martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:39
2 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:04

Gubbio cultura multiservizi, voragine nei conti: passivo da oltre 1 milione, spettro liquidazione

Sindaco e nuovo amministratore della società: «Debiti accumulati negli ultimi tre anni, servizi in perdita per 30 mila euro al mese». L'8 luglio assemblea

Gubbio cultura multiservizi, voragine nei conti: passivo da oltre 1 milione, spettro liquidazione

Una voragine di oltre un milione di euro, per la precisione 1,035 milioni, dentro la quale rischia di finire anche un pezzo di bilancio comunale e 40 dipendenti. La situazione finanziaria della Gubbio cultura multiservizi che gestisce per conto del Comune (socio unico) vari servizi come quello del museo, del parcheggio, della farmacia, della scuola di musica a quella di liuteria è stata resa nota sabato mattina nel corso di una conferenza stampa tenuta dal sindaco Filippo Stirati e dall’amministratore della società Alessandro Brunetti, nominato dal sindaco il 3 maggio scorso. Prima della conferenza stampa c’è stata una riunione con i dipendenti al termine della quale Stirati e Brunetti hanno parlato di «pesanti zone d’ombra nei bilanci». «Dopo la mancata approvazione del bilancio 2015 – ha detto il sindaco – abbiamo scelto un percorso chiaro e trasparente da condividere con il consiglio comunale e con i cittadini, secondo principi di correttezza e legalità che contraddistinguono la nostra azione amministrativa. Su questa strada andremo fino in fondo, ben consapevoli dalla gravità e delicatezza della situazione».

I conti E la gravità della situazione è testimoniata dai numeri, impietosi. Presentato dall’allora amministratore Roberto Tanganelli, il bilancio 2015 registrava, in una prima stesura, un attivo di 4 mila euro ma fu respinto dal revisore dei conti Fabiola Sebastiani; poi, in una seconda stesura, spunta una perdita di oltre 20 mila euro ma anche in questo caso l’atto è stato respinto dal Comune. Stirati ha parlato di «una situazione deficitaria pesante negli ultimi tre anni, con un divario notevole tra quanto dichiarato e quanto veritiero». Secondo i conti sciorinati da Brunetti si parla di un passivo di 1,035 milioni di euro riferito al bilancio 2015, al quale vanno aggiunti 400 mila euro dovuti ai creditori, con il rischio di crediti ingiuntivi da parte dei fornitori. «Ipotesi – ha detto l’amministratore – che farebbe scattare l’intervento della Corte dei conti». Il debito, secondo sindaco e amministratore, si è accumulato a partire dal 2012 «poiché fino a quel momento il Comune ripianava il disavanzo». «Fra l’altro – ha ricordato Brunetti – a partire da quest’anno non sarà più possibile un bilancio separato da quello comunale, con il rischio di trascinare in perdita quest’ultimo».

Spettro liquidazione Il reale stato dei conti della Multiservizi è stato ricostruito dopo un lavoro che l’amministratore ha portato avanti su tre filoni: «Revisione del bilancio 2015 ed esatta situazione finanziaria; business plan per portare a redditività i servizi che comunque, ricapitalizzazione a parte, continuano a perdere circa 30 mila euro al mese; analisi dei debiti e strategia da seguire con i fornitori, rateizzando i pagamenti. Un segnale di separazione concreta con il passato, è stato dato spostando la contabilità ad altro studio commerciale». Tra meno di una settimana, l’8 luglio, ci sarà l’assemblea societaria «e la relazione dell’amministratore Brunetti – ha detto il sindaco, capace di affrontare in termini manageriali la problematica, riporterà una ricognizione esatta della situazione attuale, con i debiti e le fragilità accumulate nel tempo, e ipotesi di ristrutturazione e riconversione che possano consentire di superare questa fase». A quel punto sarà il consiglio comunale a decidere e le possibilità sono due: ricapitalizzazione o liquidazione. Ipotesi, questa, «che metterebbe a serio rischio – ha ricordato Stirati – posti di lavoro e servizi importanti. Fra l’altro, il Comune è creditore di varie migliaia di euro e vanno recuperate tali risorse, che altrimenti si perderebbero. Dovremo valutare anche le eventuali responsabilità di chi ha gestito finora la situazione e deve rispondere alla collettività del suo operato».

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