sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 05:10
1 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:38

Finito l’inventario al Distretto di via XIV Settembre: «Rubati 870 mila euro di farmaci per l’epatite C»

Quantificato il bottino dei medicinali trafugati. Il dg Usl1 Casciari: «Sono in corso le indagini». Intanto il furto diventa una questione politica: è vero che non ci sono allarmi né telecamere?

Finito l’inventario al Distretto di via XIV Settembre: «Rubati 870 mila euro di farmaci per l’epatite C»

Ammonta a 870mila euro il valore dei farmaci rubati nella notte tra lunedì e martedì al Distretto sanitario di via XIV Settembre. Il valore del bottino è stato quantificato dalla Usl Umbria 1. Alcuni ladri hanno rubato farmaci per l’epatite C (solo quelli ammontano a 700 mila euro) ma all’inventario mancavano anche altri medicinali oncologici orali ed eparinici. I ladri – riferisce ancora la Usl 1 – sono entrati con una scala dalla parte dell’edificio che si affaccia sul parcheggio Briglie. Poi – è stato ricostruito – dopo aver divelto con un piede di porco la grata di acciaio di protezione hanno fatto razzìa di medicinali. Secondo le prime stime fatte martedì pomeriggio l’ammontare del bottino si aggirava intorno ai 300 mila euro – in una forbice tra i 200 e i 400 mila euro – ma poi dai calcoli più precisi è emerso che l’importo era molto più alto. «Riservatezza, considerato che ci sono indagini in corso», è l’unico commento del direttore generale Andrea Casciari attraverso l’ufficio stampa.

Questione politica Sull’«ingente furto di medicinali per la cura dell’epatite C, avvenuto nei locali del punto distribuzione farmaci di via XIV Settembre» è intervenuto anche il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli d’Italia) il quale ha annunciato la presentazione di un’interrogazione all’assessore alla Sanità. Nel suo atto ispettivo l’esponente di FdI chiede «se risponde al vero che quei locali sono sprovvisti di telecamere di videosorveglianza e di sistemi di allarme». «In un difficile momento di tagli e di risparmi che purtroppo investe anche la spesa sanitaria – prosegue Squarta – è inammissibile buttare soldi in questa maniera. È scandaloso che possano essere rubati con facilità medicinali tanto costosi, ogni scatola può costare fino a 20mila euro». Il consigliere di minoranza chiede infine di sapere se «le scorte rimaste sono sufficienti a soddisfare le esigenze dei malati di epatite C che avrebbero dovuto ricevere medicine finite nelle mani di malintenzionati, e quali altri farmaci di valore vengono conservati in armadietti non blindati».

©Riproduzione riservata

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