domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 21:05
19 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:16

Ex Ferro di Cannara riparte con 60 addetti. Tacconi: «Saranno triplicati in tre anni»

Presentazione ufficiale del passaggio alla Silam. Marini: «Occasione per rilancio industriale e bonifica ambientale». Agostini: «Doppi vantaggi da operazione»

Ex Ferro di Cannara riparte con 60 addetti. Tacconi: «Saranno triplicati in tre anni»
La presentazione del passaggio della ex Ferro di Cannara

«Avvio dell’attività produttiva con 60 addetti entro il 2016, mentre l’obiettivo è quello di raggiungere i 180 occupati nel 2019». È stato Luca Tacconi, ovvero l’industriale che ha acquistato la ex Ferro di Cannara e, in conferenza stampa, ne ha delineato le prospettive di sviluppo. Accanto a lui la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il sindaco Fabrizio Gareggia e il direttore di Sviluppumbria Mauro Agostini.

Cosa diventerà la ex Ferro Tacconi che ha annunciato la realizzazione di uno stabilimento utilizzando i vecchi immobili per produzioni meccaniche, mentre nell’area dei vecchi uffici il gruppo realizzerà la “Tacconi engineering”, il centro di studi e progettazione dell’azienda. «I lavori di bonifica – ha affermato Tacconi – sono già stati avviati».

Recupero industriale e ambientale «L’acquisizione del sito industriale ex Ferro di Cannara da parte della società Silam del gruppo Tacconi – ha affermato la presidente Marini – è un fatto di grande importanza perché offre una positiva opportunità di sviluppo industriale e di crescita dell’occupazione nel territorio ed al tempo stesso risolve l’annosa questione di una area non più utilizzata, realizzando tra l’altro una importante operazione di bonifica ambientale». Marini ha sottolineato proprio la positività del lavoro svolto da Sviluppumbria che con un bando pubblico ha finalmente «messo a valore un bene pubblico al servizio dello sviluppo e della crescita. Fa molto piacere – ha sottolineato la presidente – che un gruppo umbro, legato dunque al territorio e che costituisce una delle realtà industriali più significative di tutta la regione, abbia deciso di investire qui e vorrei rivolgere i migliori auguri di successo per questa nuova iniziativa industriale».

Il senso dell’operazione Anche per il direttore di Sviluppumbia, Agostini, questa operazione ha un duplice significato: «Innanzi tutto – ha affermato Agostini – rispondiamo alla nostra missione di promuovere e sostenere lo sviluppo economico territoriale. Ma, con questa iniziativa, operiamo anche una consistente e significativa riduzione dei costi. Questo sito infatti era stato acquistato dieci anni fa e mai utilizzato. Ciò determinava per Sviluppmbria solo costi, ora invece ci garantirà ricavi».

Dopo tante delusioni Sul caso è intervenuta anche la presidente dell’Assemblea legislativa del’Umbria, Donatella Porzi, che ha ricordato come «in questi 13 anni dalla chiusura della Ferro Italia, con la conseguente perdita del posto di lavoro per oltre 100 persone, abbiamo assistito ad una altalena di speranze e cocenti delusioni. Ora si apre un promettente futuro per questa struttura industriale di qualità che è parte importante del tessuto socio-economico del territorio di Cannara. Tutto questo grazie all’impegno delle istituzioni regionale e locale, alla capacità dell’agenzia Sviluppumbria di tradurre in atti concreti le volontà istituzionali, e al coraggio imprenditoriale di una società che fa dell’innovazione tecnologica il proprio tratto distintivo. In questi tempi estremamente difficili nel quadro economico ed occupazionale regionale, la nascita di una realtà industriale rappresenta un atto di straordinaria fiducia nel futuro e di volontà di reagire alla crisi, con azioni frutto di una concertazione tra pubblica amministrazione e privati, caratterizzata dalla condivisa determinazione a perseguire concretamente il ‘bene comune’».

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