lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 09:01
23 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:35

Festival delle Nazioni, protagonista la Francia: le anticipazioni del programma

La kermesse avrà luogo dal 23 agosto al 3 settembre a Città di Castello. Giubilei: «Vogliamo coinvolgere i giovani»

Festival delle Nazioni, protagonista la Francia: le anticipazioni del programma
Rokia (Foto Danny Willems)

Sarà la Francia la nazione ospite della 49esima edizione del Festival delle Nazioni, che avrà luogo dal 23 agosto al 3 settembre a Città di Castello. Il festival viene presentato nel pomeriggio a Roma, insieme agli altri grandi festival estivi dell’Umbria. Tanti gli artisti internazionali e i progetti speciali di questa nuova edizione, annunciati in occasione della presentazione congiunta di Festival delle Nazioni, Umbria Jazz e Festival dei Due Mondi promossa dalla Regione Umbria al teatro Argentina di Roma.

Ospiti Il duo pianistico di Katia e Marielle Labèque, la cantante, compositrice e polistrumentista Rokia Traoré, che presenterà al Festival il suo nuovo album «Né so», il violinista Renaud Capuçon, che si esibirà in duo con Jérôme Ducros al pianoforte, il pianista franco-canadese Louis Lortie, il duo Musica Nuda composto da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti con un programma inedito creato ad hoc per il Festival delle Nazioni, inoltre, il progetto speciale «La banca universale», con musiche commissionate al compositore francese Pierre Thilloy. Questi alcuni degli artisti che saranno ospiti a Città di Castello.

Pubblico giovane «Negli ultimi anni abbiamo allargato il nostro orizzonte – ha dichiarato il presidente Giuliano Giubilei – dando spazio non solo alle grandi tradizioni musicali e alla musica contemporanea (da sempre presente nei nostri programmi) ma anche a linguaggi che appartengono alla musica popolare o a nuove tendenze. Anche grazie a tutto questo il Festival è cresciuto. C’è un’attenzione maggiore da parte della critica, più spazio nei media nazionali e locali. Ma soprattutto maggiore coinvolgimento del pubblico, anche giovane. Questo crescente interesse da parte dei giovani è senz’altro la novità più significativa che abbiamo registrato nelle ultime edizioni. Insomma la musica classica non è più chiusa in un recinto di appassionati, ma sta conquistando un pubblico più vasto e di tutte le età».

Progetto triennale «La Francia aggiunge un nuovo tassello al progetto triennale del Festival delle Nazioni dedicato alla Grande Guerra – ha spiegato il direttore artistico Aldo Sisillo – In continuità con l’edizione dedicata all’Austria, l’attenzione è rivolta a quel cruciale momento storico che va dalla fine dell’Ottocento ai primi due decenni del Novecento. È allora che Parigi diventa la città punto di riferimento universale per le arti e la ricerca innovativa, ed è qui che convivono, seppur in situazioni esistenziali di grande emergenza, gli artisti che segneranno il passaggio dalla classicità alla modernità».

Serate Sarà dunque, tra le tante suggestioni, la Francia che assiste alla prima rappresentazione assoluta de «Le Sacre du printemps di Stravinskij». Le sorelle Katia e Marielle Labèque (24 agosto) proporranno – in un programma particolarmente originale – proprio la trascrizione per due pianoforti della «Sagra della primavera» realizzata dallo stesso Stravinskij, che sarà affiancata a due tra i brani più amati di Ravel: «Ma Mère l’Oye» e la «Rapsodie espagnole». Per ricordare un famoso caffè della Parigi di fine secolo, Le Chat noir, dove si tenevano spettacoli di cabaret, esibizioni di chansonnier e teatro d’ombre, il Festival delle Nazioni ospiterà una serata con il duo voce e contrabbasso Musica Nuda formato da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (27 agosto). Un argomento di scottante attualità sarà affrontato, invece, nella «Banca universale» (28 agosto), racconto in musica commissionato al compositore contemporaneo Pierre Thilloy, ispirato al racconto di Émile Zola «L’Argent» (Il denaro).

Programma Il Festival delle Nazioni ospiterà inoltre uno dei più quotati musicisti francesi di oggi, il violinista Renaud Capuçon, che si esibirà in duo con il pianista Jérôme Ducros (29 agosto). I due si cimenteranno con un programma impegnativo, che ripercorre tre tappe cruciali nella storia della Sonata per questa formazione, dalla Sonata KV 304 di Mozart di fine Settecento alla Sonata n. 2 e la «Tzigane» di Ravel degli anni Venti del Novecento, passando per l’op. 18 di Richard Strauss. Il pianista Louis Lortie (1 settembre) – tra i più importanti interpreti della scena internazionale di oggi – proporrà un concerto con musiche composte tra il 1884 e il 1913 da Gabriel Fauré, Claude Debussy e Ravel, autori francesi che vissero in prima persona quel clima di straordinario fermento artistico e culturale che caratterizzò gli anni di passaggio tra diciannovesimo e ventesimo secolo.

Francia d’oltremare Uno degli aspetti che questa edizione del Festival delle Nazioni esplorerà nel suo cartellone artistico sarà il rapporto della Francia con le terre d’oltremare, aree un tempo colonizzate con le quali ancora oggi persiste uno scambio anche culturale alimentato da reciproche influenze. Rokia Traoré è una figura che rappresenta perfettamente questa sinergia: nativa del Mali e figlia di un diplomatico di stanza negli Stati Uniti, in Europa e in Medioriente, Rokia attualmente vive tra Bamako, Bruxelles e Parigi, ma fa spesso ritorno nel suo paese natale e la sua musica è sempre stata influenzata dalla tradizione delle radici africane così come dal pop e dal rock di matrice europea e statunitense. Cantando nella sua lingua nativa ma anche in francese e in inglese, Rokia Traoré presenterà a Città di Castello (2 settembre) il suo sesto album, «Né So» (etichetta Ponderosa Music&Art) che, come per il precedente «Beautiful Africa», vede il contributo alla produzione di John Parish (PJ Harvey, Tracy Chapman, Cleo T).

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