lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:55
3 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:58

Grifo beffato da un calo fisico e dal forfait di Guberti: il Pagellone

La strategia vincente di Stellone che al Curi è sempre cinico. Poche conclusioni a rete, Bianchi e Di Carmine al palo, Da Silva fallisce una facile conclusione

Grifo beffato da un calo fisico e dal forfait di Guberti: il Pagellone
Mario Mariano

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di Mario Mariano

Lo stellone (“s” rigorosamente minuscola) ha favorito il Bari, proprio sul filo di lana, quando il Perugia aveva da un pezzo finito le batterie e arrancava in maniera evidente. Una sconfitta che brucia, per come è arrivata, ma che esalta l’acume tattico dello Stellone barese. Il tecnico ex Frosinone di proposito ha risparmiato i suoi, impedendogli di passare la metà campo, quando nel primo tempo il Grifo ha spinto sull’acceleratore, offrendo buon calcio a ritmi elevati, e pazienza se le occasioni sono state poche. Una squadra, quella perugina, che nei primi trenta minuti a grandi linee sembrava la stessa di Cesena. Certo l’assenza di Guberti si avvertiva in maniera palese, ma proprio il gran ritmo nascondeva le magagne che sarebbero emerse nella ripresa e che, alla resa dei conti, permettono di dire che Stellone aveva visto giusto nell’uscire indenne da quella sorta di assedio.

LA CRONACA

A Bucchi nulla si può rimproverare per la prima sconfitta stagionale, amichevole e coppe comprese. Il tecnico marchigiano ha effettuato i tre cambi, cercando di dare energie nuove proprio nella fase cruciale, e l’avrebbe azzeccata lui la partita solo se Da Silva non avesse esaltato le qualità acrobatiche di Micai con una conclusione che era più facile mettere in porta che sbagliare. Ed invece il brasiliano ha fallito il rigore in movimento e invece Maniero, il rigore dal dischetto lo ha trasformato, con freddezza e potenza rare. Era accaduto che in pienissimo recupero, l’incerto Aureliano non aveva potuto esimersi dal punire con il tiro dagli undici metri il fallo di mano di Del Prete, che fermava quasi sulla linea una conclusione a botta sicura di Castrovilli. Stadio ammutolito e rigore trasformato per una beffa che il Perugia avrebbe potuto evitare, proprio perché, essendo finito in rosso di energie, avrebbe dovuto gestire meglio lo 0-0. Ma senza ‘se’ e senza ‘ma ‘ il pareggio era il risultato più equo per tutta una serie di motivi, nonostante Dezi non si sia ripetuto, Brighi si è visto poco e Zapata è tornato il giocatore indefinito ed indefinibile dello scorso campionato. Ma ora occorre mantenere più che mai la calma, così come occorreva gestire gli entusiasmi del dopo Cesena e metabolizzare la rabbia e la delusione della beffa contro i pugliesi.

FOTOGALLERY – PARLA BUCCHI

Rosati: Reattivo sulla spingarda di Cassani nel primo tempo, con poco lavoro da svolgere fino al rigore trasformato da Maniero. Voto: 6+

Del Prete: Primo tempo di grande consistenza e spinta offensiva. Prestazione macchiata sul finale con il “mani” però inevitabile, visto che il tiro di Castrovilli sarebbe finito sicuramente alle spalle di Rosati. Voto: 6+

Volta: Decisamente meglio che a Cesena, sia nel gioco aereo che nel districarsi sui palloni bassi. Tiene il campo con sicurezza, salvo che non trova più coordinazione nei raid offensivi sui calci piazzati. Voto: 6+

Belmonte: Vorrebbe fare uno scherzetto alla sua ex squadra, ma il tentativo dalla lunga distanza è di quelli che non fanno paura neppure ad una squadra dilettanti. qualche passaggio sbagliato quando il ritmo si alza e quando la lucidità dei compagni cala. Ansimante anche lui sul finale. Voto: 6-

Chiosa: Alhassan resterà a lungo in panchina se l’ex avellinese si ripeterà con questi ritmi e con le eccellenti giocate del primo tempo. Incursioni che si dimezzano nella ripresa. Voto: 6,5

Ricci: Eccellente nei recuperi, nonostante non sia assistito granché dal fisico è tra quelli che si arrende tra gli ultimi. Ma il lavoro è lucido in ogni zona del campo, e anche nelle conclusioni a rete c’è poco da rimproverargli. Voto: 6,5

Brighi: Non riesce a trovare il bandolo della matassa in un centrocampo assai mobile, come a soffrire il ritmo elevato. Da lui è giusto aspettarsi di più, deve ancora mettere l’autografo in maniera importante sul gioco. Voto: 5,5 (26′ st Zebli: entra e dà energia nuova alla squadra, negli ultimi sussulti che potrebbero regalare i 3 punti. Voto: ng)

Dezi: Tra i migliori a Cesena, tra i meno appariscenti appena una settimana dopo, nessuna conclusione a rete, o meglio, quando si propone alla battuta è per calciare in maniera velleitaria verso Micai. Vistoso calo fisico anche alla distanza. Voto: 5,5

Zapata: Bucchi ne risparmia la sostituzione dopo un primo tempo di confusione e poca utilità. Cresce di poco alla distanza, ma non riesce a raggiungere neppure con tutta la buona volontà la sufficienza. Voto: 5 (41′ st Da Silva: poteva essere l’uomo partita, il protagonista, e invece ha avuto solo il merito di farsi trovare liberissimo davanti a Micai, ma di aver concluso in maniera maldestra, forse condizionato dall’emozione. Voto: ng)

Bianchi: Come a Cesena nessun compagno lo cerca, ne lui riesce a crearsi occasioni da gol. Indietreggia e recupera qualche pallone, ma sembra troppo poco per un attaccante che sembrava rigenerato dalla doppietta contro il Carpi. Voto: 5,5 (21′ st Di Carmine: non entra subito in partita come era auspicabile, si ha conferma che non è una prima punta, prova la conclusione dalla distanza ma è sballata. Voto: 5,5)

Bonaiuto: Certo la differenza con Guberti è evidente ma alla fin fine è tra i pochi che si salva in maniera evidente, perché è tra i più pericolosi sotto rete. Va vicinissimo al gol in due occasioni, spende molte energie e nella ripresa, con la squadra in calo, limita il suo raggio d’azione. Voto: 6,5

Bucchi: Signorile nelle dichiarazioni e al fischio finale quando va a stringere la mano a Stellone. Un terzo tempo da applausi, per un allenatore che avrebbe dovuto schiumare rabbia per la sconfitta immeritata nel finale. La sola pagliuzza che gli si può addebitare l’aver aspettato troppo tempo nell’aver sostituito Zapata. La squadra ha una sua personalità, deve solo gestire meglio le energie. Voto: 6,5

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