11 marzo 2012 Ultimo aggiornamento alle 12:37

Contro il Gavorrano il Perugia si ritrova ritrovando grinta, costanza e concentrazione: il Pagellone

Come ogni settimana, il Pagellone di Mario Mariano

di Mario Mariano

Santopadre e Moneti regalano cornetti rossi anti-iella a quanti incontrano sulla loro strada prima dell’incrocio, temutissimo, di Gavorrano: saranno quelli a far pendere il piatto della bilancia alla fine? Sinceramente, pur non dovendo mai rinunciare all’aiuto della dea bendata, crediamo che il ritorno al successo dopo la grande paura successiva alla sconfitta di Catanzaro e al pareggio con la Vibonese si chiami ritrovata concentrazione, con tutti gli annessi e connessi. Che passano per una delle migliori prestazioni in trasferta, con un controllo delle operazioni costante, con rischi limitati durante il forcing dei toscani ed infine con giocate di grande intensità di Benedetti, assecondato al meglio dai compagni nei due tempi.

Il Grifo s’è rimesso in piedi In quattro giorni il Perugia si è rimesso in piedi: nessuna parentela con la squadra vista nel turno infrasettimanale contro la Vibonese. Fuori Clemente e Tozzi Borsoi c’è stata una supremazia netta nel primo tempo con un Gavorrano che sbaglia tattica pensando di controllare la situazione. I toscani concedono spazi e e supremazia ai giovanotti di Battistini convinti che prima o poi quelli finiscono la benzina. Non sarà così. Mai vista una squadra così costante nei due tempi, un cambiamento di mentalità quasi radicale, un’altra stelletta che l’allenatore si può mettere al petto dopo altri giorni di contestazioni e derisioni assortite.

LA CRONACA

Cosa è accaduto Allora cosa è accaduto? Merito del ritiro? Non scherziamo, il Perugia ha giocatori di spessore morale e se appena la condizione torna come d’incanto, anche le qualità tecniche sono di prim’ordine. Che il gruppo sia solido lo dimostra un particolare di non poco conto: Clemente in tribuna ha fatto il diavolo a quattro, stressando il telefonino per aggiornarsi sui risultati di Lamezia e Catanzaro, urlando a questo o quel compagno incoraggiamenti vari. Altri flash colti da Gavorranno: Moneti tiratissimo ma lucido, Santopadre carico come un pugile prima di salire sul ring. L’abbraccio con Damaschi alla fine non è stato travolgente, ci è sembrato, e però è necessario se i tre vorranno concludere l’affare che hanno annunciato con tanto di comunicato stampa. Sulle questioni  societarie basterà capire dalle prime mosse a metà settimana se la trattativa sarà lunga o semmai interminabile. I colpi di scena, ampiamente smentiti da Damaschi, potrebbero scapparci o almeno questo è chiaro da qualche «pissi pisci bau bau» e poco più raccolto anche in Toscana.

LE INTERVISTE

Giordano Un solo intervento nel primo tempo, ma gli esami cui viene sottoposto nella ripresa vengono superati con una certa naturalezza, anche perché entra in  sintonia con il clima della partita molto più animata nei secondi 45 minuti. Sul finale, Fioretti e Nohman lo graziano con tiri che lambiscono il palo alla sua sinistra. Voto: 6.5

Anania Spinge poco rispetto alle altre volte ma dalle sue parti non si passa. Nel primo tempo non supera costantemente la metà campo (probabilmente sono ordini della panchina), salvo che nella ripresa capisce che può spingersi in avanti con maggiore frequenza. Pucciarelli, un’aletta vecchio stampo, non demorde ma lui gli soffia sul collo. Un muro invalicabile a presidiare la sua zona di competenza, in anticipo sia di testa che di piede. Voto: 7-

