logo
venerdì 24 maggio 2013 - Aggiornato alle 08:31
13 luglio 2012 Ultimo aggiornamento alle 17:36

Fiscal compact, Vinti: «Recessione senza fine. Preoccupazione per i servizi pubblici umbri»

Stefano Vinti

di Stefano Vinti*

Mentre si pensa alla cosiddetta spending review, agli effetti nefasti sull’economia e soprattutto sul piano sociale, a come gli Enti Locali potranno mantenere in vita un minimo di welfare, mentre l’Umbria tenta di difendere i servizi sanitari regionali e di fronteggiare i tagli draconiani al trasporto pubblico locale, solo per fare due esempi, succede qualcosa di estremamente più grave. Tra qualche anno la revisione della spesa della calda estate del 2012 sarà un ricordo lieve, quasi positivo in confronto a quello che ci troveremo a dover fronteggiare.

Ieri, infatti, nel più assoluto silenzio, al Senato c’è stato il primo via libera al nuovo “Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell’Unione economica e monetaria”. Si tratta di 45 miliardi l’anno da tagliare per ridurre il debito, a meno di una crescita repentina. Ecco perché in confronto la spending review è nulla. Il Fiscal compact, tanto per intenderci, obbliga i 25 paesi UE al pareggio strutturale di bilancio e a ridurre di un ventesimo ogni anno la quota di debito pubblico superiore al 60% stabilito a Maastrict. In sostanza, poco cambierà rispetto al colore politico dei futuri governi italiani. Chiunque ci sarà dovrà obbligatoriamente tagliare 40-50 miliardi di spesa l’anno (la spending review montiana taglia solo, si fa per dire, 26 miliardi in 3 anni).

Tradotto concretamente: tagli, tagli e ancora tagli alla spesa pubblica. Mentre, con l’ingresso in Costituzione del pareggio di bilancio, su cui la Camera si è già espressa favorevolmente, i diritti sociali della Carta verranno vincolati alle politiche di rigore della finanza pubblica. Enorme è la responsabilità politica di chi accetta di praticare una simile strada

*Assessore regionale Rifondazione comunista

 

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi