lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:57
25 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:49

Fibra ottica, a Perugia primi contratti a gennaio. L’80% delle case cablato entro aprile: la mappa

Il 50% delle abitazioni collegate entro dicembre, investimento da 30 milioni di euro. Saranno stesi circa 30 mila chilometri di fibra. Enel: «

Fibra ottica, a Perugia primi contratti a gennaio. L’80% delle case cablato entro aprile: la mappa
I vertici di Regione, Comune ed Enel (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Fino a un giga in download e in upload nell’80 per cento delle case di Perugia entro il primo quadrimestre del 2017. Tanto per dare un’idea, mille mega contro una media italiana pari a circa sei per quanto riguarda il download e a meno di due per l’upload. Dopo mesi di lavoro e di trattative mercoledì nella sede della giunta regionale è stata presentata la convezione tra Umbria Digitale ed Enel Open Fiber, che permette l’utilizzo delle infrastrutture in fibra ottica della rete regionale, e quella tra il Comune di Perugia ed la stessa Enel Open Fiber. Presenti i vertici della Regione (Catiuscia Marini e Fabio Paparelli), quelli del Comune (Andrea Romizi e Francesco Calabrese), di Enel Open Fiber con l’amministratore delegato Tommaso Pompei e di Umbria Digitale (Stefano Bigaroni).

LA RISPOSTA DI TIM
IL PIANO DI ENEL

I numeri In mattinata Romizi e Calabrese insieme a Enel hanno visto il primo ‘pop’ dell’azienda montato a Fontivegge («è stata – ha detto il primo – una grande emozione») che servirà 50 mila utenze, punto di partenza del cablaggio che coinvolgerà poi tutta la zona centrale di Perugia, Madonna Alta, Ferro di Cavallo, San Sisto, Ponte Felcino, Ponte San Giovanni (dove ci sarà l’altro ‘pop’ da 30 mila utenze) e San Martino in Campo, ovvero l’80 per cento delle case entro aprile 2017. Il test della connessione nel primo condominio di Fontivegge cablato? Oltre 931 mega in download e 96 in upload. Entro dicembre sarà connesso il 50 per cento delle abitazioni, e a quel punto, in pratica da gennaio, partirà la commercializzazione delle aziende che si occupano di comunicazione, ovvero Vodafone e Wind per quanto riguarda i primi 10 comuni del piano Enel, ma coinvolte in futuro saranno Go Internet, Tiscali e altre in base alle trattative che si svilupperanno. L’investimento complessivo di Enel? Circa 30 milioni di euro e 30 mila chilometri di fibra ottica stesa in giro per la città.

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La battaglia Modalità con la quale saranno connesse le abitazione è la FTTH (Fiber to the home) in grado di supportare fino a un giga in download e altrettanto in upload. Eof, oltre a realizzare scavi e infrastrutture per la posa della fibra, assicurerà anche la gestione e la manutenzione offrendo poi l’accesso «a condizioni tecniche ed economiche non discriminatorie» a tutte le società di comunicazione che lo vorranno. Perugia, capofila del progetto di Eof che riguarderà in futuro altre 224 città, si trova al centro della battaglia nazionale tra colossi: in queste ore infatti Tim ha annunciato lo sbarco in città sempre in modalità FTTH. Una guerra dove il conto, almeno stavolta, non lo pagheranno i cittadini, probabilmente avvantaggiati dalla competizione tra Vodafone, Wind e Tim. Pungolato sul tema dai giornalisti, Pompei risponde così: «Noi – spiega – non siamo pro o contro nessuno, siamo una società che si occupa di realizzare infrastrutture. Questi temi sono l’ultimo dei miei pensieri».

Pompei «Qui c’è in punto d’avvio – ha continuato – di un programma impegnativo. A Perugia abbiamo trovato un terreno particolarmente fertile e collaborazione con i Comuni. È un case history da replicare in Italia». Al di là di quello che un normale utente può farci, «come scaricare un film in pochi minuti la fibra – ha voluto sottolineare Pompei – serve in primis alle imprese, alle quali occorrono infrastrutture di qualità». L’ad di Open Fiber ha poi ribadito quanto detto dall’azienda in più occasioni, ovvero che quando il governo pubblicherà il bando per le aree C e D, quelle a fallimento di mercato, Enel parteciperà». «Che si inizi da qui – ha aggiunto Paparelli – non è un caso, le buone condizioni trovate sono in frutto delle scelte fatte nel corso degli anni». L’assessore ha ricordato l’impegno anche per la dorsale ovest, che verrà realizzata da Umbria Digitale, per il datacenter unico e per il bando da 13 milioni di euro attraverso il quale la banda ultralarga verrà portata in molte zone industriali dell’Umbria: «Metteremo a gara – ha detto – la posa della fibra e l’accordo con gli operatori».

Romizi e Calabrese Secondo Romizi «per la città, per i suoi cittadini e per le sue imprese, si tratta di una grande opportunità. Perugia avrà un importante vantaggio competitivo». Di «opportunità da valorizzare» ha parlato invece Calabrese, che da tempo lavora al progetto, inserito anche nel programma elettorale. «Nel maggio del 1956 – ricorda – partì a San Donato Milanese il primo cantiere dell’A1. Stavolta l’autostrada non solo passerà da Perugia, ma partirà proprio da qui. Sarà un’infrastruttura decisiva su tanti fronti e darà una mano a costruire un nuovo modello di sviluppo. Per costruirla da solo avremmo dovuto vendere le farmacie comunali, e lo stavo per proporre al sindaco». Quale modello costruire però intorno all’infrastruttura? Quale idea di città? «Sarà – risponde l’assessore – un lavoro impegnativo. Il primo obbiettivo sarà la connessione massima in tutto il territorio e spiegare cos’è il giga, quali le opportunità. Servirà un percorso condiviso con tutti, dalle associazioni al mondo delle imprese fino alle università e non solo».

Marini e Bigaroni La presidente rivolgendosi a Enel ha auspicato che «le città più rilevanti dell’Umbria abbiano questi servizi. Il progetto rappresenta il risultato di una strategia condivisa tra Regione e Governo; un’Umbria che rischiava di essere marginalizzata a causa dei suoi pochi abitanti, peraltro distribuiti in un grande territorio. Ringrazio il Governo che ha dato priorità a questi argomenti». Poi la stoccata a chi vuole mettere il cappello sull’infrastruttura: «Non diamoci medaglie e medagliette, di inutili battibecchi non abbiamo bisogno. Qui c’è un metodo di lavoro e il risultato sarebbe sto difficile da raggiungere senza infrastrutture, che vanno finanziate e pensate». «A Perugia – ha aggiunto poi Bigaroni – abbiamo messo a disposizione 43 chilometri. La rete fornisce prioritariamente connettività per la pubblica amministrazione, ma ha anche l’obiettivo di agevolare il mercato degli operatori delle telecomunicazioni attraendo investimenti che porteranno enormi benefici a cittadini ed imprese, che potranno usufruire di servizi digitali veicolati da rete a banda ultralarga con altissime prestazioni».

Twitter @DanieleBovi

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