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15 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 07:53

Galleria dei veleni, pm Massini a commissione ecomafie: ‘Non sappiamo dove scorre il percolato’

Trascritta l'audizione del magistrato: «Preoccupante, lì c'è la discarica di Valle non impermeabilizzata». Ministero Ambiente ha chiesto invano stop lavori e cambio tracciato

Galleria dei veleni, pm Massini a commissione ecomafie: ‘Non sappiamo dove scorre il percolato’
Elisabetta Massini (foto Troccoli)

di Chiara Fabrizi

«Non sappiamo dove vada il percolato che prima si immetteva nella galleria dei veleni. Ed è una questione estremamente preoccupante anche perché lì c’è la discarica di Valle dei rifiuti solidi urbani datata e quindi non impermeabilizzata, questione a parere di chi vi parla estremamente pericolosa».

Commissione parlamentare ecomafie E a parlare è il sostituto procuratore Elisabetta Massini di fronte alla commissione parlamentare Ecomafie che ha visitato l’Umbria alla fine del febbraio scorso, procedendo solo in queste ore alla pubblicazione delle trascrizioni stenografiche delle audizioni avute prima a Terni e poi a Perugia con le massime autorità civili e militari del territorio. A Palazzo Bazzani, sede della prefettura di Terni, il sostituto Massini affiancata dal procuratore capo in quiescenza, Cesare Martellino, e del facente funzioni in quei mesi, Raffaele Iannella ha anche svelato alcuni dettagli sulla posizione del ministero dell’Ambiente nella costruzione della galleria del Tescino sulla Terni-Rieti.

TUTTO SULLA GALLERIA DEI VELENI

Galleria dei veleni Al di là dei procedimenti penali pendenti sulla vicenda a emergere è la preoccupazione del magistrato per i danni e i rischi della presenza di quel liquido capace di abradere la pelle di Alessandro Ridolfi, rovinato da decine di ulcere: «Nel momento in cui è stato realizzato il raccordo Terni-Rieti – spiega il sostituto Massini – ci sono stati due episodi di fuoriuscita di cromo esavalente sia all’imbocco Nord che all’imbocco Sud, ma terminata la galleria questo percolato ha trovato un diverso punto di fuoriuscita. Adesso l’Anas è intervenuta e apparentemente la fuoriuscita non c’è più, ma non sappiamo dove vada questo percolato, che tra l’altro è costituito da cromo esavalente, quindi cancerogeno».

L’intervista ad Alessandro Ridolfi: video
La malattia: fotogallery

Massini: «Non sappiamo dove vada percolato» La situazione secondo il magistrato, titolare delle inchieste ambientali più pesanti, è grave anche perché combinata con un’altra emergenza ambientale del vasto Sin (sito di interesse nazionale) di Terni. Ed è quella della discarica di Valle dove tuttora ThyssenKrupp conferisce scorie di produzione ma anche dove negli anni passati il Comune di Terni ha sversato i rifiuti solidi urbani. Il sostituto Massini di fronte alla commissione ecomafie tiene il punto: «Ripeto, la questione preoccupante è dove vada ora il percolato che prima si immetteva nella galleria. Peraltro nel Sin, nella discarica ThyssenKrupp, si trova anche l’ex discarica comunale, ossia rifiuti solidi urbani depositati in un letto di scorie e poi tombati di nuovo con le scorie. Si tratta – spiega ai parlamentari – di una discarica datata priva di impermeabilizzazione, normativamente prevista solo in epoca successiva, e dunque, a parere di chi vi parla, estremamente pericolosa».

Cortocircuito e ministero neutralizzato Tra le pieghe delle trascrizioni anche il retroscena del cortocircuito amministrativo innescato sulla costruzione della Terni-Rieti all’interno del Sin, quindi in un’area di grande rilevanza per il ministero dell’Ambiente, che invece non era neanche stato informato della realizzazione dell’infrastruttura, apprendendone la notizia casualmente, ossia a seguito del sopralluogo reso necessario dal crollo di una parte della discarica ThyssenKrupp. Una «circostanza gravissima» per il sostituto Massini che poi afferma: «Il ministero dell’Ambiente ha sottoposto all’attenzione delle autorità che se ne occupavano l’opportunità di sospendere i lavori e di rimeditare sul tracciato, questa raccomandazione non è stata minimamente tenuta in considerazione e i lavori sono proseguiti». Il cortocircuito sorprende diversi parlamentari mentre il percolato col cromo esavalente continue a scorrere.

Twitter @chilodice

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