giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:43
28 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:33

Foligno, messa in liquidazione della Fils: banco di prova stipendi e rinnovo contratti in scadenza

Sindacati: «Subito tavolo per individuare soluzioni su servizi e livelli occupazionali». Piccolotti: «Aperta fase ricca di incertezze» e Schiarea: «Opposizione lucra sulla crisi»

Foligno, messa in liquidazione della Fils: banco di prova stipendi e rinnovo contratti in scadenza
Il Comune di Foligno (foto archivio Preziotti)

di C.F.

«Dopo il voto l’unica certezza, oltre alla messa in liquidazione della Fils, sono i rischi che corrono impiegati e operai della partecipata del Comune di Foligno per questo occorre attivare immediatamente il tavolo di confronto». Così Fp-Cgil, Fp-Cisl, e Fpl-Uil a poche ore dal voto del consiglio comunale che a maggioranza ha approvato la pratica di scioglimento della srl con quaranta dipendenti e un bilancio chiuso in rosso per oltre mezzo milione di euro. Martedì l’assemblea dei soci, composta dal Comune di Foligno rappresentato dal sindaco Nando Mismetti, dovrà prendere atto e formalizzare la messa in liquidazione.

Liquidazione Fils E sono proprio i contraccolpi occupazionali a preoccupare le maestranze della Fils e le organizzazioni sindacali che chiedono «l’immediata attivazione del tavolo di confronto col sindacato per analizzare passo passo e in modo dettagliato le problematiche che hanno portato la Fils alla liquidazione ma soprattutto per individuare le soluzioni utili a garantire i servizi, la continuità della Fils e i livelli occupazionali». In questa fase appare cruciale, non solo ai sindacati, «assicurare costantemente liquidità per pagare fornitori e retribuzioni» e questo potrà avvenire soltanto se il Comune procederà in tempi stretti al saldo delle fatture recapitategli dalla partecipata, per la precisione sono dieci i giorni concessi dalla maggioranza alla giunta con l’ordine del giorno approvato dopo la messa in liquidazione.

Stipendi e rinnovi contratti Anche se il primo banco di prova sarà il rinnovo dei contratti a termine in scadenza il 7 luglio: «La proroga – scrivono i rappresentanti dei lavoratori – consentirà di garantire i servizi e sarà il primo segnale concreto di mantenimento dei livelli occupazionali. L’effettivo svolgimento dei servizi e il pagamento delle retribuzioni a giugno sarà un ulteriore segnale positivo, mentre per ora resta lo stato di preoccupazione dei lavoratori e del sindacato. Confidiamo che nelle prossime settimane i consiglieri si assumeranno la piena responsabilità delle scelte assunte lunedì in aula».

Piccolotti A parlare all’indomani del voto è anche la consigliera Elisabetta Piccolotti (Sel) che dai banchi dell’opposizione ha votato no allo scioglimento e messa in liquidazione della Fils, con lei anche Elio Graziosi (Gruppo Misto) si è detto contrario all’operazione, mentre le altre forse di minoranza non hanno partecipato al voto: «La decisione approvata in aula non è una soluzione ma solo un passaggio che apre un percorso difficile e delicato dagli esiti incerti che in autunno potrebbe portare l’amministrazione comunale di fronte a scelte gravi, schiacciata tra la prospettiva di un piano industriale molto oneroso e quella di un definitivo scioglimento della società con conseguente perdita di posti di lavoro». E poi: «Molte di queste incertezze potevano essere attutite o evitate se si fosse affrontata la questione già nei primi mesi dell’anno o subito dopo le elezioni, oggi forse avremmo già potuto valutare il nuovo piano industriale ed evitato un clima di tensione che è anche il frutto della giustificata angoscia dei lavoratori e delle lavoratrici, ma per quale motivo si sia giunti a questo punto, non è dato saperlo e ieri il Sindaco non l’ha spiegato».

Schiarea Nelle ore seguite al via libera del consiglio comunale, a intervenire è stato anche il consigliere dissidente Lorenzo Schiarea (Movimento per Foligno) che ha votato con la maggioranza per lo scioglimento della Fils: «Abbiamo votato l’inevitabile liquidazione ma rimane indubbio che la priorità per l’amministrazione sarà salvaguardare la tutela dei livelli occupazionali, garantire il livello dei servizi e degli asset. Da evidenziare un dato politico oggettivo: se c’è una presa di posizione forte da parte della maggioranza “che ci mette la faccia” allo stesso tempo abbiamo gran parte dell’opposizione che lucra su questa difficile situazione da parte della società e al momento del voto preferisce tirarsi indietro, evitando quindi ogni forma di responsabilità togliendo il badge, provando anche a far saltare il numero legale sul finire della seduta consiliare».

Twitter @chilodice

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