domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:59
7 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:44

Fiom durissima coi vertici di Tk-Ast: «Riorganizzazione dettata da lobby interne»

Contestati criteri di crescita professionale: «Inaccettabile continuità dei metodi»

Fiom durissima coi vertici di Tk-Ast: «Riorganizzazione dettata da lobby interne»
Tk-Ast (foto Rosati)

«Riorganizzazione di reparti ed enti strategici di Ast compiuti soltanto per rispondere a lobby di gruppi di potere interni, favorendo interessi personali a discapito degli interessi generali». Sono accuse pesanti quelli che la Fiom-Cgil lancia all’indirizzo della direzione aziendale del sito siderurgico di Terni dove secondo il sindacato «continuano a persistere atteggiamenti inaccettabili in merito alle scelte quotidiani».

«Riorganizzazione dettata da lobby interne» Nel mirino finisce quindi il «il metodo profondamente sbagliato con cui la direzione di viale Brin sta riorganizzando alcuni reparti ed enti strategici dello stabilimento su cui, ormai da anni, la Fiom chiede regole trasparenti per le crescite professionali interne, per la selezione del personale, per gli avanzamenti di livello, per i riconoscimenti economici e per cambi di ruolo e funzioni». Criteri che per la sigla guidata dal segretario generale Claudio Cipolla «sarebbero utili a compiere scelte che privilegino il merito, che premino competenze, qualità e professionalità dei lavoratori, andando nella direzione di qualificare sempre di più e in modo migliore l’efficacia e l’efficienza di alcuni enti e servizi». Ma per la Fiom il metodo della direzione aziendale di Ast è ben diverso: «Purtroppo dobbiamo ancora una volta denunciare la mancata adozione di questi criteri, in favore di scelte non dettate dalla ricerca, della qualità, ma che invece sembrano, a nostro avviso, rispondere a lobby e gruppi di potere interni allo stabilimento, che favoriscono interessi personali di alcuni e mettono in secondo piano gli interessi generali del sito».

Fiom durissima con l’ad Burelli e manager Ergo: «Questa modalità di gestione è per noi inaccettabile. Per anni ci siamo spesi nel denunciare questa mancata coerenza tra gli annunci aziendali e le reali azioni che poi si mettevano in campo ed è incomprensibile vedere come nelle riorganizzazioni interne, in alcuni casi, si favorisca un gruppo di lavoro fedele ai capi e non un gruppo competente, in grado di qualificare il lavoro quotidiano con l’obiettivo di affrontare in modo migliore le sfide qualitative e produttive. Riteniamo grave che la direzione del personale, non mostrando discontinuità con il passato, avalli questo tipo di scelte e favorisca percorsi ed assetti organizzativi non rispondenti alle reali necessità che Ast ha per vincere le sfide future. Rimaniamo stupiti di come oggi l’attuale management, anche a fronte delle vicende che il sito ha attraversato e sta attraversando, compia scelte in continuità con quanto successo in passato e non senta la necessità di aprire una fase nuova per il bene del sito e dei lavoratori che in esso operano».

 

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