domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:41
16 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:06

«Gli invisibili», caduta e rinascita di Richard Gere tra 11 settembre e crisi economica

Il regista Oren Moverman porta al cinema l'esistenza di un uomo ormai ai margini che riuscirà a riscattarsi solo con l'aiuto di una donna. Anzi di molte donne

«Gli invisibili», caduta e rinascita di Richard Gere tra 11 settembre e crisi economica

di Gordon Brasco

Se siete capitati su questa recensione pensando all’ennesimo film di supereroi non posso darvi tutta la colpa, dopotutto se il titolista italiano ha pensato bene di eliminare l’intestazione originale «Time Out of Mind» (che è anche il trentesimo album di Bob Dylan pubblicato nel 1997) per metterci questo «Gli invisibili» qualche confusione la dobbiamo mettere in conto. Oren Moverman è un regista con una missione, quella di raccontare il mondo dopo l’11 settembre: quindi lo smarrimento esistenziale, il trauma, la caduta e la risalita verso una vita che non sarà mai più come prima perché quello che era prima è andato in cenere insieme alle torri gemelle del World Trade Center. A peggiorare le cose poi è arrivata una crisi mondiale dell’economia che ha falcidiato le vite di milioni di persone, mandando in pezzi i sogni di tutta una generazione (ma forse più di una) che credeva all’equazione studio-lavoro-felicità e che a un tratto si è ritrovata per strada con un mucchio di conti da pagare ma senza un reddito sicuro. Il film di Moverman vuole essere un tunnel che porta lo spettatore da un mondo all’altro della vita di George (Richard Gere) passando per un tragitto buio e angoscioso come solo potrebbe esserlo una traversata sottoterra fatta in silenzio e senza luce.

Caduta e riscatto Le caratteristiche fondamentali del film infatti sono ben delineate sin da subito con un Gere che in silenzio (le battute dell’ex American Gigolò sono al minimo storico) passa la maggior parte del tempo a cercare di trasmettere allo spettatore tutta l’angoscia e la sconfitta di un uomo che è un ex di professione: ex marito, ex lavoratore, ex padre, ex consumatore… un’esistenza oramai ai margini che troverà riscatto solo quando a tirarlo fuori dal cono d’ombra dov’è finito ci penserà una donna, anzi tante donne che in vari modi si faranno interpreti della carità umana. Discutibile la scelta di lasciare come solo sottofondo i rumori della città: va bene caricare l’angoscia esistenziale dell’immobilismo di George con l’iperattività della vita frenetica moderna, ma una colonna sonora anche minimal io ce l’avrei messa se non altro per creare un momento di stacco e riflessione nello spettatore che per due ore si immerge in una realtà quasi aliena. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me sì ma con qualche incertezza di troppo: il regista ha capito subito che il rischio di tracimare nella retorica era fortissimo e quindi ha optato per una narrazione convenzionale (caduta e riscatto del protagonista) condita da alcuni elementi di rottura, come i lunghi silenzi del protagonista, una fotografia d’effetto, l’assenza assordante di una colonna sonora e un percorso di riscatto sociale che parte dall’azione diretto delle donne che incontra George come se il genere femminile fosse detentrice di un potere salvifico quasi mistico. Il risultato è che il film procede a fasi alterne, con spunti ben accennati e altre soluzioni decisamente ingenue perdendosi molta dell’originalità iniziale per sfociare in un volemose bbene che lascia un po’ il tempo che trova. Se in questa settimana avete voglia di un dramma che vi faccia angosciare un po’ senza impegnarvi molto questo è il titolo giusto per voi.

Un film di Oren Moverman. Con Richard Gere, Ben Vereen, Jena Malone, Steve Buscemi, Danielle Brooks. Titolo originale Time Out of Mind. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 120 min. USA 2014. Lucky Red.

Trama: George è un uomo che sta attraversando gravi difficoltà economiche ed è costretto a rivolgersi alla rete di aiuto per senzatetto della città di New York. A disagio in un ambiente a lui estraneo, dovrà appoggiarsi all’aiuto di Dixon, un veterano che cerca di riallacciare i rapporti con sua figlia Maggie.

Foligno
Multisala Clarici: 18.00 / 20.20 / 22.40

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