in voga. Abbiamo ricevuto diverse richieste di persone che volevano utilizzare la bottiglietta di Viparo come bomboniera. Abbiamo pensato anche di portare il formato mignon negli stadi e negli hub aeroportuali. Le partnership con alcune aziende umbre, ultracentenarie come noi, che sono operative in altri settori del food & beverage e con la stessa visione, si sta rivelando una scelta vincente per la partecipazione ad eventi nazionali ed internazionali, per nuovi contatti commerciali e per packaging condivisi. Importante è anche la comunicazione, puntiamo su quella e anche sul sito internet con l’e-commerce». La tradizione insomma rimane viva in città, il gusto è lo stesso, ma si respira aria di novità.

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