20 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:21

Flamini: «Sindaci e Regione si schierino contro l’abolizione della guardia medica notturna»

Il segretario del Prc: «Altro provvedimento odioso e antipopolare del governo Renzi»

Flamini: «Sindaci e Regione si schierino contro l’abolizione della guardia medica notturna»
Enrico Flamini

di Enrico Flamini*

Dopo la definizione dei nuovi livelli essenziali di assistenza finanziati con 800 milioni a fronte di un fabbisogno di 3 miliardi di euro, il governo Renzi in materia di sanità sta mettendo a punto un altro provvedimento odioso e antipopolare: l’abolizione della guardia medica notturna. Siamo di fonte alla conferma del fatto che Renzi lavora per lo smantellamento definitivo del sistema sanitario pubblico e nazionale. Nel merito, l’assistenza nei giorni feriali sarà di 16 ore e nei giorni festivi, compreso il sabato, sarà di 12 ore. In altri termini non ci sarà più un servizio di assistenza 24 ore su 24. Peggio. Il servizio sarà scaricato sui pronto soccorso e sul 118, andando a complicare ulteriormente una situazione già difficile e a sovraccaricare questi servizi. Basti pensare che i medici del 118 si potrebbero trovare verosimilmente a dover gestire contemporaneamente “codici rossi” e assistenza con visite domiciliari. Non solo per i centri urbani, ma anche per le zone rurali e per i piccoli comuni di una regione come l’Umbria, dove la Guardia Medica rappresenta un vero e proprio presidio di sanità pubblica, è a rischio la stessa assistenza notturna. La proposta avanzata a livello nazionale dal governo, dettata dalla sbornia privatizzatrice e dalla volontà di smantellare la sanità pubblica, ha già registrato la forte e motivata contrarietà da parte di organizzazioni di cittadini e di sindacati. Per questo il Ministero della salute sarebbe orientato a delegare la decisione ad ogni Regione/area, per far sì che queste si organizzino in maniera autonoma. Anche nella nostra regione qualcosa si sta muovendo, cittadini e sindacati si stanno organizzando per contrastare questo provvedimento. I parlamentari umbri? Non pervenuti. Per parte nostra ci rivolgiamo ai sindaci e alla Regione Umbria affinché intervengano quanto prima presso il governo e la ministra Lorenzin per far modificare radicalmente la bozza per il rinnovo della convenzione dei medici così da scongiurare la riduzione della guardia medica.

*Segretario regionale Prc Umbria

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