sabato 24 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:53
11 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:27

FarmaciaTerni, lavoratori dicono «No alla vendita dell’ex Asfm»: scatta consultazione popolare

Sindacati convergono su summit tra vertici aziendali e Comune per garanzia occupazionale

FarmaciaTerni, lavoratori dicono «No alla vendita dell’ex Asfm»: scatta consultazione popolare
Una farmacia

«Siamo totalmente contrari all’ipotesi di alienazione dell’azienda farmaceutica». Così si sono espressi i dipendenti dell’ex Asfm in assemblea, alla presenza delle organizzazioni sindacali di categoria Filcams-Cgil, Fisascat Cisl e Uil-Tucs. Eppure il Comune di Terni lo ha messo per iscritto: nel piano c’è la cessione di tre punti vendita e a caldeggiare le linee guida della giunta ci ha già pensato la maggioranza con l’approvazione di un atto d’indirizzo dedicato.

FarmaciaTerni I lavoratori si oppongono e sottolineano: «Le farmacie hanno fornito alla cittadinanza del territorio, servizi sanitari senza pesare sui bilanci del Comune e con significativa semplificazione, un servizio sociale insostituibile offerto con professionalità ed efficienza. L’ipotesi dell’ alienazione – tuonano – avanza rispetto alla necessità di colmare il disavanzo di Palazzo Spada, non imputabile alla gestione dell’azienda farmaceutica, che negli ultimi cinque anni ha risanato il proprio bilancio raggiungendo obiettivi di qualità».

Ex Asfm Ai lavoratori, stando a quanto riferiscono i sindacati, prossimamente verrà erogata la produttività per il raggiungimento degli obiettivi previsti sia in termini di fatturato aziendale che in termini di servizi erogati. «I lavoratori – fanno sapere le organizzazioni sindacali – intendono procedere ad una consultazione popolare nella quale raccontare le proprie ragioni e chiedere ai cittadini ternani cosa pensano in merito all’ipotesi di vendita delle proprie farmacie e come questo possa trasformarsi in una vera e grande sconfitta per la comunità di questo territorio». Nel frattempo i sindacati convocheranno la proprietà e i vertici aziendali con l’obiettivo di ottenere la garanzia occupazionale.

 

 

 

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