venerdì 22 novembre - Aggiornato alle 04:23

Al Consorzio Montefalco si aggiunge la denominazione Spoleto Doc: «Superate le divergenze tra territori»

Dopo quella per il Sagrantino Docg e Montefalco Doc si completa la tutela e l’immagine di un territorio che vanta varietà autoctone di grande valore

Vigna di Trebbiano Spoletino
Vigna di Trebbiano Spoletino

di Dan. Nar.

La Doc Spoleto si aggiunge alle denominazioni rappresentate e tutelate dal Consorzio Tutela Vini Montefalco. L’assemblea straordinaria dei soci ha approvato all’unanimità il progetto di tutelare e promuovere anche questa Doc, oltre alla Montefalco DOC e DOCG. Un traguardo molto importante per entrambe le denominazioni, grazie al quale si potranno sviluppare strategie comuni per la tutela e la promozione dei vini ottenuti da Sagrantino e Trebbiano Spoletino, accomunati da una indiscussa unicità ed una straordinaria longevità, oltre che da un territorio unico al mondo per storia, cultura, paesaggio.

Tra rossi e bianchi «Grazie a questo importante passaggio completiamo la tutela e l’immagine di un territorio che vanta varietà autoctone di grande valore – afferma Filippo Antonelli, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco – con un paniere molto eterogeneo e sempre più interessante: ai grandi rossi, Sagrantino in primis, ma anche Montefalco Rosso e Montefalco Rosso Riserva, si aggiungono i vini bianchi, che stanno riscuotendo un successo sempre maggiore: il Montefalco Bianco, che vede sempre più protagonista il Trebbiano Spoletino, il Montefalco Grechetto e ora la Doc Spoleto, che comprende numerose aziende e Comuni, tra cui ovviamente Spoleto, che dà il nome alla denominazione».

Superate le passate divergenze Il Consorzio, dunque, promuove, valorizza e tutela, attraverso i soci, un ventaglio di vini sempre più variegato. Proprio il Trebbiano Spoletino sta ottenendo grande successo, a testimonianza dell’importanza della varietà e di un territorio vocato a grandi bianchi oltre che a grandi rossi. «Quella del Trebbiano Spoletino è una realtà produttiva in grandissima crescita – continua Antonelli – grazie alla qualità altissima dei vini ottenuti; la produzione è largamente inferiore alla domanda e il vino viene molto apprezzato soprattutto sui mercati esteri». A questo quadro si aggiunge un altro elemento positivo e significativo: la decisione assunta all’unanimità dell’assemblea straordinaria dei soci del Consorzio Tutela Vini Montefalco, alla presenza di diversi produttori della Doc Spoleto, rappresenta il superamento di passate divergenze tra i territori e vuole essere solo il primo capitolo di collaborazione e di integrazione tra gli straordinari territori di Spoleto e di Montefalco: Spoleto, Trevi, Foligno, Montefalco, Bevagna, Castel Ritaldi, Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria. Ora già si guarda avanti con una prima ambiziosissima sfida: i produttori della DOC Spoleto presenti hanno infatti provveduto all’iscrizione al Consorzio, con l’obiettivo di raggiungere la rappresentatività necessaria ai fini dell’erga omnes anche per il nuovo territorio tutelato.

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