domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:33
6 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:32

Farmacia Terni, Orsini blocca voto al bilancio: «Sindaco si pronunci su incompatibilità Mustica»

Consigliere dem convince terza commissione ad attendere che Di Girolamo sciolga il nodo, l’azienda chiude con un utile di 26 mila euro: 250 mila spesi per battaglie legali

Farmacia Terni, Orsini blocca voto al bilancio: «Sindaco si pronunci su incompatibilità Mustica»

di Mar. Ros.

Che il clima fosse teso era ormai noto da qualche settimana e la recente segnalazione al primo cittadino, da parte dei consiglieri di maggioranza Valdimiro Orsini e Luigi Bencivenga ritarda l’approvazione del bilancio della società Farmacia Terni. I due, come anticipato, hanno chiesto al sindaco di valutare l’eventuale incompatibilità di Stefano Mustica con il ruolo di presidente dal Cda che questo ricopre. Il consiglio non si esprimerà sul conto consuntivo dell’azienda prima che Leopoldo Di Girolamo sciolga il nodo.

Farmacia Terni La decisione è stata presa mercoledì pomeriggio in terza commissione, quando Orsini ha fin dal primo minuto posto la questione all’attenzione degli altri commissari costringendo il presidente Sandro Piermatti a riunire il gruppo di maggioranza in separata sede prima di riprendere i lavori. Nel corso della seduta, i conti della partecipata relativi all’anno passato, sono stati comunque illustrati dallo stesso Mustica: «Si tratta del primo bilancio chiuso da Farmacia Terni ma che fa riferimento all’ex Asfm. L’andamento del 2015 ha visto una crescita del valore d’affari del 4,5% raggiungendo oltre 11 milioni di fatturato, la vendita per contanti è cresciuta del 6,1%, gli ingressi nelle nostre farmacie sono saliti di 16.000 unità, la ricetta media si è attestata sui 12,73 euro. Quasi tutti i punti vendita sono in crescita, solo poche realtà registrano difficoltà economiche».

Battaglie legali Rispetto al bilancio c’è un dato che balza agli occhi e che non sfugge al consigliere del M5s Federico Pasculli: nel 2015, l’azienda ha sborsato 200 mila euro per due contenziosi legali risalenti al 2010 e 50 mila euro per avvocati di controparte: «Uno riguarda lo stato di abbandono della vecchia farmacia col trasferimento in quella nuova di piazza Dalmazia – risponde Mustica -, l’altra causa è stata vinta dalla moglie dell’ex direttore generale ormai deceduto ed era legata ad alcune coperture assicurative, ma abbiamo fatto ricorso in appello. Dovendo ipotizzare l’utile dell’azienda senza questo aggravio direi che avremmo potuto raggiungere quota 200 mila».

Twitter @martarosati28

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