martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:16
29 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:42

Grifo autorevole e autoritario al Manuzzi, sfiorata la vittoria: il Pagellone

Convince la strategia di Bucchi: squadra sempre propositiva. Guberti e Dezi tra i migliori, Volta e Belmonte a tratti in affanno

Grifo autorevole e autoritario al Manuzzi, sfiorata la vittoria: il Pagellone
Mario Mariano

di Mario Mariano

Ci sono pareggi e pareggi e quello del Manuzzi può accontentare solo il Cesena, ridimensionato per 80′ da un Perugia autorevole ed autoritario. Bucchi ha convinto prima della partita, con dichiarazioni di fiducia nel lavoro svolto e bella concentrazione dei suoi e durante, trasmettendo ai suoi idee chiare e giuste motivazioni ad una squadra che tale è sembrata sin dall’avvio. Partire con i fari di posizione, senza abbaglianti e quindi senza proclami, sta dando i suoi frutti; le scelte del tecnico si stanno rivelando giuste, perché si guarda allo stato di forma e non al curriculum. Anche chi ha raggiunto solo la sufficienza, ha guardato più al collettivo che al proprio tornaconto, e per uscire fuori di metafora il riferimento vale anche per Bianchi, che ha concluso in porta solo due volte, ma ha tenuto la posizione con una concentrazione apprezzabile. Ciò che più è piaciuto è stato il coraggio tattico che Bucchi ha trasmesso ai suoi.

CESENA-PERUGIA: 1-1

«Vedrete una squadra con un’anima», aveva promesso e l’impegno è stato mantenuto. Un pareggio che può essere l’inizio di un campionato con più di una sorpresa, anche perché è stata scelta, molto opportunamente, la linea dei non proclami, degli obiettivi meno roboanti. Le conferme di una intelaiatura già collaudata, è stata una scelta logica ed opportuna, gli innesti dei giovani si stanno rivelando azzeccati, perché alle qualità si uniscono le motivazioni. Il paragone con la guida tecnica della stagione scorsa è opportuno, anche se siamo solo all’inizio: la differenza sostanziale sta nell’atteggiamento mentale. Ora si va in campo senza il freno a mano tirato, si hanno in testa pochi concetti ma chiari, primo tra tutti quello di sapere che per vincere una partita si hanno maggiori possibilità se si governa maggiormente il gioco, ad andatura accelerata, ovviamente. Forse alla fine ha pesato proprio il fatto che sono state spese molte energie ed il piccolo cedimento fisico c’è stato. Ma il Cesena è arrivato al pareggio su una marcatura morbida di Alhassan su Ligi, in una zona difensiva dove altri avrebbero dovuto intervenire. Ma come Bianchi ha attirato su di sé avversari, lasciando via libera a Guberti e Del Prete, Dyuric ha fatto altrettanto sul fronte opposto, e mentre tutti temevano le sue conclusioni ad evitare la sconfitta casalinga è stato un attaccante, appunto Ligi che ha poca confidenza con il goal.

Rosati: Poco lavoro, sempre svolto con concentrazione massima. Imparabile la girata di testa di Ligi. Voto: 6

Del Prete: Infaticabile, uno stantuffo, uno che fa sfoggio dell’eleganza nella corsa e del cross. Sotto rete dovrebbe essere meno concitato, ma avesse anche la freddezza nella zona rossa sarebbe da nazionale. Tra i migliori, assolutamente recuperato. Voto: 7

Volta: In affanno, come del resto in questo avvio di stagione. Sia chiaro, è stato giusto confermarlo, ma sembra sotto pressione anche quando il pallone è distante. Deve ritrovare serenità, non tutti gli avversari si chiamano Dyuric, che, comunque non è sembrato neppure in serata di grazia. Voto: 6-

Belmonte: Recuperato quando sembrava dovesse andarsene. Qualche patema d’animo quando si trova senza le necessarie coperture, ma poi riprende quota e si guadagna la sufficienza piena. Voto: 6+

Alhassan: Uomo ovunque, miracolato sotto il profilo fisico, senza una specializzazione e per questo da lui c’è da aspettarsi di tutto, la giocata da trequartista, quella da attaccante, ma anche la mancata chiusura aerea sulla girata di Ligi. Da rivedere e da inquadrare. Voto: 6 (40′ st Imparato: entra subito in partita e si fa vedere nel finale caotico. Voto: ng)

Ricci: Cursore dai piedi buoni, accelerazioni interessanti, coperture e rilanci da giocatore in crescita. Voto: 6.5 (dal 29′ st Didiba: oggettivamente si fa vedere poco, forse la stazza fisica lo aiuta poco ad entrare subito in partita. Voto: ng)

Zebli: Ci mette un po’ a carburare, ma poi prende in mano la situazione a centrocampo e fa pendere l’ago della bilancia a favore del Perugia. Piace l’autorevolezza e la precisione in certe aperture che confermano che Bisoli almeno su di lui aveva visto giusto. Voto: 6.5

Dezi: Padrone del centrocampo, con contrasti importanti e accelerazioni improvvise che mettono in crisi la difesa del Cesena. Si sostituisce agli attaccanti, Agazzi si esalta, meriterebbe il gol per la rabbia che mette nelle conclusioni ma non è fortunato. Tra i migliori in campo, se non il migliore. Voto: 7

Zapata: Volitivo, tecnicamente valido e questa volta molto più disciplinato tatticamente, si scambia di fascia con Guberti ed è assist-man importante. Voto: 6.5 (17′ st Bonaiuto: trova subito stimoli importanti con accelerazioni e cambi di fronte; sopperisce al calo fisico di qualche compagno, ma si sdoppia in compiti non sempre di sua pertinenza. Voto: 6)

Bianchi: Generoso, tatticamente utile anche nei ripiegamenti rari cui la squadra è costretta. Lascia intravedere che su palloni volanti può sempre incidere. I compagni lo cercano poco, ma lui non ha mai un gesto di stizza, segno che è stato previsto anche un comportamento consono, di disciplina e di comportamento. Voto: 6

Guberti: Travolgente, perché supera l’avversario in qualsiasi zona del campo, perché ha il goal nella testa e quello che realizza è di ottima qualità, e altri ne fallisce per un soffio. Averlo confermato è stata una necessita però non operazione scontata, visto che il giocatore ha ancora tanto da dare. Voto: 7.5

Bucchi: Partito in sordina, cioè senza proclami, ha mandato un segnale forte, quello cioè di aver trasmesso alla squadra concetti semplici e sopratutto attuabili. Ottimo avvio di stagione, con l’aggiunta di non essere spocchioso. Al Manuzzi avrebbe meritato più fortuna, ma va bene così. Voto: 7

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