mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:22
28 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:25

Terni, Pd e Sinistra italiana bocciano il premio a Lucia Morselli. Marini: «Premio del ministero?»

Fa discutere il riconoscimento consegnato dal sottosegretario Bocci e dal sindaco Di Girolamo. Dem: «Mossa non condivisibile, andavano fatte valutazioni più approfondite»

Terni, Pd e Sinistra italiana bocciano il premio a Lucia Morselli. Marini: «Premio del ministero?»
Di Girolamo, Morselli, Bocci e Martellino (foto Colonna)

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di Chia.Fa.

Rimbalza sui social e fa discutere, il premio consegnato venerdì a Lucia Morselli, l’ex amministratore delegato di Tk-Ast, tra le personalità premiate in occasione del 164esimo anno dalla fondazione della polizia di Stato. Il riconoscimento, voluto dalla questura di Terni, è stato consegnato ufficialmente dal sottosegretario all’interno Gianpiero Bocci e dal sindaco Leopoldo Di Girolamo nell’ambito della cerimonia in cui è stato fatto anche il punto sulla sicurezza e i livelli di criminalità di tutto il territorio provinciale.

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Festa della polizia, premiata la Morselli In particolare, l’ex ad Morselli è stata premiata con una targa in qualità di manager del sito siderurgico di Terni, che ha guidato fino ad alcune settimane fa dopo l’estenuante e caldissima vertenza conclusasi con l’accordo del 3 dicembre 2014 al ministero dello Sviluppo economico. Non si dispone delle motivazioni ufficiali vergate dalla questura per motivare l’encomio, mentre è ben noto il livello di scontro e anche di solidarietà che ha caratterizzato i mesi della difficile trattativa per il futuro di Ast e dei lavoratori. Per questo l’immagine sui social raccoglie perplessità e rabbia tra i ternani. Al momento non si registrano reazioni negli ambienti sindacali, dove comunque l’episodio non è passato inosservato, mentre a parlare a poche ore dall’accaduto sono il Pd di Terni è Sinistra Italiana.

Pd: «Non condivisibile, serviva valutazione più approfondita» In particolare la segreteria dei democratici con una nota stampa commenta: «In noi ma siamo convinti anche in tutta la comunità locale, è forte e profondo il sentimento di stima e gratitudine verso l’opera quotidiana della polizia di Stato, tuttavia riteniamo che non sia condivisibile la scelta di aver conferito un premio all’ex ad di Ast, su cui sarebbero state opportune valutazioni più approfondite. Tutti abbiamo ancora in mente quei quei mesi in cui la città intera, le istituzioni locali, le forze dell’ordine, le organizzazioni sindacali e soprattutto i lavoratori, hanno vissuto una esperienza che segna ancora oggi le nostre memorie. Anche nella consapevolezza che l’accordo siglato nel dicembre 2014, ha chiuso solo un capitolo della vicenda acciaierie, che rimane ancora oggi con interrogativi decisivi sulle prospettive future. Tutte considerazioni che sappiamo essere condivise dall’intera città, a partire dalle istituzioni che in quell’occasione hanno dimostrato di sapersi misurare con il clima creato. Crediamo che quel senso di unità, di comunità, vada ora confermato e rafforzato, anche riaffermandolo senza riletture parziali della storia, nell’interesse supremo di Terni che tutti condividiamo».

Stilettata della Marini Anche Catiuscia Marini, sul suo profilo Facebook, sollecitata sulla vicenda, ha preso le distanze dal premio, non lesinando una stilettata al sottosegretario Bocci (presente alla premiazione: «Ma il premio chi lo ha istituito? Il Ministero dell’interno?».

Sinistra Italiana: «Andavano premiati i lavoratori» Sulla consegna del riconoscimento all’ex ad di Ast, interviene anche Sinistra Italiana, attraverso Mario Giovannetti: La premiazione della Morselli per aver lasciato un segno indelebile sulla città, sembra essere una presa in giro per i tantissimi lavoratori e cittadini che si sono battuti per difendere il loro posto di lavoro. Il fatto che il premio sia stato consegnato dal sottosegretario Bocci e dal sindaco Di Girolamo getta un’ombra grave sulle istituzioni e sul loro ruolo di garanzia. I lavoratori della Terni, unitamente ai sindacati si sono sempre battuti, sin dai tempi del fascismo, per difendere la loro fabbrica, sempre salvaguardando produzioni e impianti. A loro caro sindaco e caro sottosegretario andrebbe dato il premio per il segno indelebile lasciato in più di cento anni di storia».

Fratelli d’Italia Sul caso interviene anche Marco Cecconi, capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale. «Non è stato un errore né una svista – spiega Cecconi in una nota – la partecipazione attiva del sindaco Di Girolamo e del sottosegretario Bocci alla surreale premiazione della Morselli è nient’altro che la radiografia di come il Comune e il governo nazionale hanno affrontato la questione della vertenza delle acciaierie del 2014. Preoccupati solo delle apparenze, anche se grottesche. Capaci di costruire trattative e accordi con la proprietà che sarebbero stati imbarazzanti persino per un governo tedesco. La politica delle apparenze ha collezionato un album dei ricordi indelebile, di cui adesso il premio alla Morselli è solo il degno corollario. Né un errore né una svista e nemmeno una trappola, nella quale adesso Di Girolamo vorrebbe farci credere di essere caduto, dichiarandosi ignaro di quel premio fino a che non ha visto spuntare fuori la targa. Fosse davvero così, sarebbe l’ennesima conferma della considerazione della quale gode il primo cittadino. Fossero andate le cose davvero così, un sindaco degno di questo nome, come minimo avrebbe tirato il cappello in aria e se ne sarebbe andato. Il re è nudo. E adesso se ne accorgono tutti, dal Pd alla Fiom».

Twitter @chilodice

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