martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:27
30 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:08

Grifo ultra offensivo ma l’attacco è spuntato: il Pagellone di Perugia-Bari

Bisoli le prova tutte ma va solo vicino alla vittoria. Rosati salva il pareggio Prcic oscurato da Romizi. Play off di serie B lontani

Grifo ultra offensivo ma l’attacco è spuntato: il Pagellone di Perugia-Bari

di Mario Mariano

La pareggite di fine stagione è un fenomeno ricorrente, una sorta di patologia non facile da sradicare, perché è una condizione che molto spesso accontenta tutti, e basterà guardare i risultati a tre turni dalla fine del campionato. Perugia e Bari hanno provato fino all’ultimo di sbloccare il risultato e di questo va dato atto ai due allenatori e ai protagonisti. Bisoli ha utilizzato i tre cambi stavolta per imprimere più forza al forcing, ed anche la sostituzione di Guberti con Drolè, che aveva lasciato perplessi i più, va letta in questo senso.

LA CRONACA

Camplone ha giocato sul vantaggio di avere a disposizione due risultati e, pur avendo sperato nel blitz, ha accolto come una manna il punto del Curi. Contro il suo ex profeta, il Perugia ha avuto più possesso palla ed è arrivato più spesso in zona gol, ma anche in questa occasione si è avuta la conferma che schierare più attaccanti non significa aumentare le probabilità di andare in rete. I frombolieri di Bisoli ci hanno provato dalla lunga distanza, ma Prcic non era ispirato come altre volte e Ardemagni ha trovato sulla sua strada un ottimo guardiano, come attentissimo e reattivo è stato Rosati sul fronte opposto. Il paradosso semmai sta nel fatto che, specie nella ripresa, a tentare la conclusione a rete sia stato Belmonte, che per azzeccare il tiro fulminate ha bisogno di tante componenti.

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Dire solo ora che le probabilità di arrivare ai play off si sono notevolmente abbassate è fare violenza non tanto alla matematica quanto al buonsenso. I giochi si sono chiusi da qualche settimana e sono stati lodevoli i tentativi di insistere fino alla prova provata. La gente in fin dei conti ha preso atto che è stato fatto molto per raggiungere lo stesso traguardo della stagione scorsa, e pazienza se l’obiettivo è sfumato. Non tutto è da buttare e chiaramente anche nella gestione della conduzione tecnica occorrerà diplomazia e rispetto per il lavoro di Bisoli, troppo spesso non in sintonia con l’ambiente, specie per certe letture delle partite, tutte indirizzate verso una soddisfazione estrema con picchi di aggettivi qualificativi anche quando la realtà era ben diversa. Bisoli ha lavorato tanto, si è sbracciato di più, ha raccontato le sue verità e, avendo parlato molto, qualche volta ha finito per contraddirsi.

 

INTERVISTE

La rosa ampia, con infermeria quasi vuota gli ha creato molti più problemi di quando è stato in emergenza, e i fatti sono li a dimostrarlo. Utilizzare tanti solisti in attacco sul finale di campionato è sembrato più volersi scrollare di dosso l’etichetta di difensivista che lo accompagna da quando giocava con un maestro delle ripartenze come Carletto Mazzone. E come il “sor Magara” Bisoli vorrà ribadire le sue tesi e le sue verità e, se non dovesse ricevere il gradimento per il prossimo anno, si consoli pensando che anche Mazzone a Perugia mangiò un solo panettone.

Rosati: Reattivo e decisivo in avvio e sul finale di partita, e quando si arriverà alla fine bisognerà riconoscere che ha avuto molti meriti sulla classifica. Voto: 6.5

Belmonte: Schierato a destra mostra spirito di adattamento notevole. Finisce di essere protagonista nel bene e male. Salva su Rosina mandando in angolo giocando sul recupero, ma poi sballa clamorosamente le conclusioni, perché la tecnica non è proprio la sua qualità migliore. Voto: 6- (38′ st Spinazzola: atto di presenza e relativo premio partita. Voto: ng)

Mancini: La Fiorentina si ritroverà in rosa un giovane ambizioso che ha ottimo anticipo e una personalità signIficativa. Proprio la stazza fisica tiene lontane le mezze punte baresi che non eccellono in altezza. Voto: 6.5

Volta: Lavoro difensivo svolto con scelta di tempo impoRtante. Un paio di conclusioni lasciate a Sansone e Maniero sono li a dimostrare che la difesa ha retto. Voto: 6

Rossi: Bene nelle chiusure, approssimativo nei cross. Il “giallo” gli costerà la squalifica per il prossimo turno. Voto: 6

Guberti: Il migliore nel primo tempo, con i suoi lanci, le accelerazioni. Poi il timore che possa bloccarsi o il desiderio di Bisoli di incidere con i cambi sul risultato, lo riporta in panchina anzitempo. Voto: 6.5 (14′ st Drolè: piace il suo coraggio e la sua voglia di creare scompiglio e regalare qualche scampolo di spettacolo. Gli manca sempre un soldo per centrare il bersaglio, ed allora non si arrende e preferisce essere generoso con i compagni. Voto: 6.5)

Prcic: Fatica a trovare la posizione, sovrastato dal motorino Romizi, e pure nelle conclusioni non è quello di sempre. Spaesato. Voto: 5.5

Zebli: Bene nella corsa, male nei passaggi anche quelli meno complessi. La gente che pure lo apprezza sottolinea gli errori con un senso di disapprovazione sonora. E’ costretto a correre anche per Prcic. Voto: 6

Fabinho: Ci vorrebbero due o tre palloni per vedere al meglio il tridente di Bisoli..si vede poco perché oggettivamente integrare le caratteristiche dei tre non è facile. Utile nei ripiegamenti quando il Bari prova a spingere. Voto: 5.5 (31′ st Parigini: una galoppata di 30 metri come ai bei tempi per mandare un messaggio di completa guarigione. Voto: ng)

Aguirre: La stazza fisica non gli permette di trovare forza nelle conclusioni aeree. Si accende e si spegne con troppa facilità, ma è chiaro che la difesa del Bari gli riserva un trattamento speciale, specie con Di Cesare. Voto: 6.5

Ardemagni: Decisamente più in forma delle ultime esibizioni; prova le conclusioni dalla distanza e sotto rete, è che troppo spesso ingaggia duelli al limite del proibito con gli avversari e questo gli fa perdere energie e concentrazione. Voto: 6+

Bisoli: Prima che scorrano i titoli di coda vorrà ancora dire la sua. E’ stato vivisezionato per tutta la stagione e i suoi punti di forza sono stati apprezzati dal datore di lavoro e dai tifosi; non potrà mai dire di non aver ricevuto incondizionato sostegno nei momenti difficili della stagione. Di contro lui, in una ipotetica disamina tecnica, non prenderebbe mai in considerazione che in campo ci vanno anche gli avversari. Fosse per lui le squadre allenate da lui dovrebbe arrivare sempre avanti anche alle migliori. Voto: 6

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