giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 18:57
22 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:26

Guardia medica, marcia da Bastia a Perugia per protesta: «Si taglia servizio a cittadini»

Manifestazione di due esponenti del centro Malfatti, che scrive a tutti i consiglieri regionali. Sostegno da M5s e Rifondazione

Guardia medica, marcia da Bastia a Perugia per protesta: «Si taglia servizio a cittadini»
Guardia media

A piedi da Bastia Umbra a Perugia per protestare contro la chiusura notturna della guardia medica. L’iniziativa vedrà protagonisti due esponenti del Sindacato dei medici italiani e del centro Malfatti di Terni. La marcia inizierà sabato 23 luglio alle 5 dal piazzale dello stadio comunale di Bastia e terminerà alle 9 davanti Palazzo Cesaroni. I medici hanno inviato una lettera sollecitando l’impegno di tutti consiglieri regionali.

Ragioni della protesta «La nostra manifestazione – spiegano – esprime il rifiuto ad accettare passivamente le gravissime conseguenze di una riforma contrattuale della medicina territoriale che rappresenta un ulteriore passo verso la privazione progressiva di servizi essenziali per il cittadino. La bozza dell’Atto di indirizzo redatto dalla Sisac per il rinnovo del contratto della medicina generale si traduce per il cittadino nella totale abolizione di un presidio sanitario, la guardia medica, che da oltre trenta anni continua a svolgere un ruolo indispensabile per tutta la popolazione. Si decapita un servizio colpevole di essere efficiente, efficace e costare poco. Il documento in questione impoverisce pericolosamente la sanità territoriale e demanda al servizio 118 un ruolo che esso non ha e non deve avere. Dalla mezzanotte alle otto del mattino la guardia medica scompare».

Orario h16 Secondo chi protesta «gli ambulatori delle guardie mediche scompariranno, tutte le attivitàà di continuità assistenziale saranno effettuate negli ambulatori dei medici di famiglia dalle otto del mattino a mezzanotte, il cosiddetto Orario “h16″. Ma dalla mezzanotte alle otto del mattino tutti gli ambulatori saranno chiusi. Il cittadino che ora attende a casa il medico di guardia per una colica renale alle tre del mattino, se questa “riforma” andasse in porto, dovrà recarsi autonomamente in pronto soccorso per le cure del caso tutte le volte che l’ambulanza non fosse disponibile o se l’operatore del 118 deciderà che dovrà farlo».

Sostegno 5 stelle I consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5s) rispondono alla lettera. «Quanto allo smantellamento organizzato e scientifico del Sistema sanitario e di presidi pubblici che, da decenni, assolvono alle istanze dei cittadini, condividiamo le preoccupazioni espresse dal Sindacato medici italiani e dal Centro Studi Malfatti». Liberati e Carbonari ringraziano il Centro e il sindacato dei medici per le azioni intraprese, annunciando sull’argomento un ordine del giorno e una interrogazione alla Giunta.

Prc protesta Nei giorni scorsi anche Enrico Flamini, segretario regionale di Rifondazione comunista dell’Umbria, aveva protestato. «Siamo di fonte alla conferma del fatto che Renzi lavora per lo smantellamento definitivo del sistema sanitario pubblico e nazionale. Nel merito, l’assistenza nei giorni feriali sarà di 16 ore e nei giorni festivi, compreso il sabato, sarà di 12 ore. In altri termini non ci sarà più un servizio di assistenza 24 ore su 24. Peggio. Il servizio sarà scaricato sui pronto soccorso e sul 118, andando a complicare ulteriormente una situazione già difficile e a sovraccaricare questi servizi».

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