giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:00
23 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:00

Giubileo nel carcere di Terni, c’è il telegramma del Papa. Vescovo ai detenuti: «Resettate vostra vita»

Duecentocinquanta reclusi celebrazioni nel campo sportivo del penitenziario, il messaggio di Francesco: «Che questo evento susciti in voi il rinnovamento interiore»

Giubileo nel carcere di Terni, c’è il telegramma del Papa. Vescovo ai detenuti: «Resettate vostra vita»

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«Approfittate di questo tempo per trarre dal negativo il positivo, dal male il bene; resettate la vostra vita, reimpostatela su nuovi binari di verità e di rettitudine». Questo un passaggio dell’omelia del vescovo Giuseppe Piemontese che lunedì mattina ha celebrato il Giubileo della Misericordia nel carcere di Terni di fronte a circa 250 detenuti a cui è stato anche letto il telegramma inviato per l’occasione da Papa Francesco:  «Saluto e auspico che tale evento – è il testo scritto dal Pontefice – susciti in ciascuno un vivo desiderio di rinnovamento interiore, sostenuti dalla fede e dalla speranza, doni di Dio, padre ricco di misericordia, incoraggiando a guardare al futuro con fiducia».

Le celebrazioni a Sabbione: fotogallery

Giubileo in carcere a Terni La cerimonia è stata officiata anche dal cappellano dell’istituto di pena, padre Rino Morelli, e da altri sacerdoti all’interno del campo sportivo del carcere. Presente anche gli operatori penitenziari di polizia, gli addetti ai servizi, i dirigenti e i volontari dei gruppi che prestano assistenza di vario tipo all’interno della casa di reclusione, come la Caritas e l’Unitalsi. Ad animare la celebrazione il coro diretto dal maestro Paolo De Santis, mentre le letture e il servizio ai celebranti è stato effettuato da alcuni detenuti. E a loro si è rivolto il vescovo Piemontese: «Ognuno di noi, nella condizione esistenziale, civile, morale e spirituale in cui si trova è invitato da Gesù a riscoprire il volto misericordioso di Dio – ha detto il presule – tutti, nessuno escluso, abbiamo bisogno di pacificazione interiore, di perdono, di amore. E Gesù ci dice che tutti possiamo avere accesso al Padre, al suo amore, al suo perdono. Egli ci attende, aspetta il nostro ritorno con umiltà, riconoscimento dei nostri errori e peccati».

L’omelia del vescovo Piemontese E poi: «State pagando un debito proporzionato o esagerato, meritato o immeritato: ognuno sa quanto. Il Signore che legge nei cuori conosce la verità» ed ha rivolto un invito a non lasciare «che si perda la libertà morale e spirituale oltre a quella fisica. Approfittate di questo tempo per trarre dal negativo il positivo, dal male il bene; resettate la vostra vita, reimpostatela su nuovi binari di verità e di rettitudine. Il Giubileo della misericordia vi ispiri pensieri e sentimenti di fiducia nella misericordia di Dio e di speranza che tutto avrà un termine: preparate fin da ora il tempo della vostra libertà». Un tempo per ripensare anche l’essere cristiani «nell’amicizia con Dio attraverso la lettura della parola di Dio, la preghiera, la vicinanza con Gesù che è venuto a portare la libertà ai prigionieri. Ai limiti esteriori – ha concluso – corrisponda uno slancio di rinnovamento interiore in umanità e spiritualità». Il cammino giubilare per i detenuti della Casa Circondariale di Terni, culminerà il prossimo 6 novembre nella partecipazione a Roma in San Pietro al Giubileo dei detenuti con la Santa Messa presieduta dal Santo Padre.

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