Russo Segue Nohman ovunque e quando il suo avversario girovaga per il campo, lui non resta in passiva attesa. Nella ripresa lascia l’esterno del Gavorrano alle cure di Cacioli e si sposta su Fioretti permettendosi addirittura raid in avanti però niente affatto efficaci. Mezzo voto in meno per questo e per qualche esuberanza di troppo. Voto: 6.5

Cacioli Non perde una palla che è una, dirige le operazioni, comanda la nave con grande autorevolezza, da leader vero, è sotto pressione ma non lo da mai a vedere. Entusiasma Clemente che lo applaude a scena aperta e pure i 300 tifosi arrivati da Perugia. Voto: 7.5

Zanchi Sale poco nel primo tempo e quando lo fa si incarta alla sua maniera, salvo che dietro è più attento del solito. Capisce tatticamente la partita e non pensa a strafare come altre volte, e già questo è segno di maturità. Ma le «zannate» fanno parte del repertorio ed eliminarle non è facile e nel finale ci ricade. Voto: 6+

Margarita Torna a sbuffare come sempre ma con maggiore raziocinio. Gli capitano occasioni da goal nel primo tempo ma è spesso scoordinato. Non si abbatte, guadagna angoli, punizioni, sembra insomma ritrovato. Voto: 6.5 (dal 29′ st Luchini Qualche giocata per avvicinarsi alla porta avversaria, ma la disabitudine ad una partita di campionato non lo aiuta. Si rende utile nel concitato finale. Voto: 6)

Carloto La migliore partita in assoluto. Magari poteva entrare in palla assai prima ma meglio tardi che mai. Non è dunque un bidone, come era stato etichettato addebitando le colpe al suo mentore Arcipreti. Costante, lucido, recupera tantissimi palloni. Con Benedetti forma una coppia insormontabile. Voto: 7 (dal 44′ st Bueno Il tempo per tenere qualche pallone, per giocare d’astuzia. Voto: ng)

Benedetti Ammonito al primo fallo neppure grave, non si demoralizza, anzi stampa la migliore prestazione di sempre, una partita da raccontare ai nipotini perché comanda come un veterano, accarezza la palla, scambia, lancia, e poi la ciliegina del goal sul finale che lo premia per la generosità e la tecnica dimostrata. Voto: 8-

Ferri Marini Meno spaesato del solito da subito, anzi tonico, sorprendentemente motivato e responsabilizzato dall’indossare la maglia di Clemente. Ecco il giocatore che Battistini sognava, e lui lo ripaga con gli interessi. Il goal lo mette in grado di aspirare alla fiducia anche in futuro. Voto: 7) (dal 35′ st Borgese: basta poco per capire che il soprannome affibbiatogli dai compagni è assolutamente azzeccato: lo chiamano”Tela”, e lui, con la squadra in dieci fa un lavoro di tessitura niente male, per far respirare la squadra, per mandare a vuoto gli avversari. Un quarto d’ora di grande utilità. Voto: 6)

Balistreri Si muove tanto, ma è lucido anche per provare il tiro. Fa da sponda, aiuta la squadra a salire, ha coraggio. Gioca tutti i palloni che gli capitano ed è disperato quando l’arbitro lo caccia dal campo. Abbraccia Battistini dopo il goal del vantaggio, un segnale anche questo. Voto: 6.5

Moscati Passa a destra dopo 20 minuti, scambiandosi di fascia con Margarita. Mette al centro un paio di palloni in corsa che chiedono solo di essere spinti dentro. La sua freschezza aiuta la squadra a ritrovarsi, nella ripresa cresce a vista d’occhio. Voto: 7-

Battistini Come d’incanto la squadra recupera energie e lucidità negli schemi: c’è velocità nella manovra, manca la forza d’urto, cioè un Tozzi Borsoi al meglio, ma non si lamenta. Sa che la squadra è con lui e che il lavoro paga, anche de i bocconi amari da mandare giù gli capitano anche nel giorno della sua ennesima rivincita. Intoccabile. Voto: 7

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