mercoledì 16 aprile 2014 - Aggiornato alle 15:12
banner 970x50
23 ottobre 2013 Ultimo aggiornamento alle 17:45

Fiumi di cocaina su Perugia e provincia, maxi retata stronca organizzazione albanese

Operazione «Dracula»: otto ordinanze di arresto eseguite dalla squadra mobile. La droga da Roma e dalla Spagna per il mercato umbro

Fiumi di cocaina su Perugia e provincia, maxi retata stronca organizzazione albanese

MULTIMEDIA

Guarda le foto

di Ivano Porfiri

Gestivano lo spaccio all’ingrosso e al dettaglio tra Perugia, Corciano e Foligno. La squadra mobile della polizia ha eseguito 8 delle 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Lidia Brutti su richiesta del pm Antonella Duchini nell’ambito dell’operazione «Dracula». Per loro, a vario titolo, le accuse di associazione per delinquere finalizzata all’acquisto e cessione di stupefacente del tipo cocaina; sfruttamento della prostituzione e trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori.

Le immagini

Gli arrestati Gi arrestati In manette sono finiti all’alba 8 dei 13 destinatari delle ordinanze, cioè: Mezin Cinaj di 31 anni e Flori Cinaj di 28, fratelli residenti a Frosinone, Aleksander Lucaj di 39 anni Albert Lucaj di 29 anni, fratelli residenti a Foligno, Erjon Hyseni di 24 anni residente a Perugia, Helidon Qoku di 39 anni residente a Corciano, così come Adjan Kozi di 42 anni, già arrestato il 27 maggio 2011 per detenzione di 50 grammi di cocaina. In manette anche l’italiano Giacomo De Santi, 24enne residente a Bastia Umbra. Gli indagati complessivi sono 20.

I capi L’indagine nasce nel 2010 e viene condotta dalla sezione Criminalità organizzata della squadra mobile che faceva accertamenti su un gruppo di albanesi impegnati nello sfruttamento della prostituzione e nel traffico di sostanze stupefacenti. Al centro di tutto il sistema venuto alla luce c’è il 39enne Helidon Qoku, indicato da organismi Internazionali come un soggetto coinvolto nel traffico di droga con approvvigionamenti da fornitori a Roma e in Spagna e, inoltre, dedito allo sfruttamento della prostituzione, in particolare della sua amante, la connazionale e coetanea Esmeralda. Per coprire i traffici illeciti, invece, usava la sua ditta individuale in cui risultava pittore edile e la complicità della donna e dell’altro connazionale Aleksander Lucaj, vero braccio destro di Qoku.

L’indagine Dal pedinamento di Qoku, gli agenti comandati da Marco Chiacchiera, risalgono a un «covo» in via del Macello, un appartamento formalmente nella disponibilità di Esmeralda, dove tra l’altro l’uomo la costringeva a prostituirsi dietro minacce e soprusi. Il 39enne, nonostante di fatto non lavorasse, aveva un elevato tenore di vita (oltre a un’auto di grossa cilindrata, nel febbraio 2010 aveva acquistato un appartamento con annesso garage, dove viveva con la moglie, la figlia minore e sua madre). La polizia segue anche Aleksander Lucaj, un pluripregiudicato per delitti di droga e anche lui con un tenore di vita molto elevato rispetto alle proprie possibilità economiche, tanto da aver acquistato una Audi Q7.

La rete a Perugia e Foligno Dal prosieguo delle indagini è venuta alla luce la rete gestita dai due. In particolare, i fratelli Lucaj (stanziali a Foligno) e un gruppo di connazionali stanziali a Ponte San Giovanni, con i quali sussisteva un accordo stabile per la cessione di cocaina a condizioni già concordate evitando così pericolose conversazioni telefoniche. Lucaj, dunque, è a capo di una organizzazione nella zona di Foligno e comuni limitrofi avvalendosi della collaborazione stabile e continuativa del fratello Albert e del bastiolo Giacomo De Santi. Qoku, invece, spaccia nella zona di Corciano e Perugia, avvalendosi della collaborazione del cognato Ardian Kozi (e della moglie Suela), che lo supporta. Per lo spaccio nel centro storico di Perugia, inoltre c’era la collaborazione di due giovani parenti minori e di giovani italiani. Qoku aveva anche molti clienti abituali italiani, che acquistavano a grammi, rivendendo con tutta probabilità la cocaina dopo aver effettuato un “ricarico” sul prezzo (molti denunciati a piede libero).

Le intercettazioni: «caffè e aperitivi» Il linguaggio utilizzato al telefono è sempre criptico e rinvia ad incontri per “aperitivi” e caffè”, che poi sono stati riscontarti essere invece finalizzati alla cessione di vari quantitativi di stupefacenti: i riscontri sono stati effettuati sia per dimostrare lo smercio “a valle” che gli approvvigionamenti “a monte”.

I tanti sequestri A partire dal 25 gennaio 2011 numerosi sono stati i piccoli e meno piccoli sequestri effettuati per dimostrare il traffico in tutto il circondario di Perugia con arresti in flagranza. Da notare, come la squadra mobile abbia continuato a constatare, per gran parte degli indagati, la prosecuzione nelle attività criminali, nonostante questi arresti.

I fornitori Principale canale di rifornimento risultava essere quello i fratelli Cinaj, Mezin e Flori, residenti ad Anagni (Fr) in contatto con Aleksander Lucaj. La prova principale si è avuta il 16 giugno 2011 a Cannara, con l’arresto in flagranza di Lucaj per detenzione di 1 kg di cocaina, nascosta nella propria autovettura al rientro del viaggio fatto ad Anagni per incontrare i Cinaj.

Sfruttamento della prostituzione Ulteriore serie di prove a carico di Qoku sono stati raccolti sull’attività di sfruttamento della prostituzione a danno di Esmeralda, che avveniva nella casa in via del Macello. Helidon si impossessava di gran parte del provento, gestendo di fatto tutti i guadagni della donna e provvedendo solo a pagarle le spese dell’alloggio e il vitto. La 39enne è stata sottoposta a minacce, percosse e angherie varie (Helidon non le concedeva nemmeno qualche ora di svago se non riusciva a raggiungere i guadagni che lo sfruttatore si proponeva).

I sequestri A danno degli arrestati, gli inquirenti, oltre all’arresto, hanno fatto scattare il sequestro preventivo di patrimoni provento di traffici illeciti, l’art. 12 sexies della già citata legge 306/1992. In particolare, a carico di Qoku sono stati sequestrati un’autovettura di grossa cilindrata, un appartamento a Corciano, tutti i conti bancari. A carico di Suela Kozi sono stati sequestrati un appartamento a Corciano e tutti i conti bancari. A carico di Aleksander Lucaj sono stati sequestrati una autovettura di grossa cilindrata e quota di un grande appartamento e pertinenze a Foligno ed altre proprietà immobiliari, oltre ai conti in banca. A carico di Albert Lucaj sono stati sequestrati quota di un grande appartamento e pertinenze a Foligno ed altre proprietà immobiliari. A carico della società “edilizia fratelli Lucaj” sono stati sequestrati i conti bancari. A carico dei fratelli Cinaj sono stati sequestrati quota di un appartamento a Frosinone e i conti in banca.

©Riproduzione riservata

banner 468x60

COMMENTA LA NOTIZIA

banner 468x60

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250