giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:33
23 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:59

Gubbio in rivolta: dal referendum nella ‘casa di Sant’Ubaldo’ ai Ceri ‘presi a calci’, è polemica

'Sant'Ubaldo' tirato in causa su un'iniziativa politica e i simboli degli eugubini fatti a pezzi, il sindaco: «Volgare e offensivo»

Gubbio in rivolta: dal referendum nella ‘casa di Sant’Ubaldo’ ai Ceri ‘presi a calci’, è polemica

di Maurizio Troccoli

Fai per misurare la temperatura di fine estate a Gubbio e ti accorgi che l’area fresca non basta a raffreddare gli animi tumultuosi ‘ceraioli’.

L’iniziativa per il ‘Sì al Referendum’ Guai a toccare i simboli religiosi agli eugubini. Il rischio, risaputo, è quello di infiammare persino i più miscredenti. E’ accaduto con l’iniziativa politica per promuovere il ‘sì’ al referendum costituzionale. E riaccade con la notizia dell’immagine dei ceri ‘presi a calci’, lanciata da ‘Cronaca eugubina’, su segnalazione di un lettore. Proviamo a fare ordine. Il consigliere regionale Andrea Smacchi è stato promotore di un incontro che si sarebbe dovuto tenere, a Gubbio, nella casa di Sant’Ubaldo. «Nella basilica», appunto – come recita un comunicato diffuso e ripreso da diverse testate -, dove, a parere di molti, nessuno si sarebbe dovuto sognare di portare ‘vessilli’ o proposte di qualunque colore politico. Il polverone è stato sollevato fino a raggiungere giornali nazionali che hanno titolato ‘E il Pd schiera Sant’Ubaldo a favore del Sì’ (La Verità, di Belpietro ndr.).  La polemica ha costretto gli organizzatori a trovarsi uno spazio diverso (all’hotel Beniaino Ubaldi) e il Pd locale a prendere le distanze dai promotori. Nel polverone piombano anche i Ceri.

Ceri senza pace Prima trasformati in tubi dei Baci Perugina, poi in salami e ora ‘presi a calci’. Insomma non è la prima volta che per i Ceri non c’è pace. Sono trascorsi due anni precisi da quando un’azienda utilizzò l’immagine simbolo dell’Umbria, sostituendola con i salami di propria produzione, pubblicandola sul proprio profilo Facebook e raccogliendo l’indignazione della città e di molte autorità. Era l’ottobre del 2014, oggi gli stessi ceri sono ritratti in una immagine della ‘Fita Umbria’ la federazione regionale di Taekwondo, una disciplina di arti marziali, dove si vede un lottatore che li spezza in due con un calcio. Sarà un semplice modo per realizzare un logo che distingua la federazione regionale da quella nazionale, sarà una comunicazione in buona fede finalizzata all’identificazione dell’Umbria, fatto è che gli eugubini hanno presto alzato le barricate. Fino al punto di scomodare – come accaduto in occasione dell’episodio dei ‘salami’ – anche il sindaco Stirati.

Dai baci ai salami e ai calci Il precedente storico dell’utilizzo sgradito dei Ceri nella comunicazione va fatto risalire al tentativo compiuto di trasformarli in tubi dei noti Baci Perugina. Era allora sindaco Orfeo Goracci e con lo spirito che lo contraddistingue di ‘eugubino combattente’ sollevò la questione dell’offesa del simbolo fino ai livelli regionali. Raccogliendone l’indignazione con «una critica netta e inequivocabile». Cambiano i tempi ma non la sostanza. Oggi come allora le istituzioni cittadine si sentono tirate in ballo ma, come nel caso dei ‘salami’, la Regione che li ha scelti come emblema, ne rimane fuori. Sui ‘social’ ce n’è per tutti: da chi giudica esagerata l’attenzione e il giudizio dei giornalisti rispetto alla volontà di chi ha realizzato il logo, a chi invece si sente offeso fino a ipotizzare una commissione che tuteli i ceri, ricorrendo anche a iniziative legali.

L’indignazione del primo cittadino Il sindaco Stirati la mette così: «E’ un ulteriore occasione per essere fortemente indignati – dichiara – per questo nuovo abuso di tipo commerciale, volgare e offensivo dell’immagine e dei valori della secolare ‘Festa dei Ceri’ di Gubbio che è anche emblema dell’intera Umbria, chiamata dunque in causa come ente regionale ad adottare opportune contro misure. Come in altre deplorevoli situazioni, questi simboli intangibili della nostra città sono stati vilipesi e strumentalizzati senza tener conto minimamente del rispetto dovuto, cercando di sfruttare la popolarità di cui i Ceri godono in tutto il mondo. Ma non vogliamo più rimanere nella fase della sterile protesta, è venuto il momento di agire. L’ultima riunione del Tavolo della ‘Festa dei Ceri’, che comprende tutte le componenti della manifestazione, ha acquisito una serie di autorevoli pareri di carattere giuridico-amministrativo, ribadendo di dover adottare un formale atto di tutela. Occorre procedere in tal senso con determinazione verso tutte le immagini fondamentali della storia della città, legate al folklore e non solo, consentendoci di perseguire per legge ogni improprio utilizzo. E’ necessario rompere gli indugi e procedere speditamente verso una soluzione giuridica che finalmente metta al riparo il fondamentale patrimonio identitario di Gubbio».

Twitter@MauriTroccoli

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