mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:33
23 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:46

Guardia medica, Regione: «Resterà 24 ore su 24 senza perdere neanche un posto di lavoro»

Nota di Palazzo Donini nel giorno della protesta: «In Umbria non servono marce ma tavoli di confronto»

Guardia medica, Regione: «Resterà 24 ore su 24 senza perdere neanche un posto di lavoro»

«La Regione Umbria, in attuazione della legge Balduzzi, ha già previsto un modello di continuità assistenziale che garantirà una copertura dei bisogni di assistenza sanitaria dei cittadini 24 ore su 24, attraverso una riorganizzazione dell’attuale servizio di guardia medica e senza che ciò determinerà alcuna perdita di posti di lavoro». È quanto precisa la Regione Umbria nel giorno della protesta del Sindacato dei medici itaiani e del centro Malfatti, che hanno marciato da Bastia a Perugia per protestare contro la chiusura notturna della guardia medica.

Garantita copertura h24 Attraverso le centrali operative del sistema sanitario, infatti – spiegano da Palazzo Donini – verrà «garantita la copertura assistenziale sull’intero arco delle 24 ore, sette giorni su sette e 365 giorni all’anno, proprio sulla base delle positive innovazioni previste dalla legge Balduzzi. Ciò avverrà grazie ad una positiva relazione e coordinamento tra medici di medicina generale e personale medico oggi operante nel servizio di guardia medica. Inoltre, grazie al positivo confronto sviluppatosi con le organizzazioni sindacali dei medici, sarà prevista, per ogni “Aft” (aggregazioni funzionali territoriali), l’apertura di almeno un ambulatorio di medicina generale, per un arco di 12 ore, sempre sette giorni su sette».

Non marce ma tavoli Tutto questo, secondo la Regione, «determinerà una maggiore quantità e qualità di servizi della medicina territoriale per i cittadini, migliorando ulteriormente l’offerta di servizi sanitari in Umbria, e – si ribadisce – senza la diminuzione di nemmeno un posto di lavoro per quanti attualmente lavorano presso i servizi di guardia medica. In Umbria – conclude la Regione – non c’è bisogno di marce, bensì di tavoli di confronto, peraltro già aperti, tra tutti i soggetti interessati a realizzare una positiva riforma nell’esclusivo interesse dei cittadini che chiedono, giustamente, continuità assistenziale».

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  • gianfiorello

    Basta insultare l’intelligenza degli umbri. Qualche giorno fa sono partito da Foligno per una visita urologica a Norcia, dove udite udite ho trovato un medico che lavora all’Ospedale di Foligno. Io da Foligno a Norcia, lui da Foligno a Norcia. I petrolieri ringraziano. Bene ci siamo inventati gli Aft (aggregazioni funzionali territoriali), che dovrebbero garantire l’apertura di almeno un ambulatorio di medicina generale, per un arco di 12 ore, sempre sette giorni su sette». Le altre 12 ore chi garantisce il servizio?
    I soliti misteri della Sanità Umbra dove abbiamo due primari nello stesso ospedale con la stessa specializzazione.

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