martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:10
5 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:34

Gubbio e fascia appenninica, i sindaci: «Ridare slancio all’economia». Marini: «Fondi ci sono, lavorare insieme»

Riunione 'in trasferta' della prima commissione del Consiglio regionale: «Importante dare ascolto alle problematiche dei territori»

Gubbio e fascia appenninica, i sindaci: «Ridare slancio all’economia». Marini: «Fondi ci sono, lavorare insieme»
La prima commissione a Gubbio

Utilizzare nel modo più efficace le risorse europee, salvaguardando la coesione sociale e i livelli demografici, puntando sul sostegno alle imprese e al lavoro, cogliendo l’occasione di sviluppo offerta dai nuovi collegamenti viari garantiti dalla Foligno-Civitanova e dalla Perugia-Ancona. Selezionare un numero limitato di progetti su cui far convergere i fondi destinate alle Aree interne, evitando di disperderli ed utilizzandoli per valorizzare le vocazioni produttive, artistiche e turistiche dei territori della Fascia Appenninica. Sono queste alcune delle priorità emerse durante l’incontro dedicato a “prospettive e sviluppo del territorio per i Comuni dell’area interna nord-est”, organizzato dalla Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria nella Sala del Consiglio comunale di Gubbio. Ai lavori ha partecipato anche la presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini.

Anche i sindaci I consiglieri regionali Andrea Smacchi (presidente della Prima commissione), Carla Casciari e Marco Vinicio Guasticchi (Pd), Raffaele Nevi (FI), Claudio Ricci (Rp), Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati (M5S) hanno salito lo scalone di Piazza Grande per confrontarsi con i sindaci di Gubbio, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Costacciaro e Sigillo, i rappresentanti di ConfCommercio, Gal Alta Umbria, Cna e Joint Gubbio su criticità e possibilità di ripresa economica e tenuta sociale dei territori. Aprendo i lavori, Smacchi ha, fra l’altro, una nuova seduta della Commissione dedicata alle ‘Aree Interne’, che si svolgerà in Valnerina alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Smacchi ha poi sottolineato le potenzialità della programmazione comunitaria, dei bandi e dei prestiti rotativi attivati per dare risposte all’area ex Merloni. «Si tratta – ha sottolineato – di risorse che devono essere utilizzate al meglio, anche grazie alle sinergie con i Comuni. Nell’orvietano sono stati presentati circa 220 progetti, ma non era quello il fine. Bisogna individuare vere priorità, in modo da far crescere il territorio e farlo uscire da quelle che vengono considerate ‘Aree Interne’».

I bisogni del territorio Filippo Stirati (sindaco di Gubbio) ha parlato dell’importanza di dare spazio alle vocazioni dei territori affinché la Regione possa interpretare le istanze di tutti i propri cittadini: «Stiamo lavorando alla valorizzazione del territorio. Servono infrastrutture per la mobilità interna e per il collegamento con le grandi reti nazionali. Bisogna garantire un livello scolastico adeguato, sfruttare meglio le fonti di energia rinnovabili, ridare slancio alle attività artigianali, riorganizzare i centri storici come centri commerciali naturali». Riccardo Coletti (sindaco di Sigillo) ha auspicato che «i territorio possano essere protagonisti dopo la vicenda Merloni, quella della banca Etruria e gli effetti della crisi economica». Giovanni Bontempi (sindaco di Nocera Umbra) ha sottolineato la collaborazione che si è sviluppata tra i sindaci dell’Area Interna permettendo di «ragionare insieme sulle cose concrete che possono essere davvero realizzate». Massimiliano Presciutti (sindaco di Gualdo Tadino) ha osservato che «i grandi insediamenti industriali non torneranno, occorre quindi mettere a leva le risorse che abbiamo, in maniera consapevole. I bacini delle acque minerali devono essere sfruttati e valorizzati». Per Patrizia Lupini (vicesindaco Costacciaro) è nata una nuova collaborazione tra i comuni della Fascia appenninica.

Gli interventi dei consiglieri Secondo Claudio Ricci (Rp) «serve una cultura della semplificazione per ridurre i tempi delle autorizzazioni, andranno reinterpretate la parole chiave dello sviluppo, puntando sull’innovazione e sulle eccellenze». Carla Casciari (Pd) ha sostenuto che «abbiamo bisogno di lavorare insieme per mettere a valore le poche risorse disponibili e saranno necessarie reti territoriali di area vasta, che superino le micro identità dei Comuni». Per Andrea Liberati (M5s) «è il momento di fare un focus ambientale sulla conca eugubina, con analisi sugli inquinanti presenti in atmosfera, sugli animali e nelle colture. Nei centri storici bisogna evitare falsi e stravolgimenti ed è importante il ruolo delle Sovrintendenze». Raffaele Nevi (FI) invita a «portare questi territori fuori dall’isolamento culturale, sfruttando le nuove tecnologie, investire sul futuro e sull’innovazione. La Regione deve solo costruire insieme al territorio, ai sindaci e alle comunità progetti che possano consentirci di tamponare una vera emergenza». Infine, secondo Marco Vinicio Guasticchi (Pd) «l’eliminazione delle Provincie è stata molto negativa, dato che esse permettevano un coordinamento dei Comuni e supplivano alle carenze di quelli più piccoli. La Regione fa miracoli ma si trova a gestire competenze che non sono proprie, come scuole e strade, che richiedono fondi molto ingenti».

Marini: «I fondi ci sono» La presidente della Regione, Catiuscia Marini ha tirato le fila della riunione. «Dobbiamo guardare – ha detto – alle imprese che continuano ad essere piccoli e medi locomotori dello sviluppo e della crescita. Le Aree interne hanno risorse dedicate ma una progettualità che utilizza anche strumenti trasversali della programmazione strategica, mirando a rendere protagonisti gli attori locali, a contrastare vecchie debolezze, puntando su impresa e lavoro. I fondi della Regione per le Aree interne sono disponibili, quelli statali sono previsti nella legge di stabilità: gli uffici della Regione stanno lavorando insieme ai Comuni per aiutarli in questo passaggio. Il Fondo di sviluppo regionale europeo non valorizza il piccolo, è importante la crescita dimensionale delle imprese, che è anche una condizione per la internazionalizzazione. Le nuove infrastrutture – ha aggiunto Marini – che sono invia di completamento dopo anni di blocco e incertezze porteranno un cambiamento che non sappiamo neppure immaginare. Anche Gubbio beneficerà di una capacità di espansione turistica che l’infrastruttura accrescerà in modo importante». Sull’area ex Merloni «ci sono 26 milioni di euro complessivi per Umbria e Marche». Sul turismo, «stiamo lavorando – ha sottolineato la presidente – al potenziamento dei collegamenti aeroportuali, alla promozione dei distretti e dei cammini (insieme a Toscana, Marche e Lazio), ma è necessario che anche gli imprenditori svolgano un proprio ruolo». Infine l’Agenda digitale che «porterà benefici anche a questo territorio, nuovi scenari sociali, con l’esigenza di riqualificare i lavoratori senza espellere quelli meno qualificati».

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