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5 marzo 2013 Ultimo aggiornamento alle 19:57

Frattura Idv, Dottorini: «Sciogliere il partito». Brutti: «Questa esperienza deve continuare»

Domenica l'esecutivo nazionale, il segretario: «Lì ribadirò che il partito deve andare avanti». Il consigliere: «Scioglimento sarebbe scelta più coraggiosa e lungimirante»

Frattura Idv, Dottorini: «Sciogliere il partito». Brutti: «Questa esperienza deve continuare»
Oliviero Dottorini e Paolo Brutti

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Non più tardi del novembre scorso, quando ancora la scena politica era occupata dalle primarie del centrosinistra e dal dibattito sulle alleanze da costruire, Antonio Di Pietro liquidò l’ipotesi così: «Un’altra boiata informativa». Martedì a spiegare invece che lo scioglimento dell’Idv è la «scelta più saggia e lungimirante» è Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei valori in consiglio regionale. Un’uscita che arriva a pochi giorni dalla riunione dell’esecutivo nazionale che si terrà domenica. Riunione in cui il partito, uscito a pezzi dall’esperienza di Rivoluzione civile e con un leader, Di Pietro, già da mesi nel mirino dopo le accuse sulla gestione del partito sollevate da Report, è chiamato a tracciare la strada futura. Sul tavolo poi ci sono le «dimissioni irrevocabili» da presidente del partito dello stesso Di Pietro.

Sciogliere l’Idv Secondo Dottorini lo scioglimento dell’Idv dovrebbe servire per «mettersi a disposizione di un reale progetto di cambiamento». «Un’operazione coraggiosa in questa direzione – prosegue – sarebbe dovuta avvenire già in occasione delle elezioni politiche, ma oggi ritengo risulti ineludibile. Oggi più che mai dobbiamo ritenerci a disposizione di chi, sia attraverso movimenti di critica radicale al sistema, sia in forme più interne agli assetti politici esistenti, tenta di porre in discussione gli attuali paradigmi del nostro modello di sviluppo e le logore liturgie della politica tradizionale». Quelle che Dottorini non vuole sono possibili «operazioni di autoconservazione o di difesa corporativa – conclude – che risulterebbero abbastanza velleitarie, oltre che incomprensibili».

Brutti: andare avanti In consiglio regionale seduto accanto a Dottorini c’è il segretario regionale del partito Paolo Brutti. Segretario che pare invece intenzionato a tenere il punto in questo momento di estrema difficoltà per la creatura dipietrista. Nessuno scioglimento infatti risponde in sintesi Brutti a Dottorini che più che in conflitto col segretario sembra non credere più nel progetto. Una posizione che Brutti farà sua anche domenica nel corso dell’esecutivo nazionale: «In quella sede – scrive – ogni posizione potrà essere espressa legittimamente e sottoposta al resto del partito. Personalmente sosterrò che l’esperienza dell’Italia dei Valori continui – prosegue – proprio per operare un profondo cambiamento nell’attuale modello di sviluppo neoliberista e nelle logore liturgie della politica tradizionale. L’Italia dei Valori che abbiamo sempre conosciuto, che non lottizza, non spartisce posti e dice la sua su tutto, in libertà e con competenza».

Il congresso Secondo quanto stabilito dal partito nei giorni scorsi, da ora e fino al congresso che si dovrebbe tenere entro la fine dell’anno l’esecutivo si riunirà una volta al mese e tra gli obiettivi ci sono quelli di «rifondare, rinnovare e rilanciare l’azione di Italia dei Valori». Entro il 30 aprile invece si dovrebbero tenere tre incontri territoriali (uno al Centro, Nord e Sud Italia) per un confronto diretto con la base. Mesi decisivi per capire se dopo la tremenda sconfitta elettorale e le accuse a Di Pietro la sua creatura potrà avere un futuro o se è destinata ad una rapida estinzione.

©Riproduzione riservata

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