domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:18
3 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:45

Festival delle Nazioni, Giubilei: «Una crescita continua. Rokia Traoré? Valutiamo azioni legali»

Il presidente chiarisce che i soldi per i terremotati ci saranno anche senza il concerto annullato. Sisillo soddisfatto

Festival delle Nazioni, Giubilei: «Una crescita continua. Rokia Traoré? Valutiamo azioni legali»
Festival delle Nazioni

«I dati registrano un trend positivo che dura da quattro-cinque anni, un trend che a sua volta conferma la validità della formula del Festival delle Nazioni». È soddisfatto il presidente Giuliano Giubilei per la riuscita della 49esima edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello. Alla conferenza stampa conclusiva sono intervenuti anche Fernanda Cecchini, assessore alla Cultura della Regione Umbria, il sindaco Luciano Bacchetta, il vicesindaco Michele Bettarelli, il direttore artistico Aldo Sisillo e Roberto De Lellis, direttore organizzativo del Festival delle Nazioni.

Il caso Rokia Traoré A proposito del concerto annullato di Rokia Traoré, Giubilei ha spiegato come «mentre gli artisti erano già qui a Città di Castello, l’artista non ha potuto raggiungere l’Italia a causa di un overbooking di AirFrance. Questa è la versione ufficiale alla quale ci dobbiamo attenere, i nostri legali stanno valutando se ci sono gli estremi per un’azione legale. Ci dispiace due volte, non solo perché il concerto era uno dei più attesi del Festival, ma anche perché avevamo deciso di devolvere l’incasso dei circa 500 biglietti venduti alle popolazioni terremotate. Abbiamo quindi deciso di fare uno sforzo ulteriore, ossia quello di rinunciare a due incassi, devolvendo interamente l’incasso della serata di chiusura con l’Orchestra della Toscana alla stessa finalità. Aggiungo, per quanto riguarda il nostro contributo alle comunità terremotate, che anche in occasione dell’incontro con Paolo Mieli – un incontro di grande successo che si è svolto ieri nel Salone dei Fasti di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio – l’incasso ricavato dalla vendita dei libri sarà devoluto alla Protezione civile nazionale».

I numeri del Festival Per quanto riguarda gli incassi, «se escludiamo quelli dei concerti diciamo ‘delle grandi stelle internazionali’ (ossia Nyman nel 2013, Noa nel 2014, Goran Bregovic nel 2015 e Rokia Traoré nel 2016) – ha detto Giubilei – ammontano a 22 mila euro nel 2013, 32 mila euro nel 2014, 31 mila nel 2015, 35 mila euro nel 2016. Quindi quest’anno abbiamo raggiunto il massimo, al netto delle grandi star, solo con il cartellone per così dire classico. Dal 2013 (edizione dedicata all’Europa) abbiamo venuto il 15% di biglietti in più rispetto al 2012 (Ungheria), nel 2014 (Armenia) oltre il 40% in più rispetto al 2013. Nel 2015 (Austria) il 35% in più rispetto al 2014. Quest’anno, tolti i 500 biglietti di Rokia Traorè, siamo ulteriormente in crescita di circa il 25-30%. È una crescita costante».

I giovani «Accanto a questa innegabile crescita – ha aggiunto Giubilei – l’edizione 2016 ha registrato un incremento anche nel numero di biglietti venduti ai giovani under 26, confermando anche per questa voce una tendenza che va avanti da tre-quattro anni. Vuol dire che se prima i giovani guardavano con sospetto la musica classica, ora sono quantomeno incuriositi e attenti. Il duo Musica Nuda, criticato da alcuni perché non ‘classico’, ha registrato il più alto sbigliettamento under 26. Inoltre grande successo ha riscosso anche quest’anno l’apertura del Chiostro di San Domenico, anche a ore tarde. Almeno 8-9000 persone hanno frequentato il Chiostro durante il periodo del Festival delle Nazioni. Addirittura c’è chi si è lamentato per le serate nelle quali non è stato possibile aprire al pubblico. Significa che il rapporto del Festival con la sua città e con i giovani è molto stretto».

Sisillo soddisfatto Aldo Sisillo ha invece voluto ricordare, a proposito dei finanziamenti pubblici, che «nonostante le difficoltà, gli enti locali come i nostri hanno salvato diverse situazioni. Bisogna ricordare che il Fondo unico dello spettacolo è diminuito in questi ultimi dodici-tredici anni di quasi cento milioni e inoltre che sono stati ampliati i generi musicali finanziati. Questo ha fatto sì che anche il nostro Festival ha avuto una diminuzione dei finanziamenti statali. Fatta questa premessa, sono molto soddisfatto di questa edizione del Festival delle Nazioni. Penso agli Itinerari didattici musicali e al rapporto che abbiamo instaurato con le scuole medie a indirizzo musicale del territorio. Quest’anno sono stati coinvolti Massimo Mercelli e Catherine Spaak in una manifestazione con l’orchestra giovanile. Poi ci fa piacere aver lanciato alcuni musicisti come il Quartetto Zaide, che ha avuto grande successo, e la pianista Sun Hee You, artisti che presto si faranno conoscere a livello europeo e mondiale. Penso anche alla giovane violista Maria Giulia Tesini vincitrice del Premio Burri, realizzato con il contributo del Lions Club di Città di Castello: uno dei nostri obiettivi è far crescere le competenze e le professionalità italiane, per permettere agli artisti di lavorare in Italia e non dover fuggire all’estero».

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