Da Gualdo Tadino all’Eliseo, Aurélie Filippetti porta un tocco di Umbria nel governo Hollande
E’ nata a Villerupt, in Francia, il 17 giugno del ’73 Aurélie Filippetti, nuovo ministro della Cultura del governo Hollande, ma il suo dna è umbro. Di Gualdo Tadino, da dove il nonno Tommaso partì ad inizio ’900 per fare il muratore e si ritrovò nella Resistenza anti-nazista.
Una famiglia rossa Il legame di colei che è stata portavoce di Hollande durante la campagna elettorale e Gualdo è rimasto saldo. Tanto che il padre di Aurélie Filippetti, Angelo, è stato sindaco per molti anni di Audun le Tiche, città gemellata proprio con Gualdo Tadino. E’ recente, fra l’altro, una sua partecipazione ai Giochi de le Porte. Ma l’eroe di casa Filippetti è proprio il capostipite: nonno Tommaso fu protagonista della Resistenza francese, tanto da pagare con la vita dentro un campo di concentramento nazista.
Lettera di Marini: orgoglio «In tutti noi umbri c’è un po’ d’orgoglio nel sapere che lei oggi sia ministro della Repubblica di Francia, terra dove suo nonno si recò per trovare lavoro come tanti umbri in quegli anni»: così la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in una lettera inviata adAurélie Filippetti, nella quale la invita a visitare nella città d’origine della sua famiglia, Gualdo Tadino, il Museo dell’Emigrazione. «Nel rivolgerle i miei complimenti – scrive la presidente – sono certa di rappresentare il sentimento di tutta la comunità dell’Umbria, ma soprattutto di quella di Gualdo Tadino, la nostra cittadina dove suo nonno è nato e da dove partì come emigrato, come tantissimi suoi concittadini e corregionali. Ed a ciò si aggiunge – continua la presidente – anche il mio apprezzamento per il fatto che lei sia una donna, segno di una sempre maggiore sensibilità verso la concreta affermazione del principio di parità cui l’Europa tiene in particolar modo».
Identità dell’Umbria Ricordando la figura del nonno del ministro, la presidente ha sottolineato come egli abbia incarnato l’identità più vera dell’Umbria, sia dedicandosi al lavoro, ma anche alla ferma opposizione al tragico periodo fascista e nazista: «La storia dell’emigrazione umbra – dice la presidente Marini – è una storia di grandi sacrifici, che ha interessato migliaia e migliaia di nostri corregionali, costretti dalla povertà di allora ad intraprendere i ‘viaggi della speranza’. In tanti trovarono un lavoro lontano dalle loro terre di nascita, che non hanno però mai dimenticato, così come noi oggi serbiamo un grande ricordo di quegli umbri che in giro per il mondo sono poi divenuti i nostri ambasciatori. Ecco perché la nostra Regione anni fa ha deciso la creazione del Museo dell’Emigrazione proprio nella sua originaria Gualdo Tadino, e che, mi auguro sinceramente, vorrà visitare quando i suoi impegni di Governo lo consentiranno».





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