martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:24
1 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:29

Ex Merloni, mercoledì istituzioni al Mise e giovedì incontro-sindacati e Porcarelli. Operai ai cancelli

L'annuncio del sottosegretario Bellanova via Twitter. Incontro del 4 fissato a Fabriano nello stabilimento di Santa Maria. In settimana l'imprenditore vedrà anche il presidente delle Marche

Ex Merloni, mercoledì istituzioni al Mise e giovedì incontro-sindacati e Porcarelli. Operai ai cancelli
La protesta dei lavoratori della ex Merloni

di Daniele Bovi

Giovedì sarà una giornata importante per l’Umbria, non solo per il programmato arrivo di Papa Francesco alla Porziuncola. Oltre al vertice sul futuro di Tk-Ast al Ministero dello sviluppo economico infatti nella stessa giornata a Fabriano ci sarà il primo faccia a faccia tra i sindacati e Giovanni Porcarelli della JP. Mercoledì alle 15.30 invece, come annunciato via Twitter dal sottosegretario allo Sviluppo economico Teresa Bellanova (che ha però erroneamente indicato la data di martedì), ci sarà un incontro al Ministero con le Regioni e le altre istituzioni interessate: «Ho convocato per domani, 2 agosto – scrive Bellanova -, i rappresentanti istituzionali di Regione e Comuni interessati». «Da subito – aveva detto nelle scorse ore Bellanova riferendosi ai 400 licenziamenti annunciati – siamo al lavoro sulla vertenza Merloni. La decisione è francamente inaccettabile. Per questo riteniamo necessario un incontro urgente con azienda e parti sociali, per comprendere esattamente i termini della questione. In questa come in altre situazioni complesse, il nostro obiettivo è sempre lo stesso: tutela e sostegno del lavoro prima di tutto».

«ANNUNCIO È BOMBA PER IL TERRITORIO»

Giovedì Gli incontri sono in calendario dopo l’annuncio, da parte di Porcarelli, relativo all’avvio delle procedure di mobilità per 400 dipendenti (390 operai e 10 quadri) arrivato venerdì nel tardo pomeriggio e le reazioni di lavoratori, istituzioni e sindacati. Il faccia a faccia di giovedì, come spiega Andrea Cocco della Fim Cisl di Fabriano, ci sarà nello stabilimento di Santa Maria e a partecipare saranno le rappresentanze sindacali delle province di Ancona e Perugia, che come quelle regionali hanno definito «irricevibile» l’annuncio di Porcarelli. In settimana l’imprenditore vedrà anche il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, mentre un tavolo sulla vicenda è già aperto al Ministero dello sviluppo economico.

SINDACI E SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA

L’accordo e le banche L’ultimo incontro ufficiale nella sede del Ministero dello sviluppo economico c’è stato il 10 maggio scorso: intorno al tavolo, oltre ai commissari straordinari della ex Antonio Merloni e i rappresentanti del dicastero, anche quelli delle banche coinvolte nel caso, ovvero Intesa, Mps, Unicredit e Banca delle Marche oltre a Veneto Banca e Ubi. A dominare l’incontro, il tema della transazione tra i commissari, le banche e la JP per chiudere il caso. A maggio i vertici di Intesa e Unicredit, così come quelli di Ubi, avevano deciso di dare il via libera all’accordo, mentre Mps e Banca delle Marche prevedevano di farlo non prima della metà di giugno. Veneto Banca invece era in attesa di ulteriori informazioni da parte dei commissari, mentre il Mise aveva indicato una serie di necessità, ovvero accelerare i tempi per arrivare a breve all’accordo, sollecitare JP alla sottoscrizione e dare il la al confronto tra banche e Porcarelli per sostenere con finanziamenti il piano industriale. Finanziamenti, lamenta ora l’imprenditore che indica negli «strascichi del contenzioso» uno dei motivi della decisione, mai arrivati.

Operai ai cancelli A muoversi intanto sono anche gli operai dello stabilimento di Gaifana di Nocera Umbra (acquisito da Porcarelli insieme a quello di Fabriano), che lunedì mattina si sono ritrovati di fronte ai cancelli per far sentire la loro voce. Insieme a loro anche il sindaco di Nocera Giovanni Bontempi, rappresentanti delle rsh aziendali e l’assessore alla cultura del Comune di Gualdo Tadino. Tutti hanno criticato duramente le decisioni di Porcarelli. Il ritiro della procedura di mobilità lo chiedono anche i deputati pd di Umbria e Marche Giampiero Giulietti ed Emanuele Lodolini: «Un progetto industriale – dicono – può anche fallire, ma se non ha nemmeno inizio e il piano industriale stenta ad arrivare, allora si chiama speculazione. Fare impresa è tutta un’altra cosa. Porcarelli deve ritirare la procedura di mobilità perché è moralmente inaccettabile tentare di usare i lavoratori per ricattare il Governo. Diversamente le istituzioni dovrebbero, a nostro avviso, ritirare il finanziamento di 9 milioni di euro dell’accordo di programma a lui destinati fino a quando non ritirerà la procedura di licenziamento collettivo».

Smacchi Sempre dal fronte politico a intervenire è anche il consigliere regionale pd Andrea Smacchi, che sulle vertenze aperte in Umbria chiede una seduta apposita della Seconda commissione o dell’Assemblea. Smacchi inoltre ha presentato una mozione urgente  per impegnare la giunta regionale «a fare di tutto, in sinergia con la Regione Marche e il ministero dello Sviluppo economico, al fine di evitare che la procedura di mobilità dei lavoratori della Jp Industries possa essere portata a compimento». «La mobilità per 400 lavoratori rappresenta una questione di gravità assoluta – spiega Smacchi – sia per la modalità con la quale è stata portata avanti, sia per il numero dei lavoratori interessati, coinvolgendo una società verso la quale le istituzioni si erano spese e si erano impegnate. In questo quadro, l’avvio delle procedure di mobilità simboleggia un comportamento inqualificabile dell’impresa e una pietra tombale sulla ripresa della fascia appenninica. Ripresa che pure sembrava alla portata, alla luce del numero di progetti presentati sulla misura per gli investimenti superiori a 1,5 milioni di euro».

Sereni e Galgano L’avvio delle procedure è «ingiustificabile e gravissimo» anche secondo la vicepresidente della Camera Marina Sereni che plaude poi alla decisione del sottosegretario di convocare le istituzioni. Al governo la deputata di Scelta civica Adriana Galgano chiede «un intervento rapido per salvaguardare l’occupazione e per favorire il rilancio dell’azienda e dell’intera fascia appenninica». Galgano ha anche presentato una nuova interrogazione al ministro dello Sviluppo economico con cui sollecita «misure tempestive per evitare questa massiccia perdita di posti di lavoro». «Dopo l’attuazione delle prime fasi del progetto di rilancio dell’area di crisi industriale complessa – conclude -, la decisione della Jp Industries appare del tutto inaspettata visto che, durante i numerosi incontri con governo, sindacati e Regioni Umbria e Marche, non solo non si era accennato ad eventuali esuberi ma sono stati stanziati fondi pubblici proprio in vista del riassorbimento di tutti gli operai».

Twitter @DanieleBovi

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