mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 19:04
12 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:09

Farmacia Terni, presidente Mustica in bilico e il sindaco: «L’azienda deve essere venduta»

Ok a consuntivo 2015 della società ma passa anche la stretta su incompatibilità di nomina

Farmacia Terni, presidente Mustica in bilico e il sindaco: «L’azienda deve essere venduta»
DI Girolamo (foto Rosati)

di Marta Rosati

«Non riteniamo sia necessario mantenere le farmacie nel perimetro pubblico, l’azienda va collocata sul mercato». Così il sindaco Leopoldo Di Girolamo conclude il suo intervento in aula sull’ex Asfm e l’opposizione storce subito il naso. Di fatto nessuna novità, solo l’ufficialità delle intenzioni della giunta rispetto all’ex Asfm alle quali si oppone con forza il M5s che in un atto chiede di mantenere in totale proprietà del Comune di Terni la società, con la possibilità di affidare in gestione privata e tramite bando gli esercizi in perdita; il consiglio però non approva la proposta grillina. Passa invece l’atto di Valdimiro Orsini (Pd) e Luigi Bencivenga (Progetto Terni) sull’interpretazione della norma per le nomine dei rappresentanti del Comune presso gli organismi controllati, approvata anche l’immediata eseguibilità dell’atto anche se il sindaco ribadisce: «Mustica presidente legittimo». Se questo voto avrà effetto retroattivo lo scopriremo a breve.

Bilancio Farmacia Terni Lunedì pomeriggio in consiglio comunale, al sindaco il delicato compito di riferire sul bilancio della partecipate Farmacia Terni srl, con l’atto che ha già incassato il parere della terza commissione. «Incremento del volume di affari del +4,5 %, fatturato oltre gli 11 milioni di euro e l’utile di 26 mila euro – attacca il sindaco – testimoniano un percorso positivo dell’azienda. L’incremento è dovuto ai due comparti di riferimento, quindi ricavi propri del servizio sanitario nazionale (derivato dalle ricette mediche + 1,6 %) ma cresce anche la parte dei farmaci off poket che cresce di oltre il 6%. Tutto questo di fronte ad un quadro nazionale non altrettanto positivo e il dato è il frutto di una serie di servizi offerti alla clientela, anch’essa in crescita. Nel frattempo è diminuito il costo del personale ed è stato affidato a terzi il servizio di gestione cassa e tesoreria con risultati positivi anche in tal senso, peccato per quegli oltre 200 mila euro dovuti per contenziosi legali risalenti a oltre 6 anni fa».

Vendita ex Asfm Risultati importanti e soddisfacenti in un mercato sempre più difficile visto che Assofarm – prsegue Di Girolamo – ci dice che il numero di farmacie pubbliche attive è diminuito dell’8% negli ultimi tre anni. La nostra riflessione è che questo settore, essendo regolato dal punto di vista nazionale quindi non aperto e oggi soffocato dall’alta presenza di parafarmacie e presidi sul territorio, non sia più necessario mantenerlo nel perimetro pubblico perché c’è copertura e concorrenza. Questa azienda va collocata sul mercato in modo da garantire continuità occupazionale a professionalità che hanno lavorato per raggiungere questi importanti risultati». L’opposizione non è d’accordo, il timore è che avendo un utile di soli 26 mila euro, l’azienda possa essere svenduta. Al termine della discussione l’aula si è espressa sul bilancio consuntivo 2015 della srl e l’atto è stato approvato grazie ai voti della maggioranza che si è espressa all’unanimità come richiesto pubblicamente dal capogruppo Pd Andrea Cavicchioli.

Regolamenti Sul discorso della vendita, il Palazzo dovrà tornare a pronunciarsi ma intanto lunedì pomeriggio all’ordine del giorno c’è anche l’atto d’indirizzo presentato dai consiglieri Valdimiro Orsini (Pd) e Luigi Bencivenga (Progetto Terni) col quale si chiede «un’interpretazione autentica di un articolo inscritto nel regolamento che disciplina nomine, designazioni e revoche dei rappresentanti del Comune all’interno degli organismi partecipati. Approvato il documento e l’atto dei grillini col quale si richiede una ricognizione di tutte le nomine fatte finora.

Seguono aggiornamenti

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