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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 17:40

A Natale è sfida al miglior pampepato: dal Trap, a Marmore e al Met per la ‘cucchiara’

A Ferentillo la vincitrice è Roberta Caracciolo, per competere al paese della Cascata e al bistrot di Terni c’è ancora tempo: i dettagli

di M.R.

‘Terni cuore di Pampepato’ è forse il miglior slogan per accompagnare le festività natalizie o la futura auspicata festa cittadina dedicata al dolce a marchio Igp. Perché al di fuori di quello prodotto secondo disciplinare approvato dall’Ue, c’è un universo di ricette della nonna, la zia, il papà, il vicino di casa e la prof delle medie che fa del ‘Diamante delle terre di San Valentino’ un simbolo identitario della Conca e di tutta la Valnerina ternana, tanto che la prima gara amatoriale del 2022 si è tenuta a Ferentillo, all’Osteria del Trap di Umberto Trotti e ha già una vincitrice. Ma le occasioni per competere, con sfornate gustose e rispettose della tradizione non mancano. Prima dell’attesissima sfida del Met bistrot di piazza Tacito che anno dopo anno arricchisce la ‘cucchiara’ di legno col nome del vincitore, ecco la competizione di Marmore collegata a quella. Andiamo con ordine.

A Ferentillo È stata Roberta Caracciolo (figlia d’arte) a vincere la gara del pampepato che si è tenuta all’Osteria del Trap a Ferentillo. In tutto sono stati 12 i concorrenti che si sono dati battaglia a suon del dolce tipico della tradizione. La giuria, composta da chef e tecnici del settore, dopo averli assaggiati ha assegnato il primo premio proprio a Roberta Caracciolo che nella vita è presidente della categoria parrucchieri. Il premio le è stato consegnato da Enrico Bini dell’associazione Ciav, chef Umberto Trotti dell’osteria del Trap e da Gina Vannucci Slow Food Valnerina. Visibilmente emozionata la Caracciolo ha voluto ringraziare il padre e la madre fornai: «Sono loro che mi hanno insegnato – spiega la Caracciolo – come fare il pampepato. Oltre alla ricetta ogni volta ci metto amore e passione. Non sapevo che ero tra i partecipanti perché mio marito mi ha iscritta al concorso a mia insaputa. Sono contenta anche se è stata tutta una sorpresa tanto che quando una persona che conosco mi ha detto hai partecipato al concorso del pampepato ho risposto per educazione, ma non sapevo a cosa si riferiva. Dopo ovviamente ho capito e ringrazio tutti per il premio che mi è stato assegnato» Anche per chef Umberto il concorso è speciale perché è dedicato a sua madre Morena. «Ringrazio tutti i partecipanti – conclude Umberto Trotti – perché erano tutti molto buoni. Poi come per tutti i concorsi c’è un vincitore». Il secondo premio è andato a Silvia Giuntini, terzo a Paola Argenti e premio speciale per l’innovazione ad Anna Maria Pennacchi. L’innovazione è stato un Pampepato ricoperto da cioccolato e marmellata di arance.

Marmore Il paese che dà il nome alla famosa Cascata d’acqua si prepara invece proprio in questi giorni a vivere la sfida. Tutto pronto per la VII edizione del concorso ‘Miglior pampepato’ organizzato dalla pro loco di Marmore, gratuito e aperto a tutti. Nell’ultima edizione sono stati ben 32 i partecipanti e la giuria ha avuto un bel po’ da fare per scegliere i migliori. «Vogliamo battere questo record? – esorta lo staff –  Come di consueto ci sarà un girone eliminatorio tra i pampepati presentati a Marmore dove una attenta giuria decreterà i vincitori che avranno diritto al pass per la finalissima di Terni. Quella del Met appunto. «Ecco come fare – si legge nel regolamento social -. Chiamateci e iscrivetevi gratuitamente entro il 22/12/2022 al Concorso aperto a tutti. Portate un pampepato di vostra produzione presso il Break Bar Marmore o consegnatelo a Maurizio Cresta. Martedì 27 dicembre, una apposita commissione deciderà i primi 3 vincitori che saranno premiati dalla Pro Loco Marmore. Il 1° classificato parteciperà di diritto alla gara finale del ‘Miglior pampepato città di Terni’ presso il Met di Piazza Tacito. Per ulteriori informazioni Maurizio Cresta: 3355695934.

E veniamo alla sfida di Terni Il torneo del Met bistrot è alla sua quindicesima edizione, compresa quella ‘fantasma’ del 2020 (per quell’anno la targhetta sulla ‘cucchiara’ di legno è rimasta in bianco). La giuria comprende sommelier, cuochi, giornalisti, accademici della cucina, a volte membri di Slow Food, ed esperti di vario genere. «Per partecipare – fa sapere l’oste del noto locale Andrea Barbaccia che ha ideato il concorso – basta portare il proprio pampepato (meglio due in caso di spareggio per punteggi simili), entro il 5 sera al Met e lasciare il proprio recapito telefonico. Viene premiata l’aderenza alla ricetta tradizionale per cui devono contenere tutti gli ingredienti canonici compreso – sottolinea Barbaccia – il pepe. Negli anni – racconta – hanno avuto successo pampepati con mosto cotto di corbezzolo secondo la tradizione arcaica valnerinese o cotti nel forno a legna, ma quello che conta è la ricchezza degli ingredienti, buoni canditi, buona frutta secca…materie prime di qualità insomma». La giuria assaggia i pampepati ‘alla cieca’, senza sapere a chi appartengono e senza la possibilità di essere influenzata da fattori esterni di alcun tipo. Il premio oltre al possesso per un anno della cucchiara di legno su cui verrà apposto il nome del vincitore sarà una targa ed una bottiglia di bollicine per festeggiare degnamente la vittoria. La premiazione si terrà il 6 Gennaio al Met.

La cucchiara

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