mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:16
23 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:21

«Finto contratto di lavoro per uscire dal carcere». Perugia, rapinatore diceva di essere un giardiniere

Inizialmente l'albanese era stato liberato ma secondo la Mobile quel lavoro non lo ha mai svolto. Per la polizia ha partecipato a un assalto durante il quale è stato picchiato un ragazzino 14enne

«Finto contratto di lavoro per uscire dal carcere». Perugia, rapinatore diceva di essere un giardiniere
Polizia in azione

di En.Ber.

Era riuscito ad ingannare i giudici mostrando loro un contratto di lavoro che lo «scagionava» dalle accuse di furti e rapine in Umbria ma la polizia ha dimostrato che il 37enne albanese aveva fornito «false attestazioni» e sono scattate nuovamente le manette. H.V., queste le iniziali dell’indagato, è accusato di aver fatto parte di una banda di rapinatori violenti che nel gennaio scorso ha rubato un carnet di assegni bancari in un’abitazione di Ponte Felcino: in quella circostanza è stato picchiato uno studente di 14 anni finito all’ospedale per aver ricevuto un colpo in testa dai ladri in fuga. Lo straniero – informa la questura – è stato bloccato a Ponte San Giovanni dagli agenti dell’antirapine della squadra mobile. Dopo l’assalto – è la ricostruzione – si era rifugiato per un periodo nel suo Paese.

Misura annullata al finto giardiniere Il Riesame – è spiegato in una nota – ha annullato la misura cautelare quando il difensore dell’albanese ha depositato un contratto di lavoro, da giardiniere, in un residence per anziani a Roma «inattivo dal 2013» con «immobili in costruzione e in stato di abbandono». Anche in altre occasioni – concludono gli investigatori – il 37enne aveva «offerto false attestazioni su pregressi rapporti di lavoro per far credere all’autorità giudiziaria di essere un onesto lavoratore». Ora, oltre alle contestazioni di furti e rapine, dovrà difendersi anche dall’accusa di aver reso false dichiarazioni ai giudici.

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