lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:43
28 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:03

«Ghostbusters», un universo parallelo dove quasi tutto è identico all’originale del 1984

Le major a corto di idee sfornano un reboot che è un'operazione commerciale tesa a promuovere il merchandising e catturare il pubblico dei giovanissimi

«Ghostbusters», un universo parallelo dove quasi tutto è identico all’originale del 1984

di Gordon Brasco

Alla fine ci siamo arrivati. Dopo gli ultimi due anni passati a scuotere la testa e a mettere «dislike» a ogni trailer che la Warner tirava fuori, il reboot di Ghostbusters è arrivato al cinema. Che senso ha rifare dei film cult come quello targato Bill Murray e Dan Aykroyd? Nessuno, se non il fatto che essendo a corto d’idee le major cercano di convincere il pubblico che nuovo è uguale a meglio, dimenticando invece che a volte il meglio è non sfidare le ire dei fan. Tralasciamo poi le dichiarazioni del regista: Paul Feig aveva giurato sulla testa dei propri figli (vi ricorda qualcuno?) che mai avrebbe messo mano al film di Ivan Reitman del 1984 perché sarebbe stato come commettere un sacrilegio, peccato che siano bastati pochi ritocchi al suo compenso per fargli passare ogni dubbio e gridare ai quattro venti che «questa storia è davvero una rilettura nuova della pellicola degli anni ‘80». Se qualcosa di nuovo c’è oltre alle facce delle quattro protagoniste io non l’ho notato: stessa impostazione narrativa, stessi costumi, stessi equilibri umoristici, stessi…dobbiamo proprio andare avanti? La sensazione per chi ha visto il film originale è la stessa di ritrovarsi in un universo parallelo dove quasi tutto è identico ma con sostanziali differenze: il vostro cane non è uno schnauzer ma un pitbull, la statua della libertà non è ossidata ma ancora di color bronzo (come nella serie Fringe) e i vostri acchiappafantasmi preferiti sono diventati quattro donnette simpatiche ma inadeguate al ruolo. Simpatiche le gag principali e un’ottima cura dei dialoghi assicurano un’ora e quaranta di piacevole visione, rafforzata da una computer grafica che negli anni ’80 poteva solo essere sognata.

Le idee scarseggiano In pratica fossi qui a raccontare un altro film l’avrei sicuramente promosso con la sufficienza piena, peccato invece che qui si parli di Ghostbuster e ogni secondo di girato non può non essere confrontato con l’originale, così che tutto quello detto sopra non conta nulla perché la spiacevole sensazione di essere spettatori di un’operazione commerciale sbagliata, realizzata solo per promuovere il merchandising e catturare il pubblico giovanissimo è così forte che manda tutto in vacca. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Assolutamente no: chi l’ha detto che tutto quello che ha più di vent’anni debba considerarsi nel cinema di oggi obsoleto? Quale assurda ragione, oltre ai soldi, spinge le major a replicare i cult del passato con reboot patetici e insensati? La verità è che le idee scarseggiano e se pensate che negli anni ’80 uscivano mediamente due film nuovi alla settimana contro i sei-sette di oggi vi rendete conto che gli spunti per essere originali si stanno esaurendo, costringendo di conseguenza le case produttrici a finanziare qualsiasi corbelleria pur di non lasciare le macchine ferme; un po’ come gli squali che se smettono di nuotare muoiono. E allora basta mettere insieme quattro ragazze simpatiche e un po’ di effetti speciali per soppiantare Dan Aykroyd e soci? Assolutamente no, né ora né mai. Avete davvero voglia di vedere New York ostaggio di Slimer? Allora affittate il film del 1984 e lasciate che questa riedizione moderna finisca presto rinchiusa dal dottor Egon Spengler (interpretato da Harold Ramis) nel suo dispositivo di stoccaggio per fantasmi molesti.

Un film di Paul Feig. Con Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon, Leslie Jones, Charles Dance. Fantascienza, Ratings: Kids, durata 108 min. USA 2016. Warner Bros Italia.

Trama: Abby Bergman ed Erin Gabler sono una coppia di scrittrici che pubblicano un libro in cui si sostiene che i fantasmi sono reali. In seguito Erin ottiene un incarico prestigioso come docente alla Columbia University, ma quando il libro sugli spettri ricompare, diventa lo zimbello della facoltà. Dopo aver perso credibilità, si riunisce a Abby aprendo una ditta di acchiappafantasmi e imbracciando il fucile a protoni per arginare un’invasione di fantasmi a Manhattan.

Perugia
Gherlinda: 18.40 / 21.20 / 21.50
Uci Cinemas Perugia: 17.00 / 17.30 / 19.40 / 20.00 / 22.20 / 22.40

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 17.10 / 18.10 / 19.15 /, 19.50 / 21.45 / 22.30

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